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L'Assoluto e il Relativo

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Carino il giochetto di Giulio Zanella, anche se il risultato era facilmente prevedibile per chiunque conosca un minimo il tema. Come tutti (o forse, non proprio tutti) sanno (1) le persone con propensioni pedofile tendono a concentrarsi nelle professioni che consentono loro un più facile accesso all'oggetto del loro desiderio; per questo motivo non è affatto sorprendente che ci sia una maggiore percentuale di pedofili fra preti, educatori dell'Azione Cattolica e Capi Scout (2) (che in parrocchia hanno contatto con molti fanciulli); fra gli insegnati elementari e della scuola dell'infanzia (che possono entrare in contatto coi fanciulli a scuola) e perfino fra i pediatri (come conferma, anche in Italia, il caso Marcelletti (3) ). Le informazioni su questo punto sono così note che hanno perfino permesso l'elaborazione di un test per verificare le tendenze pedofile (4) ritenuto attendibile a sufficienza da essere utilizzato come materiale probatorio in alcuni tribunali americani (5), seppur con alterne fortune.

La domanda a cui bisognerebbe rispondere è se il numero di colpevoli di pedofilia fra i preti è superiore o inferiore a quello che c'è fra i maestri elementari o i pediatri. Con un dato di questo tipo si potrebbero fare riflessioni serie sulle misure che la chiesa (o l'ordine dei medici) prendono per prevenire questi casi. Oppure si potrebbe rilfettere sulla capacità di alcune categorie (i grandi luminari della medicina o i vescovi) di coprire le proprie tracce più o meno facilmente di altri. Questo purtroppo non è il caso: un dato riferito all'insieme della popolazione adulta è suggestivo, buono per fare polemichetta, ma di nessuna utilità pratica per una seria discussione

Ah, by the way... alcune stime (non affidabilissime per la verità) sembrano mostrare che la propensione alla pedofilia è crescente in funzione del livello di istruzione dei soggetti; chissà, forse dovreste verificare se fra i professori universitari, at home & abroad, i pedofili sono più o meno di quelli presenti fra i parroci o gli operai metalmeccanici. Un risultato chiaro su questo punto potrebbe essere un utile punto di partenza per un ragionamento serio.

p.s. Una serie di riflessioni analoghe (forse più interessanti nel caso delle università) si possono fare per i casi di molestia sessuale, ma visto che non è questo il tema, ve ne risparmio la disamina.

Riferimenti bibliografici:

(1) Il profilo di un pedofilo

(2) Scouting sex abuse cases - wikipedia

(3) "Il genio del bisturi e la vergogna di qeugli SMS", Corriere.it 7/5/2009

(4) Gene G. Abel, Alan Jordan et al. (2001), "Classification models of child molesters utilizing the Abel Assessment for Sexual Interest", Child Abuse and Neglect, Issue 25.

(5) American Prosecutors Research Newsletter, Volume 14, Number 12, 2001

Non capisco in base a quale logica l'universo di riferimento della chiesa per valutare l'operato dei propri membri sia quello dei capi scout, o degli insegnanti elementari, come riferisci (e anche se fosse, questo non falsifica la critica di Giulio, visto che l'asserzione di Lombardi faceva un confronto con il resto della popolazione, non con quella dei capi scout).

A me pare tutto questo mostri che la chiesa debba interrogarsi seriamente su quello che chiami selection bias, e agire di conseguenza sulla selezione dei propri operatori: che gente puo' attirare l'obbligo di castita'? Certamente non gente "normale" - e qui ovviamente non parlo in generale, le percentuali riportate sono cosi' piccole che ovviamente la stragrandissima maggioranza dei preti non rientra in queste categorie aberranti, ma proprio per quello le piccole variazioni calcolate da giulio (piccole in termini assoluti , non relativi)  sono ragionevolmente causate da selection. 

 

Ok, forse mi sono spiegato male, per cui ri-spiego, perdonatemi la sintesi. Il punto è che possiamo criticare una certa istituzione se è meno efficace di altre, che operano in condizioni equivalenti, nel risolvere un certo problema. Il dato di Giulio non ci consente di stabilirlo per cui non contraddice la difesa d'ufficio (tesi) di Lombardi ma dimostra solo che la sua argomentazione è troppo  vaga/incompleta. Più in dettaglio:

GZ afferma, più o meno, "fra i preti ci sono più pedofili che nella media della popolazione".

Io replico, "verissimo, ma questo lo sapevamo tutti. Hai scoperto l'acqua calda" e "la stessa cosa la scopriresti se facessi le stesse misure rispetto ai maestri elementari e ai pediatri ma, curiosamente (aggiungo io) questo problema non se lo pone nessuno, o quantomeno non raggiunge gli onori della cronaca".

GZ continua dicendo: "questa maggiore percentuale contraddice la tesi di Lombardi che la chiesa è colpevole quanto altre istituzioni"

Io replico, "può darsi o può darsi di no" in realtà dal confronto fra i due dati "non discende necessariamente che la chiesa sia meno attiva di altre istituzioni nel combattere la pedofilia"(come invece Giulio sembra lasciar intendere).

Detto questo (aggiungo) la discussione mi sembra poco interessante perché le domande vere dovrebbe essere: (1) "la chiesa è più o meno attenta di altri nel combattere la pedofilia?".

E inoltre, "posto che la pedofilia è endemica in certi tipi di professione e le istituzioni che governano queste professioni sono ree se la combattono meno di quanto dovrebbero", la seconda domanda dovrebbe essere (2) "la chiesa combatte la pedofilia più o meno degli ordini dei medici e degli enti che dovrebbero vigilare sul comportamento dei maestri a scuola?"

Tutto quì; in sintesi il mio punto è che la discussione di Giulio è un po' fuori obiettivo se vuole argomentare in favore di una qualche maggior colpa della chiesa rispetto ad altre istituzioni.

Detto questo, io sono di certo molto più anticlericale di un ex-presidente della Fuci, per cui concordo con chi sostiene che quì l'anticlericalismo c'entra come i cavoli a merenda.

Capisco, ma il ministro dell'istruzione deve per forza pescare da gente cui interessa la pedagogia, mentre la chiesa ha bisogno di un po' di tutto: hanno bisogno di guide spirituali sia gli anziani che i bambini, quindi a priori (cioe' senza conoscere le regole di condotta professionale) mi aspetterei una maggiore propensione alla pedofilia fra i maestri che fra i preti. Il fatto che siano uguali invece mi indica che c'e' qualcosa di sbagliato. 

 

mi aspetterei una maggiore propensione alla pedofilia fra i maestri che fra i preti. Il fatto che siano uguali invece mi indica che c'e' qualcosa di sbagliato.

Corretto. In realtà non so se sono uguali o meno. Io sono certo soltanto che sia per i preti che per gli insegnanti la percentuale di pedofili è maggiore che per la popolazione at large. Se la percentuale sia maggiore fra gli insegnanti o fra i preti non lo so con certezza; ho alcune idee personali in proposito ma non avendo evidenza certa me le tengo per me.

Anyway, se le due percentuali fossero uguali la succitata conclusione sarebbe perfettamente corretta.

 

Signor LaPeste, lei prende il suo nomignolo troppo seriamente e, nel tentativo di farlo apparire realista, polemizza un po' a casaccio. È arrivato da poch giorni ma vedo che ama infilarsi in discussioni polemiche abbastanza gratuite che, poi, nemmeno porta a compimento. Pessima netiquette, coperta al solito dall'usuale anonimato ... ma passi e vengo al punto di questo mio commento.

Il problema che lei qui introduce e, più o meno, definisce sarà forse interessante e (da quel che leggo) interessa lei. A lei, chiaramente, interessa confrontare la chiesa cattolica con l'AGESCI come istituzioni capaci di controllare e punire l'omosessualità - o la pedofilia? O l'abuso dei minori? Non è chiaro ... - al proprio interno.

Ma NON è il problema che interessava Giulio Zanella: questo mi sembra plateale anche da una lettura frettolosa dello scritto del medesimo. A GZ interessava evidenziare la natura pretestuosa delle affermazioni del Lombardi, la sua ipocrisia e quella dei media italiani, che non sono in grado di compiere osservazioni banali e porre qualche domanda decente al portavoce di Ratzinger. GZ voleva anche, in quanto cattolico, osservare che la morale "neo-craxiana" del Vaticano poco ha a che fare con quella tradizionalmente associata al loro supposto fondatore. Questi erano i temi che interessavano a GZ.

Essendoci libertà di pensiero e parola GZ se li è scelti e li ha sviluppati.

A lei non interessano e trova degli altri, quelli sopra elencati, più interessanti? Legittimo, c'è libertà di pensiero e parola. Faccia così: li studi attentamente, raccolga i dati, faccia confronti ed analisi. Quando ha il pezzo pronto lo invii per pubblicazione, qui o dove le sembri più opportuno. Se lo invia da noi sappia che deve firmarlo con nome e cognome, è una nostra regola.

È arrivato da poch giorni ma vedo che ama infilarsi in discussioni polemiche abbastanza gratuite

Registro il suo giudizio sui miei commenti e ci rifletterò.

che, poi, non ha nemmeno la cortesia di continuare e portare a compimento.

Ops, perdoni se non vivo su NfA: può darsi che mi sia sfuggita qualche risposta a miei post. Se cortesemente mi segnala quali "polemiche" non ho "continuato, o portato a compimento" vedrò di farlo quanto prima.

Ah, per chiarezza, se la... "aggressività" delle sue risposte è solo un modo per cacciarmi dal blog lo può anche dire chiaramente e smetterò immediatamente di postare.

Brillante anonimo, se ti serve una RA che segua le tue brucianti scorribande, assumilo.

Per quanto mi riguarda, come sempre faccio con gli anonimi del tuo tipo, il mio precedente commento era un commiato.

La tua superba intelligenza critica e la pestilenza che, nomen omen, sei venuto qui a spargere le salterò a piedi pari. I commenti da leggere son già troppi, ti assicuro che non mi mancherai ...

Brillante anonimo, se ti serve una RA che segua le tue brucianti scorribande, assumilo.

Tsk, intendevo solo dire che c'è modo e modo di segnalare ad una persona che non ha risposto ad un post. Anyway, ho risposto alla "polemica" che mi era sfuggita su "i dintorni della crisi".

E' libero di leggere o meno il mio post, esattamente come lo sono io di leggere i suoi.

Ed esattamente come lei è libero di esprimere tutti i guidizi che ritiene opportuni sullla mia intelligenza, io sono altrettanto libero di esprimere i miei giudizi sulla sua "cortesia", che ritengo inesistente. Quelli sull'intelligenza li lascio perdere, avendo letto i post sulla difficoltà di misurarla che sono stati pubblicati nel blog...

La peste, hai fatto bene a spiegarti, cosi' posso precisare che non hai colto il mio punto.

la discussione di Giulio è un po' fuori obiettivo se vuole argomentare in favore di una qualche maggior colpa della chiesa rispetto ad altre istituzioni

Ecco, questo non e' quello che ho argomentato. Il mio argomento e', molto semplicemente, aritmetico: difendersi dicendo che 17 e' piu' piccolo di 520 e', dopo aver fatto le debite proporzioni, come voler nascondere un elefante dietro a una zebra in mezzo alla savana.

Questo non implica alcun giudizio su quello che la chiesa cattolica fa rispetto alle altre istituzioni per contrastare gli abusi su minori al proprio interno. Non ho elementi per fare questa analisi comparata, per cui non l'ho fatta.

Il tuo punto su self-selection e' importante e rinforza le mie osservazioni nella risposta a Gian Luca: poiche' nessuno, credo, affermerebbe che una persona che prima era normale diventa un depravato sessuale che abusa minori per il solo fatto di essere diventata prete, c'e' un problema nel meccanismo di reclutamento. Altrimenti non osserveremmo la differenza tra l'incidenza del fenomeno nella chiesa cattolica (austriaca) e nel resto della societa' (austriaca), che e' il confronto che Lombardi ha fatto.

Ecco, questo non e' quello che ho argomentato. Il mio argomento e', molto semplicemente, aritmetico: difendersi dicendo che 17 e' piu' piccolo di 520 e', dopo aver fatto le debite proporzioni, come voler nascondere un elefante dietro a una zebra in mezzo alla savana.

Ok, avevo parzialemente frainteso. Grazie per il chiarimento.

D'accordo. D'accordissimo.

Essere attirati dalla quasi totalita' delle carriere lavorative implica semplicemente un interesse nell'oggetto specifico della professione (che so, pedagogia, saldatura, ricerca, medicina) e al limite una valutazione del relativo livello remunerativo/di impegno orario.

La carriera ecclesiastica nella chiesa cattolica implica anche di accettare il celibato. Limitazione che, se presa seriamente, e' estremamente difficile da accettare da individui che abbiano un rapporto equilibrato con la propria sessuaita'. Non mi stupisco che questo meccanismo possa portare a percentuali di devianza sempre minoritarie ma statisticamente piu' elevate.

Non so se qualcuno lo ha gia' detto, ma sarebbe interessante confrontare l'incidenza di fenomeni pedofili tra clero cattolico e ministri del culto protestante (che non sono obbligati al celibato).

Ho trovato solo questo in generale è difficile trovare ricerche o dati attendibili.

Le discussioni sono seguenti agli scandali e (a seconda di chi le propone) sembrano orientate a dimostrare una tesi piuttosto che un' altra, insomma poco scientifiche.

Una ipotesi che viene sostenuta da vari articoli è che il sacerdozio cattolico, per le sue caratteristiche, attrarrebbe persone con tendenze omosessuali. Quindi non di vera e propria pedofilia si tratterebbe, ma di attrazione omosessuale per giovani adolescenti (insomma l'equivalente omo della Gloria Guida ne "La liceale"). Non so se questa teoria abbia un valore o sia ridicola però, dato il dibattito in corso, la porto all'attenzione generale.