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L'Assoluto e il Relativo

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E' interessante notare che se la rimozione dell'utero malato produce come effetto collaterale la morte del feto, la Chiesa Cattolica, stando alle parole riportate da J. O. Maynard, non considera la morte del feto moralmente inaccettabile.

La donna malata non è obbligata a non abortire ed è libera di scegliere.

Questo perchè la teoria morale proposta dai cristiani cattolici pone enfasi sulle intenzioni, che se, avvertite in buona fede e coscienza, portano ad un male imprevisto e non voluto, conducono a considerare complessivamente il corso d'azione intrapreso come moralmente accettabile.

Supponiamo che un neonato nasca con un intestino ostruito e malformato, e che tale neonato abbia bisogno di una operazione che per vari motivi potrebbe portare al suo decesso. Per la teoria del 'double effect', se il neonato muore durante il rischioso intervento operato dai medici questo non è moralmente inaccettabile, nella misura in cui le intenzioni dei medici coscienziosi è quella di salvare la vita del neonato.

Ciò su cui voglio attirare l'attenzione è che questo modo di ragionare pare già una rinuncia agli assoluti morali. Se un corso d'azione contempla conseguenze positive e negative e il fatto di non essere committed nei confronti delle conseguenze negative conduce a considerare l'intero corso d'azione come moralmente lecito, allora la dottrina del 'doppio effetto' può essere utilizzata per descrivere e legittimare corsi d'azione 'utilitaristi' nei quali si prende in considerazione il minore dei mali in luogo del fiat justitia, pereat mundus che è alla base del dover essere inteso come assoluto morale.

Cioè, se un cattolico ci dice che quando in una nave che sta affondando si chiudono i portelloni dei piani inferiori della nave perchè le intenzioni sono buone (evitare che l'acqua arrivi sino ai piani superiori e uccida tutti) si compie una azione moralmente consentita perchè la morte di chi rimane chiuso nei piani inferiori è un side effect indesiderato e non-intenzionale, sta legittimando una scelta che è più che sensata sul piano utilitaristico. Un utilitarista farebbe la stessa cosa.

Cosa ce ne facciamo di questo commento? La mia conclusione è che le teorie morali cattolica ed utilitarista non sono, sul piano dei risultati materiali, sempre incompatibili. Teorie morali diverse possono descrivere e legittimare lo stesso corso d'azione da punti di vista diversi. Quando si viene ad una situazione reale può non esserci contrasto tra un utilitarista ed un cattolico rispetto al corso d'azione che va intrapreso concretamente.