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L'Assoluto e il Relativo

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La madre dirà che quella è roba sua e fa quello che vuole perchè odia il fallo-logo-centrismo patriarcale ma il cattolico, dal canto suo, ribadirà che per l'uomo, cioè donne e uomini, in relazione alla vita umana, non si può parlare di 'ownership' ma solo di 'stewardship'. La donna dirà che la vita del feto non è 'worthwhile' e il cattolico dirà che è bene aspettare nove mesi e chiederlo al figlio o alla figlia una volta che è nato/a. Al cattolico della donna importa relativamente, non è un fatto di maschilismo la considerazione dell'aborto come peccato contro il creatore. Per il cattolico la donna non è 'owner' del feto e non può disporne come vuole perchè la vita richiede doveri che hanno la precedenza sul legittimo desiderio femminile di auto-determinazione, specie quando ci si trova di fronte ad una generalizzata pratica dell'aborto "on demand".

Senti Jons, quando tu vuoi dire una cosa la devi dire e basta. Tu non devi rispondere facendo l'avvocato del diavolo e dire: "alle vostre critiche, un cattolico potrebbe dire che ecc ecc". No tu devi dire, se le pensi, le cose che qui attribuisci a un cattolico. Nel secondo caso, assumendoti tu l'onere di discutere di quelle posizioni ti prenderesti la responsabilità logica di quello che dici senza schermarti dietro un improponibile pluralismo che finge di voler discutere tutte le posizioni solo perchè si vergogna di proporle come sue proprie.

Il feto è persona? Che collegamento c'è fra volontà della donna e sviluppo del feto? Il termine persona è un termine medico-biologico o filosofico? Ma davvero puoi metterti sotto le scarpe tutte queste questioni di filosofia morale e di biologia con questi commenti che stai facendo?