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Io sto con la professoressa

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Comincerei con qualche domanda. Che tipo di Scuola abbiamo in mente? E' sufficiente la Scuola insegni a scrivere, leggere, far di conto, capacità di pensare,

e le tanto vituperate nozioni? Ovvero, è necessario la Scuola trasmetta anche, insieme a tutto ciò, una determinata educazione ai valori generalmente condi-

visi, o anche una data visione del Bene e del Male?

Se le misure adottate dalla professoressa, per sanzionare l'accaduto, risultano vere, a me pare ella abbia un'idea di Scuola, più del secondo tipo, che del primo.

Trovo assai indicato, Prof. Boldrin, l'ammonimento, che l'insegnante ha rivolto alla studentessa, di badare bene al messaggio che si veicola, magari inavverti-

tamente, anche semplicemente col proprio corpo. E quindi, di riflesso, col proprio modo di vestire. Trovo sensato l'ammonimento perché, a me pare, sia innegabile

esista anche un linguaggio del corpo, cioè un linguaggio non parlato, implicito, ma non meno comunicativo della parola. E penso non sia inutile, che la ragazza

abbia consapevolezza di ciò.

Al contrario, trovo inefficace, non particolarmente dignitoso, e un po' pedestre, farle scrivere - o recitare -, <<cagna in calore>>, o roba simile, a mo' di punizione.

Forse, sarebbe stato meglio limitarsi a far notare, alla ragazza, con levitas e ironia, le conseguenze - forse - non intenzionali, di un gesto intenzionale.