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No al rigassificatore

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Gentili liberisti di NFA,

1) Che i sussidi pubblici siano sempre sbagliati (ossia "niente politica industriale, per carità") è assai opinabile. Faccio un esempio. Delle due l'una: o facciamo pagare davvero tutte le esternalità negative del petrolio ai petrolieri (la produzione di CO2, i danni alla salute, ecc. ecc.), per aumentarne il prezzo fino al livello dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, oppure - appunto - sussidiamo le fonti rinnovabili. Insomma: sono convinto come voi che il mercato allochi perfettamente le risorse economiche, ma se questa perfetta allocazione ci porterà alla distruzione climatica del pianeta o alla fine rapida delle risorse per troppo consumo non rinnovabile, non è che voi ed io ne saremo così felici...

2) i gassificatori vanno sicuramente fatti, per diversificare le fonti e come tecnologia di transizione verso il futuro rinnovabile. Ciò che è in questione è il numero complessivo di gassificatori in costruzione o in progetto rispetto alle esigenze effettive della domanda italiana. Numero che, a detta di molti che se ne intendono, è largamente superiore alle necessità effettive (lo stesso sta succedendo con le centrali a ciclo combinato). In pratica, il problema non è di Nimby (che c'è pure lui, ovviamente) ma di valutazione della strategia complessiva. E il numero è troppo elevato perché ci sono i sussidi sbagliati.

3) in breve: non condanniamo i sussidi. Condanniamo i sussidi sbagliati. 

 

Io non accomunerei i rigassificatori in costruzione (che io sappia uno solo, quello offshore di Livorno) con quelli "in progetto" una lista si puó trovare qui, a pagina 128: http://www.autorita.energia.it/allegati/relaz_ann/ra09_1_3.pdf

L'Italia è il paese delle "infrastrutture verbali".

Quanto ai sussidi, quelli per i rigassificatori esistono, ma non sono particolarmente generosi. Inoltre sono limitati come risulta dall'articolo 16, comma 1, della citata delibera 92/2008 dell'AEEG: http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/08/092-08arg.pdf

" 16.1 Il diritto all’applicazione del fattore di garanzia FGL "è riconosciuto a tutti i terminali di Gnl autorizzati alla costruzione e all’esercizio dal Ministero dello sviluppo economico fino al raggiungimento di una capacità tecnica di rigassificazione complessiva del sistema nazionale del gas pari a 95 milioni Smc/giorno, arrotondata per eccesso in modo da comprendere tutta la capacità del terminale di Gnl marginale. 

In conclusione: il numero dei rigassificatori "pianificati" è sicuramente eccessivo, quanto a quelli che verranno effettivamente costruiti, bisognerà vedere. I sussidi non sono il problema principale, lo è invece la sindrome NIMBY, soprattutto pensando che si manifesta anche per un impianto 35 km offshore, cioè fuori dalle acque territoriali e (credo) invisibile dalla costa.

Delle due l'una: o facciamo pagare davvero tutte le esternalità negative del petrolio ai petrolieri (la produzione di CO2, i danni alla salute, ecc. ecc.), per aumentarne il prezzo fino al livello dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, oppure - appunto - sussidiamo le fonti rinnovabili.

"Far pagare le esternalita' negative ai petrolieri" e' un'espressione demagogica che oscura il suo reale significato.  Innanzitutto i prodotti dei petrolieri sono almeno in Europa, e anche in Italia, tra i prodotti piu' tassati in assoluto, quindi almeno parte delle esternalita' negative vengono gia' pagate. Poi in qualunque forma tali esternalita' vengano addebitate, e' demagogico e falso affermare che il conto lo pagano i petrolieri.  Cio' che accade piuttosto e' che i petrolieri riversano sui costi finali ogni maggiore addebito loro imposto, e ogni maggiore addebito viene alla fine pagato materialmente dai consumatori.

L'unica riduzione dei profitti dei petrolieti che consegue dalla tassazione e' una eventuale riduzione della quantita' totale del prodotto venduto, perche' i consumatori preferiscono altri prodotti magari meno tassati.  Ma mi aspetto che il profitto per quantita' di prodotto venduto sia in un'economia di mercato indipendente dalla tassazione, almeno in condizioni di equilibrio e in presenza di concorrenza reale.

Per quanto riguarda le fonti rinnovabili, vengono gia' sussidiate e forse anche troppo.  In una presentazione che ho seguito ho sentito che ci si aspettava una diminuzione del prezzo di mercato delle celle solari come effetto della riduzione delle sovvenzioni statali...

Premetto tutto quanto sopra, personalmente ritengo corretto tassare le fonti energetiche esauribili e finanziare specie la ricerca di quelle rinnovabili, specie se cio' viene fatto in maniera razionale e non demagogica.

Peraltro nel caso specifico dello Stato italiano mi deprime pensare agli sprechi clientelari e alle ruberie di denaro pubblico che sono alimentate dalle tasse sulla benzina, con il corollario dei benzinai che truffano sui litri di benzina erogati attirati dagli elevati guadagni aggiuntivi.