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Letture per il fine settimana 20-3-2010

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Non capisco, davvero non capisco.

Ma cosa vuoi capire... tu cerchi di capire i deliri di uno con la febbre alta? sono senza senso, cosa c'e' da capire?

Noto che questa qui e' proprio un'intervista stile Prima repubblica, di quando si cercava di disorientare il lettore in un turbinio di puttanate citando nomi strategici qui e li' per darsi un tono o prendere consensi (quella dell'enciclica papale e' da maestro della banfata).

I toni della seconda repubblica sono diversi, hanno un po' abbandonato questa retorica e son passati direttamente a dire menzogne come se fossero verita'.

Comunque e' grave che il responsabile economico del PD stia messo cosi' male.

quella dell'enciclica papale e' da maestro della banfata

Ora, posto che ognuno può dire quello che vuole sull'intervista di Fassina - personalmente attenderei qualcosa di più solido che un'intervista al Riformista - devo dire da ateo che non vedo il motivo di escludere a priori dei riferimenti a testi che hanno comunque un loro contenuto indipendentemente dall'autore e dalla casa editrice. Non sono un ateo devoto, ma sono un ateo adulto, e, come altri ben più qualificati, ho ritenuto interessante la posizione dei temi di riflessione dell'enciclica (ovviamente anche B16 è scaltro e ha colto la palla al balzo). La lettura va poi complementata ed approfondita "laicamente", ma francamente non ci vedo spazi per il dileggio.

RR

Renzino, se a uno chiedono "a quali personaggi si ispira la sua dottrina economica" e quello risponde un giornalista e il papa, messo tanto bene non e'.

Ma la politica non è un puro esercizio accademico; stai parlando al Popolo e ti devi far capire anche dalla zia.

RR

Era Fassina consapevole di rilasciare un'intervista al Riformista? E' Fassina consapevole che il Riformista non lo leggono le zie? E' Fassina consapevole di chi sono i lettori del Riformista? La risposta secondo me e' SI, SI, e SI. Ergo il PD e' messo male, come dice Giorgio.

Che poi è notorio che le cose più lette in Italia, specie dalle zie, sono le Encicliche Papali passate e presenti sulla dottrina sociale della chiesa.

Secondo me più che farsi capire, cosa sempre meritoria, voleva farsi propaganda.

Io gli avrei chiesto in che senso concreto la dottrina della Chiesa l'avrebbe ispirato, tipo che ne so, nella definizione delle aliquote IRPEF e così via.

Ripeto, lungi da me l'idea di tentare una parafrasi del discorso di Fassina - e quindi vanno quantomeno attesi dei documenti politici a venire. Ma visto che ne stiamo discutendo qui, non posso fare a meno di ribadire la mia impressione, che si tratti di una dichiarazione d'intenti, valida soprattutto sul piano generale e internazionale/europeo, al cui livello già si sono prese delle "decisioni programmatiche" di segno favorevole ad una maggiore regolazione (contrasto ai paradisi, autorità di supervisione, discussioni sui CDS, ecc). Pare minimamente sensato che il Partito Democratico possa avere delle posizioni più miniarKo-liberiste di Mario Monti?? No di certo.

Non vedo un rinnegamento delle lenzuolate, insomma.

RR

E allora sta facendo doppiamente un pessimo lavoro perche' io, che non sono economista e sono forse zia, non c'ho capito niente. A partire da dove l'ha visto lui tutto sto liberismo in italia? ndo sta? Io non l'ho mai visto. Siamo pieni di caste chiuse, antitrust che fanno ridere, privatizzazioni che si chiamano cosi' solo per prenderti in giro, regolamentazioni pure a quante panetterie devi avere ogni 150 metri e questo mi dice che c'e' un eccesso di liberismo? Ma e' scemo?

......... questo mi dice che c'e' un eccesso di liberismo? Ma è scemo?

Forse, oppure è in malafede. Tu, che dici?

Il problema non è che questi personaggi profferiscano simili corbellerie e falsità ma, piuttosto, che l'intervistatore di turno non sia in grado / non voglia / non osi ridergli in faccia. Esattamente la motivazione che sta alla base della decisione di scrivere il libello su Tremonti, direi .....

Certo che e' in malafede ma deve essere pure un po' ingenuottino (*) per pensare che chi legge il riformista gli creda. Soprattutto considerando che l'attuale segretario del PD e' Bersani.

Se c'e' uno che ha fatto un minimo in nome del liberismo e' Bersani (99 e 07). Che poi si puo' discutere sul fatto che abbia fatto talmente poco da far ridere - mi ricordo un articolo qui su nFA sul liberismo delle estetiste - ma almeno ha avuto il pregio (che fosse questo il suo scopo?) ti introdurre la parola nel dibattito politico italiano e soprattutto di darle un connotato positivo.

50 anni di PCI e sindacati hanno fatto credere un po' a tutti che si' si' in america c'e' il liberismo ma alla fine vivono come le bestie. Bersani secondo me ha avuto il pregio di far capire che alla fine stiamo soltanto parlando di concorrenza e di colpire le caste. Quella si' che, politicamente, e' stata una mossa furba: un sacco di "zie" ora associano la parola liberalizzazione o liberismo all' "abolire i costi di ricarica dei telefonini" - che e' una cosa che fa un po' ridere perche' con il liberismo c'entra poco (c'entra coi cartelli e il ruolo dell' antitrust) ma, ripeto, ha il merito di togliere alla parola stessa l'alone negativo stile comunista che, guarda caso, si ritrova tutto tutto nelle parole di questo sig. Fassina.

Anche colpire i tassisti o i notai ho sempre pensato che fosse una cosa furba: le caste con privilegi in italia sono talmente tante che iniziare a colpirne alcune vuol dire innescare un processo a catena. Bersani ha iniziato con quelle politicamente piu' distanti dal PD per motivi di comodo ma mi piace pensare (forse sono ingenuo) che lo scopo fosse appunto iniziare una presa di coscienza collettiva che si espandesse anche oltre.

Io non voterei PD adesso come adesso ma ho guardato con un certo sollievo all'elezioni di Bersani un po' per questo discorso del liberalizzazioni un po' perche' ci si e' tolti di culo la binetti che dio l'abbia in gloria sempre. Leggere le parole di Fassina mi fa capire che non devo illudermi troppo.

(*) eufemismo.

 

Ma e' scemo?

No, lui e' convinto che ci sia davvero un eccesso di liberismo. Perche' non gli basrta che tutto sia regolamentato, stabilito per decreto, pianificato e codificato. Probabilmente vorrebbe un intervento ancora piu' pesante del pubblico sulle attivita' dei privati.

Evidentemente non lo hanno avvisato dei rigogliosi successi ottenuti dove queste metodologie sono state applicate. E lui rimpiange ancora, dentro di se', i piani quinquenali.

Siamo messi malissimo, non male.