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Letture per il fine settimana 20-3-2010

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collegare la legittimità politica alla competenza significa pensare che gli elettori in media hanno la competenza per giudicare la competenza eventuale delle alternative in ballo. Ma così non è. Dunque lo scontro avviene tra visioni, possibilmente realistiche e ragionevoli, che sono valori politici generici che poi la competenza di altri, non politici, tradurrà in policies concrete.

Concordo, non intendevo collegare la legittimità politica alla competenza. Ma l'idea di una completa divisione tra il politico (front man mediatico) e il tecnico (subordinato o consulente che sia) non mi sembra positiva: non porta ad altro che al vuoto cosmico di porta a porta, al vuoto comico di bersani a sanremo o, più importante, a manovre politiche senza fondamento (tutto questo prescindendo dalla malafede, in senso lato).

Sulla legittimità che deve essere politica, mi ripeto concordo, ma trovo incoerente (parlo in generale) criticare la pochezza di una classe dirigente se contemporaneamente non si chiede anche un impegno alle migliori forze di un paese. Ma un impegno vero: non il tecnico à la padoa schioppa, chiamato in gita a deresponsabilizzare la parte politica del governo, bensì un tecnico che decida e si impegni a fare il mestiere del politico (e quindi ricercare la legittimità).

Se hai fatto politica attiva forse non ti sarà difficile concordare: se tra le migliori forze di un paese non si trova chi voglia seriamente fare politica, forse qualcosa di poco sano nel tal paese c'è. Magari mi sbaglio, ma a me sembra che questa sia la questione centrale; l'alternativa è continuare a sprofondare nella stessa pasta di cui è fatta l'attuale classe dirigente.