Titolo

Letture per il fine settimana 20-3-2010

12 commenti (espandi tutti)

Mi rivolgo in particolare agli accademici per chiedere cortesemente un parere su questo.

Sinceramente non mi sembrano argomenti molto diversi da quelli che espone Fassina, però provengono da una persona che, se non ho capito male, insegna a Parma e ad Harvard.

Sono un po' scosso perchè delle due una:

1 - Biagioli dice cose serie (e allora nonostante l'applicazione nella lettura di questo blog :) non ho capito molto dell'argomento)

2 - mi crolla il mito di Harvard

 

Re: Altri esperti

23/3/2010 - 13:22

Il successo della globalizzazione economica che ha avuto luogo tra l’inizio della dinastia Reagan-Thatcher e il regno di George W. Bush ha portato con sé una conseguenza nefasta.

Scusa ma non ti basta questa frase per capire il livello dell'articolo? Io pensavo che la fase "moderna" della globalizzazione cominciasse con Bretton-Woods e col GATT, quindi subito dopo la fine della guerra. O si riferirà alla creazione del WTO?

E cmq potrebbe andare in Cina, in India, in Corea del Sud, in Giappone o a Singapore a spiegare

Il rovinoso fallimento dell’economia globalizzata al quale stiamo ora assistendo

Altre perle assortite:

Sono state, in particolare, le politiche macroeconomiche keynesiane a salvare il capitalismo dalla crisi degli anni trenta.


Occorre riportare i mercati sotto il controllo statale: quelli internazionali sotto una governance mondiale, quelli nazionali sotto la competenza degli Stati nazionali.

Poi basta, nn ce l'ho fatta ad andare oltre, fatemi sapere come va a finire...

 

Guarda Vincenzo, io ero ragionevolmente certo della bassa qualità delle argomentazioni, però dato che non sono un fine conoscitore delle questioni economiche, ho voluto umilmente mettere sul piatto anche la possibilità che fossi io a non aver capito.

Detto ciò, rimane però aperto il quesito che più dovrebbe angosciare: come può costui avere una cattedra ad Harvard?

Re(2): Altri esperti

23/3/2010 - 13:36

Non ce l'ha infatti.

Mario Biagioli, Professore Ordinario, Università di Parma

Mario Biagioli, Professor of the History of Science, Harvard

 

Che tecnologia noise, stavo per postare i CV dei due, ma c'é sempre qualcuno piú produttivo di te...

L'ho letto, il CV. Ne vale la pena, in particolare per apprezzare la luminosa carriera accademica, e le pubblicazioni davvero significative e citate in tutto il mondo ......

Eppoi, dai, uno che firma appelli insieme a compagni di merende che si chiamano Realfonzo e Brancaccio, come si fa a prenderlo sul serio? Anzi, il fatto che dica cose simili al Fassina dovrebbe aumentare la disistima per quest'ultimo - e per chi gli affida l'elaborazione di programmi economici - non validarne le sciocchezze .....

Dall'articolo di Biagioli ritaglio questo bel passaggio

All’ideologia del fondamentalismo del mercato (che assegna all’economia un falso status di scienza “naturale”) va contrapposta la visione keynesiana che vede nell’economia una scienza “morale” e perciò politica.

che andrebbe appeso nelle bacheche di tutti i Dipartimenti di Economia (non mi impanco a profondo conoscitore del Keynes, peraltro, ma in quanto ad epistemologia posso dire qualcosa).

D'altra parte (e possiamo dire anche "ovviamente"), l'Accademia dei Lincei, massima istituzione culturale italiana, si divide in due classi, quella di Scienze Fisiche e quella di Scienze Morali. Sorge spontanea la domanda: ma gli Accademici "fondamentalisti del mercato" accettano di buon grado di dover far parte della classe di Scienze Morali? Beh, penso che ad occhio e croce una soluzione pragmatica può funzionare - come scrive anche Biagioli nel suo articolo, per quanto riguarda le politiche economiche concrete. Ma il punto sui fondamenti rimane.

RR

Infine, non si deve neppure dimenticare che gli effetti positivi della globalizzazione si sono verificati in molti paesi ma non in Italia dove - nonostante le (o, forse, a causa delle) lenzuolate di flessibilità copiosamente sparse negli ultimi 15 anni sul sistema economico del nostro paese – la crescita economica è stata di poco superiore all’1% annuo, ben al di sotto dei livelli medi europei.

Io ci appenderei anche questo. Così tanto per ricordarci come il liberismo spinto, quasi tatcheriano, ci abbia portato sull'orlo del baratro. Come si fa a prendere sul serio questo personaggio?

Non tutto è adatto ad essere appeso, mancandone le caratteristiche di comunicatività "icastica", o più banalmente di contenuto.

Però sul tema ivi citato, può essere utile considerare e discutere il periodo che viene subito dopo 

La pretesa di compensare l’assenza di politiche per lo sviluppo con la cosiddetta flessibilità (contenimento dei salari e dei diritti sociali) ha prodotto un solo effetto visibile: la disgregazione del mercato del lavoro e l’aumento patologico delle diseguaglianze distributive.

Questa è già una specificazione migliore e indicativa di un problema reale del mercato del lavoro "two-tiers", costruito a bella posta per mantenere privilegi e prebende ad una parte, scaricando la flessibilità e la precarizzazione su un'altra.

RR

mi crolla il mito di Harvard

Non è mai troppo tardi, o troppo presto meglio detto ...

P.S. Non so chi sia costui, ma fa lo stesso. Ad Harvard insegna, per esempio, Ben Friedman ... basta da solo.

Il Dipartimento di Economia di Harvard sarà ridotto male, ma Mario Biagioli di Harvard è uno storico della Scienza

http://www.fas.harvard.edu/~hsdept/bios/biagioli.html

palesemente diverso dal Mario Biagioli professore ordinario a Parma

http://www.scienzepolitiche.unipr.it/docenti.php?id=40&action=doc_home&s...

NB per gli ameriKani cattivi: fino al 2004 non aveva pubblicato alcun articolo su riviste refereed internazionali (cf il CV su Google)

P.S. Non so chi sia costui, ma fa lo stesso. Ad Harvard insegna, per esempio, Ben Friedman ... basta da solo.

E su Harvard in generale, non dimentichiamo il tristissimo caso dell'ostracismo a Larry Summers (per le ragioni sbagliate di political correctness, che' di giuste ce ne sarebbero pure state, non solo per il suo ruolo nell'assetto dell'industria finanziaria ma anche nel semplice specifico della sua gestione delle finanze dell'universita').