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Letture per il fine settimana 20-3-2010

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non credo che il pensiero economico del PD lo si possa giudicare sulla base di un'intervista, anche se l'intervistato in questione è il responsabile del partito in materia di economia.  Il che non vuol dire che il programma del partito non meriti queste e peggiori critiche. Magari le merita, ma rivolgiamole al programma e non a un'insulsa intervista.

Per ciò che riguarda il dibattito stato mercato, sono abbastanza disorientato.

Boldrin ha scritto sul sito poco tempo fa che i mercati hanno bisogno di regolazione pubblica.." che ne garantisca trasparenza, concorrenza, libertà di accesso e così via (ossia di tutte quelle cose che chiunque regolarmente associa ad un mercato ben organizzato)". 

Perciò si tratta di capire in quali aspetti del mercato lo stato debba intervenire, non se debba intervenire o no.  Il garantire il funzionamento del mercato (e a far sì che tutti i cittadini partano più o meno dallo stesso punto) è una funzione dello stato.

Il Glass Steagal act di cui si è parlato qui e altrove, è un atto politico. La sua abolizione durante il governo Clinton pure. Dunque non si può dire che nessun intervento politico è corretto. Alcuni lo sono, altri no.

Più in generale, da non specialista nè in economia nè in scienze politiche, ho cercato nei pochi interventi che ho fatto, di attirare l'attenzione sul ruolo del potere, non solo politico, in economia.

Per esempio, il recente dibattito sul compenso dei CEO mi ha fatto dubitare che esistono meccanismi di solidarietà di classe o, dipendendo dal sistema concettuale adottato, di elite, che interferiscono nel libero gioco di domanda e offerta. Inoltre è stata fatta l'ipotesi che sia stato proprio il miraggio di questi bonus a incoraggiare i CEO delle banche a correre i rischi che hanno portato alla recente crisi finanziaria, e che li abbiano spinti a cercare di ottenere con ingenti contributi ai partiti politici la possibilità di correrli. Dunque il potere economico che interferisce sulla politica perchè essa crei le condizioni migliori perchè chi ha il potere economico lo consolidi, se necessario, a spese della collettività.

E' anche per questo, saltando di palo in frasca, che mi paiono poco convincenti le analisi di politica internazionale che parlano degli interessi nazionali e non degli interessi di chi le nazioni le dirige. Ma questa è un'altra cosa.