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Le elezioni regionali (I). Il quadro normativo

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Senza prendersi troppo sul serio, se uno volesse votare strategico questa cosa ha senso solo nelle regioni in cui i partiti che appoggiano il vincitore probabile possono pigliare più del 50% dei seggi nella parte proporzionale, il ché significa più del 62,5% del voto popolare (dato che 0,625*0,8=0,5). Secondo i sondaggi che ho visto finora nessuna regione è in questa condizione. Tra le regioni che usano il tatarellum puro, Lombardia e Veneto dovrebbero dare larghe maggioranze al centrodestra e Emilia-Romagna al centrosinistra (larga maggioranza al centrosinistra dovrebbe esserci anche in Toscana, ma questa regione non usa il tatarellum puro).

Ma ammettiamo che uno sia un centrodestro (centrosinistro) in Emilia Romagna (Lombardia) e sia convinto che l'odiato avversario possa superare il 62,5%. Che fare? La risposta è: usare il voto disgiunto in questo modo:

1) votare comunque il candidato governatore preferito, dato che il vincitore in questo caso è determinato con l'uninominale all'inglese.

2) nel dare il voto ai partiti, votare un partito dello schieramento avverso nella speranza di far superare ai partiti di centrosinistra (centrodestra) il 50% dei seggi alla parte proporzionale.

 

Non so se sia il frutto della strategia di qualcuno ma la "stranezza" della legge elettorale sembra che abbia colpito nel segno. Chissà adesso a chi daranno la colpa...?

Ma per Formigoni non è una novità! Nel 2000 vinse col 70% (circa) dei voti, con gran gioia dell'opposizione che guadagnò consiglieri.

Anche quest'anno, i sondaggi lo hanno sempre dato oltre il 55%. Quindi penso si sapesse benissimo che gli ultimi 8 erano destinati a restare fuori. Sarebbe bello vedere, nei profili dei candidati, se emerge una qualche forma di discontinuità tra la posizone 8 e la 9. E lungo quali dimensioni...

In realtà la storia è più divertente di così. Guarda i dati della Lombardia. Sono successe le cose seguenti.

1) Le liste pro-Formigoni hanno ottenuto una percentuale di voti di 2 punti più alta della percentuale di voti di Formigoni, 58,15% contro il 56,10%. Notare che il numero assoluto di voti di Formigoni è più alto di quelli dei partiti; questo è perché c'è un discreto numero di persone che vota solo il candidato ma non il partito. Ma solo i voti ai partiti contano nella determinazione dei seggi per la parte proporzionale.

2) Anche così i voti di Lega-Pdl non sarebbero sufficienti a ottenere i 41 seggi, dato che il 58,15% di 64 (il numero di seggi aasegnati con il proporzionale) è pari a circa 37. MA i grillini (2,33%) e i rifondaroli (2,04%) hanno mancato l'obiettivo del 3%, oltre a Forza Nuova (0,26%). Quindi i loro voti sono stati eliminati dai voti validi su cui si conteggiano i seggi. Questo ha ridotto i voti validi, che sono stati il 95,37% (=100-2,33-2,04-0,26) dei voti espressi.

3) In tal modo, il 58,15% di PdL-Lega è diventato il 60,8% (= 58,15/95,37) dei voti validi, che corrisponde a circa 39 seggi. Il gioco dei resti, ha fatto, ahem, il resto, consegnandoli alla dannazione dei 41 seggi e alla perdita degli 8 seggi di listino.

4) Here is the fun. SE gli elettori del PdL-Lega avessero spostato l'1% dei voti ciascuno a grillini e rifondaroli ALLORA avrebbero fatto rientrare questi ultimi tra i voti validi e la percentuale di PdL-Lega sarebbe stata solo il 56% dei voti validi. Avrebbero in tal modo evitato la tagliola e si sarebbero beccati tutti i 16 seggi del listino.

In altre parole, era perfettamente possibile per il centrodestra centrare l'obiettivo del listino. Che questo fosse possibile riducendo i propri voti testimonia di quanto sia delirante il tatarellum. In questo caso a guadagnarci alla grande è stato il PD. Il quale prese il 27% nel 2005 e 19 consiglieri, mentre adesso con il 22,9% ne ha presi 21. Ossia, una diminuzione del 4% nei voti ha condotto a un aumento del 2,5% dei seggi.

In realtà la storia è più divertente di così. [...]

La tua analisi e' utile a confermare una volta di piu' che lo Stato italiano e' governato da incompetenti e stupidi oltre il punto di essere auto-lesionisti. Cio' rientra peraltro nel quadro generale di una generale carenza di istruzione scientifica, empirica e razionale sia delle masse sia delle elites italiane.

E' il popolo che li mise lì a bella posta.

In realtà questa reply mi serve anche per ricordare che, a dirla tutta, i rappresentanti eletti non devono necessariamente essere delle teste fini, quanto porgere gli orientamenti politici, i valori, del popolo sovrano che rappresentano. Solo che devono potersi avvalere di alte professionalità, sia, innanzitutto, nei Ministeri, sia a livello di funzionari parlamentari per quanto rileva, e voler sfruttare tali competenze e tali professionalità per l'esercizio delle proprie funzioni nel miglior interesse degli stessi cittadini che rappresentano. Per questo, e chiudo, in Europa il parlamentare si remunera 7.000 EUR, ma i Commissari e la maggior parte dei funzionari (assunti) delle istituzioni, molto di più.

RR