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Il contratto unico: "xe pezo el tacon del sbrego"

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Sono d'accordo con Andrea che i cosiddetti lavori precari hanno diminuito la disoccupazione in questi anni e han creato perciò benessere (è vero, non si vive bene con 600 euro al mese, ma pensiamo che molta gente non sarebbe stata neanche assunta, se non ci fossero stati quei tipi di contratti, quindi piuttosto che niente, meglio piuttosto).

D'altronde non vedo un gran beneficio nel contratto proposto dal PD. Il problema del mercato del lavoro Italiano è che è difficile e costoso licenziare dipendenti a tempo indeterminato. Questo tema, in un modo o nell'altro, va affrontato.

Se avessimo un mondo del lavoro più dinamico, allora l'Italia sarebbe più competitiva anche per i lavoratori più produttivi, i cosidetti talenti, che a loro volta genererebbero più crescita e farebbero aumentare le dimensioni della torta. Se invece scegliamo di competere al ribasso sui costi, allora di fatto, incentiviamo manodopera poco qualificata e facciamo scappare quelli bravi. Big mistake!

è vero, non si vive bene con 600 euro al mese, ma pensiamo che molta gente non sarebbe stata neanche assunta, se non ci fossero stati quei tipi di contratti, quindi piuttosto che niente, meglio piuttosto

Gli economisti siete voi ma nella mia ignoranza ho sempre pensato che se tizio ha bisogno di assumere qualcuno e può farlo con un contratto che gli permette di pagare due lire di stipendio e due lire di tasse lo fa. Se invece deve pagare uno stipendio dignitoso e delle tasse ragionevoli lo fa lo stesso perché ne ha bisogno. Se non lo fa è perché non ne aveva bisogno dal principio.

Jacopo il tuo ragionamento non arriva alle logiche conclusioni. Non esiste un "bisogno" di assumere. Esistono costi e benefici derivanti dal prodotto dell'attività lavoro. Se questa attività costa due lire di stipendio e due di tasse, e rende 5, allora mi conviene intraprenderla. Se invece costa 4 lire di stipendio e 4 di tasse, non conviene più e il lavoro sparisce.