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Il contratto unico: "xe pezo el tacon del sbrego"

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Steve, capisco la situazione ed il disagio, ma provo a rispondere perché secondo me commetti diversi errori di fondo. Cercherò di non essere troppo brutale. 

Intanto, TFR e tredicesima sono uno svantaggio dei contratti di lavoro a tempo indeterminato. A gennaio produci 100 patate, e diciamo che hai diritto a 13. Ebbene il datore invece di darti le 13 patate subito, ti dice che te ne da una a dicembre. Perché???? Mistero. Idem con TFR: il 5% di quanto ti spetta ti viene tolto e dato chissà quando. Insomma TFR e tredicesima non servono a farsi la casa, servono a ritardare quell'evento (anche se puoi ritirare il TFR anticipatamente, bisogna compilare varie scartoffie, il che porta via tempo e denaro). Non parliamo poi del fatto che non hai libertà non solo di spendere, ma nemmeno di investire questo risparmio forzato come vuoi, visto che i sindacati hanno voluto mettere le mani anche su questo. Qundi, da questo punto di vista dovresti essere contento (anzi, mi correggo, una cosa andrebbe richiesta al legislatore: esistono vantaggi fiscali al TFR che andrebbero estesi a chi vuole risparmiare ma non riceve il TFR per vari motivi). 

Quindi le lamentele dei precari di non ricevere TFR e tredicesima sono fuori luogo, la lamentela è che prendono 1/13+5% in meno di quello che vorrebbero prendere. Beh anch'io vorrei prendere 1/13 in più, anzi, facciamo 2/13, ma questo è il mio cervello e con la sua capacità produttiva devo convivere.

Capisco di più invece lo stato di precarietà, l'incertezza sul futuro, ma vedi questa si può affrontare solo con una seria e comprensiva assicurazione sulla disoccupazione che ti copra da questa incertezza. Altro sistema non c'è perché il tuo posto precario esiste anche perché è precario. Se fosse a tempo indeterminato il posto non ci sarebbe proprio. Un'assicurazione equa e che copra tutti coperta da tassazione generale servirebbe anche a scaricare un po' dei costi sul settore protetto. 

Non conosco cosa tu faccia esattamente, ma per il poco che conosco del settore (un po' devo programmare per lavoro) a me sembra che si tratti di un lavoro che richieda un training generale con skills che possono essere riutilizzati in varie aziende. Insomma c'è poco di specifico nel rapporto fra te e l'azienda per cui lavori. Questo tipo di skill non si presta a rapporti di lavoro di tipo continuativo, se non con aziende medio-grandi, e quindi andrebbe acquisito da persone che sono in grado di accettare l'incertezza del rapporto lavorando come imprenditori di se stessi. Ora magari mi dirai che non è così, che hai sviluppato un software per un'azienda, che ci sono voluti due anni, che conosci solo tu e che uno nuovo impiegherebbe 10 mesi a trovare un bug. Se così fosse congratulazioni, hai il tuo contratto a tempo indeterminato perché l'azienda ha bisogno di tenerti, e l'unico motivo per cui sei "precario" sono i disincentivi di tipo fiscale, dei quali mi sono lamentato chiaramente nel mio post. 

Rispondo ora ai vari tuoi punti per chiarire:

1) sbagliato, se rimangono in vigore i co.co.pro. DEVE esserci una differenza contributiva che deve rendere più pensati le tasse sui lavori a progetto per disincentivare l'abuso, purtroppo è il contrario.

In che senso è un abuso? Due persone si mettono d'accordo per lo scambio di beni e servizi in termini accettabili da entrambe le parti. Per vari motivi, una delle due ha maggiore potere contrattuale e riesce ad imporre varie condizioni. Prova a pensare a cosa succederebbe se si imponesse a tutti quelli che vogliono comprare banane di andare in giro per fruttivendoli. Trovato quello soddisfacente, gli viene imposto di rifornirsi da lui per il resto della propria vita. Cosa succede alla domanda di banane? Stessa cosa vale per il punto 3 a

3)b) Contratto unico: effetivamente andrebbe diviso per settori, come tuttavia già si fa adesso. Il contratto "commercio" è ben diverso dal contratto "metalmeccanico".

E perché il metalmeccanico che produce barre di alluminio deve avere lo stesso contratto del dipendente fiat, o di chi fa prodotti di precisione? Dubito che la tecnologia impiegata sia la stessa. Alcune imprese che impiegano metalmeccanici sono intensive di lavoro, altre di tecnologia... chi decide come disegnare i contratti che devono valere per tutti?

4) Questo punto non mi è ben chiaro, che succede se da parzialmente tutelato (cioè nella fase iniziale, quella dei primi anni) un lavoratore passa alla categoria più tutelata? Ci sono sgravi fiscali per il datore? E per la parte iniziale chi paga l'indennità di disoccupazione?

L'indennità di disoccupazione deve essere pagata in misura uguale da tutti i lavoratori che ne beneficiano. Inizialmente sarei per estendere il carico anche ai lavoratori a tempo indeterminato, ma non ci ho pensato bene. Vale quanto detto da Marcello sopra: uno dei motivi per cui i precari sono pagati poco è che i protetti sono pagati troppo, quindi andrebbero redistribuiti i costi in un certo senso

5) Quindi un po' di benessere queste l'hanno generato. 
Prova a vivere tu con retribuzione ridotte all'osso.

Prova tu a vivere senza retribuzione

Perché i datori di lavoro non hanno incentivo a mantenere i lavoratori occupati per periodi prolungati? 

In realtà li tengono, praticamente funziona così:....

Quello che descrivi è un rapporto di lavoro a lungo termine, non precario... l'accezione "precario" si applica per l'incertezza derivante dalla possibile risoluzione. Ma questa va risolta con forme assicurative, non imponendo vincoli che eliminerebbero l'esistenza del posto di lavoro

Che ci rimette il lavoratore? La 13sma, il TFR (che per farsi su casa serve, e se serve, si puo chiedere anticipato in questo e altri casi)
Ahhh dimenticavo, tutele vicine a 0 per malattia, maternità e la pensione non la vedremo neanche in foto.

Su TFR ti ho gia risposto. Sulla maternità hai ragione, non ho un'idea precisa. Secondo te come vengono coperte le libere professioniste, le proprietarie di piccoli negozi, le piccole imprenditrici... si usa il sistema previdenziale se non sbaglio. Perché non si possa fare così anche per le precarie non lo so. Anche in questo caso, manca una seria riforma che istituisca un sistema assicurativo.

7) bisogna dare un freno alla caduta dei redditti delle finte partite iva e dei co.co.pro usati non per neccessità di mobilità ma per pura evasione/elusione fiscale dei datori di lavoro. Questo è un fatto. Non si possono tollerare più contratti da 800 euro al mese nel nord Italia, anche se principianti (per fortuna non è il mio caso ma vado poco oltre). Non ti ci paghi neanche le spese vive (trasporti, pranzo fuori, vestiti ecc.)

Discorso che va oltre la semplice disciplina del mercato del lavoro. I bassi salari sono dovuti solo in parte al potere contrattuale del datore di lavoro, come argomentiamo da tempo qui su nfa. È la produttività del lavoro che non sta crescendo, oltre all'assurdo carico fiscale.