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Il contratto unico: "xe pezo el tacon del sbrego"

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Certo che hanno operato meccanismi di mercato. Il tasso di disoccupazione negli anni 90 era sopra il 10%. Poi hanno introdotto nuove forme contrattuali ed e' sceso al 7-8%. Insomma una buona fetta della popolazione era disposta a lavorare con contratti annuali e non gli era permesso di farlo. In che senso e' una cosa negativa?

E' negativa su due diversi fronti:

1. come ho accennato anche più sotto parlando dei contributi pensionistici, è negativo che si pongano regole fondamentalmente diverse per diverse "categorie" di lavoratori che fanno lavori analoghi. Mi spiego. Per me non esistono lavoratori "subordinati", "parasubordinati", e "autonomi", ma solo lavoratori "impegati" ed "autonomi". In cosa i projects sarebbero _fondamentalmente_ diversi dalle operations dal punto di vista della gestione delle risorse umane? E poi, si consideri che l'apertura a questa nuova tipologia ha consentito il classico spiffero che si è tramutato in una ventata: tutto è diventato parasubordinato, anche il call-center che più subordinato di così non si può... E se poi arriva la polizia a rimettere le cose a posto ti dicono anche di non protestare. 

2. Si evita di fare quelle riforme necessarie del "sistema principale" che sono e sarebbero in ogni caso necessarie, lasciando quindi la cancrena incancrenirsi e salvandosi appena appena il baugigi con lo sfruttamento di una frazione piccola della forza-lavoro che puoi schiavizzare senza troppi problemi. Ovvio che per chi sta al caldo, va tutto bene e continua ad andare bene, potendosi anzi affermare che la disoccupazione è diminuita al 7-8%.

RR

 

Mah rispondo un'ultima volta e poi chiudo. Che il mercato del lavoro vada riformato non c'è dubbio, anche nel trattamento fiscale. Mai messo in dubbio questo, anzi, l'ho sottolineato chiaramente nel post. Nessuno si accontenta della disoccupazione all'8% (che è comunque alta). Ma bisognerebbe leggere da questi dati che 15 anni fa c'era un'enorme domanda da parte degli imprenditori di rapporti di lavoro più flessibili, o precari che dir si voglia. E un'enorme offerta da parte di lavoratori che li hanno accettati. Se poi vogliamo discutere del fatto che a questi precari piacerebbe avere la quattordicesima, 2 mesi di ferie, una villa pagata, e altre cose di simile ovvietà facciamolo pure ma non qui perché facciamo perdere tempo a chi vuole leggere un dibattito sensato. 

Se poi vogliamo discutere del fatto che a questi precari piacerebbe avere la quattordicesima, 2 mesi di ferie, una villa pagata, e altre cose di simile ovvietà facciamolo pure ma non qui perché facciamo perdere tempo a chi vuole leggere un dibattito sensato. 

Chiudo anch'io, solo per ricordare che ho chiesto le medesime regole per "subordinati" e "parasubordinati". Che per me sono, come idea e concetto, delle "regole di requisiti minimi generali", cioè tipo "4 settimane di ferie pagate" come dice la Costituzione, o la tredicesima, se questo è il regime della _distribuzione_ dei pagamenti (o la medesima aliquota contributiva obbligatoria pensionistica), ecc. Non precludo ad accordi aziendali o personali più favorevoli al lavoratore, se concordate (quattordicesime, 3 mesi di ferie, ville, macchine, escort [solo se il datore di lavoro è privato]), e però mi riservo di considerare dei limiti "superiori" su forme specifiche delle remunerazioni, in caso vi sia un giudizio assodato sulla perversione di tali incentivi su interessi pubblici importanti.

RR