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Il contratto unico: "xe pezo el tacon del sbrego"

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Sulla base della mia esperienza le possibilità di successo per il lavoratore sono alte ovunque in Italia e anche la facilità di intentare la causa (ti aiuta il sindacato, o uno qualsiasi della miriade di avvocati a spasso, tanto il rientro della parcella è garantito)

Quello che varia molto sensibilmente da Regione a Regione, ma anche in base alla tipologia di lavoro, è il grado di istruzione dei lavoratori, la sofisticazione dei datori di lavoro (in termini di capacità di agirare la legge) e l'incentivo a intentare la causa.

Dove i lavoratori sono poco litigiosi o ignoranti conviene fregarsene della legge e negoziare un accordo coi pochi che hanno le palle di farti causa. Un profilo di rilievo secondo me è che nel tempo la prospettiva della reintegrazione è sempre meno interessante per i lavoratori: se sei un numero in una mega azienda e la tua massima aspirazione è rimanere tale, forse ti può interessare, altrimenti preferisci rimanere precario finchè non riesci ad entrare dalla porta principale.

Se poi lavori in un settore di nicchia la reputazione del "piantagrane" è un disincentivo considerevole.