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Il contratto unico: "xe pezo el tacon del sbrego"

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Gliberto, forse tu ti riferisci a dipendenti a tempo indeterminato o comunque lavoratori con contratti nazionali protetti dai sindacati. I cocopro e quelli a tempo determinato non hanno nessun titolo per rivolgersi a nessun sindacato e se la pigliano in saccoccia esattamente come descrive Steve.

La legge formale italiana prescrive che se il giudice del lavoro appura in sede di processo che esiste di fatto un rapporto di lavoro dipendente (cio' significa in pratica che esiste un datore di lavoro che paga e dice al lavoratore cosa fare e in quali orari), allora si applica lo statuto dei lavoratori, inclusa la giusta causa se il numero di dipendenti supera 15. Non conta nulla che non esista contratto e che tutto si svolga in nero, semmai sono aggravanti e reati sanzionabili separatamente.

I giudici del lavoro italiani sono conosciuti per essere schierati praticamente sempre dalla parte del lavoratore. Tuttavia come emerge da alcune testimonianze e' evidente che la legge in Italia e' applicata con criteri molto differenziati in territori diversi e l'inefficienza della magistratura del lavoro puo' corrispondere ad una negazione di fatto dei diritti formalmente garantiti.