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Il contratto unico: "xe pezo el tacon del sbrego"

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La conoscevo, ma giace (fortunatamente) fra le proposte di legge.

Da un punto di vista imprenditoriale è una cosa aggirabile in maniera talmente veloce che nemmeno elenco i modi, è un esercizio troppo facile.

Dal punto di vista del lavoratore è anche peggio: per tre anni a lavorare come un mulo per far vedere che si è bravi, poi c'è l'agognata medaglietta. Ma che incentivo è? La pratica più comune sarà: mi sono fatto un mazzo così per tre anni, adesso è l'azienda che deve qualcosa a me.

A me fa spavento che persone che si definiscono giuslavoristi ed economisti possano pensare ad abomini simili, con anche la disincentivazione del lavoro a tempo determinato. Ma questi pensano ancora al tessile-calzaturiero, quando il futuro sono i prodotti teconologici? Ma hanno mai messo piede in un'azienda tecnologica ? Io sì. L'altro giorno ero in un'azienda aereonautica (esistono: produciamo anche aerei) ed eravamo 7(sette) persone a discutere: di queste solo due erano dipendenti dell'azienda, tre erano collaboratori esterni a contratto, due erano due microaziende(fra cui la mia) che lavorano per l'azienda aereonautica. Nessuno si domandava perchè non eravamo tutti dipendenti di quell'azienda: si doveva fare un lavoro e sapevamo che ci avremmo guadagnato da quel lavoro. A termine? Ma chi se ne frega, mi pagano bene! Mi immagino un "tavolo tecnico" fra cucitori/cucitrici (senza offesa alcuna per chi fa quel lavoro, semplicemente è un lavoro facilmente replicabile a costo basso in altri paesi).

Il problema non è "il mercato del lavoro", ci sono aziende che hanno dipendenti che ci lavorano da 40 anni, e quei dipendenti non vorrebbero andare in pensione, o il loro datore non li vorrebbe mandar via (tanto che se li tengono come "consulenti"), ma sono posti di lavoro "tecnologici" in cui il costo/opportunità di un giovane senza preparazione è maggiore di quello di tenermi chi fa questo lavoro da tempo, senza alcun art.18 di mezzo.

E concludo: chi guadagna bene in questo momento è chi è specializzato e non ci tiene proprio a farsi assumere, anzi, fa solo il consulente. A termine. Chi corre per farsi assumere è l'operaio non specializzato, o non qualificato. Imbrigliare i "contratti di lavoro" è la follia che governa l'Italia, che non cresce più (o cresce poco) dagli anni'70: da quando c'è lo Statuto dei Lavoratori.

Chi corre per farsi assumere è l'operaio non specializzato, o non qualificato.

Mi puoi spiegare cosa intendi per "correre" e per "operaio non specializzato o non qualificato"?

Te lo dico perché la mia esperienza (in Italia, ma anche fuori, persino negli USA) e' molto meno rigida di come la metti tu...oppure nella tua categorizzazione la microelettronica non e' un settore tecnologico... :)

"correre" è usato nel senso che se metto un annuncio del tipo "cercasi operaio non specializzato, magazziniere, facchino, etc." ho migliaia di persone fuori la porta.

Se metto un annuncio del tipo "cercasi operaio addetto a CNC 5 assi alta velocità, buona conoscenza controlli Haas" si presentano in due, se va bene.

Poi non so cosa intendi per microelettronica, se sono quelli che assemblano schede torniamo al punto 1..

"correre" è usato nel senso che se metto un annuncio del tipo "cercasi operaio non specializzato, magazziniere, facchino, etc." ho migliaia di persone fuori la porta.

Se metto un annuncio del tipo "cercasi operaio addetto a CNC 5 assi alta velocità, buona conoscenza controlli Haas" si presentano in due, se va bene.

Poi non so cosa intendi per microelettronica, se sono quelli che assemblano schede torniamo al punto 1..

No, no. Non mi riferivo all'asseblaggio di schede. Era un modo "semplificato" (evidentemente troppo ...) per riferirmi alle aziende di semiconduttori (Intel, AMD & C., per intenderci), ed alla progettazione dei microchip in particolare.

Per la mia (limitata quanto si vuole) esperienza, in questo settore si cerca di evitare (per quanto possibile, ovviamente) di ricorrere ai consulenti esterni, e di tenere tutta la conoscenza in casa, il più possibile vincolata. Non è che la preparazione per fare cose del genere sia esattamente disponibile dal panettiere, eppure la consulenza (ed i suoi contratti d'oro...) ha un peso limitato (in otto anni, credo di averne conosciuti proprio pochi, e in genere erano neolaureati o quasi "arruolati" per compiti specifici e occasionali).Al massimo, si passa definitivamente dalla azienda X (americana o giapponese) a quella Y (francese o coreana).

Ed era la prima volta che vedo definire questi ruoli (Disclaimer: io mi occupo di altro... :) ) come "operai non specializzati"...

Ma, evidentemente, avevo frainteso il senso del tuo discorso. Scusa.

Su questo posso risponderti io: non ho esperienza diretta ma conosco un bel po di gente che lavora nel ramo.

Le nostre università sfornano molti più elettronici di buona qualità di quanti il settore ( ossia, in pratica, ST) ne assorba.

Per fare 'sto mestiere in Italia bisogna accontentarsi del minimo sindacale, spesso condito di apprendistati e quant'altro, ma basta spostarsi appena fuori confine e le cose cambiano.Ricordo un'amico che rifiutò un posto da 1,8M/mese all inclusive in ST per prenderne uno da 2,7+bonus (consistenti, mi pare un paio di mensilità) in Austria, per poi emigrare a silicon valley per molto più del doppio.

Un sacco di gente che lavora in ST per un pezzo di pane potrebbe cambiar vita con una telefonata (in alcune nicchie sono all' avanguardia), se non hanno voglia di farla mi pare normale che ST ne approfitti.

Credo che il motivo principale per cui abbiano aperto a Catania sia l'abbondanza di ingegneri a spasso che non vogliono emigrare.

Scusate ma non vi seguo più. Io conosco parecchi ingegneri che ad Arzano la ST a scaricato nella Numonyx . Come li vogliamo chiamare "operai non specializzati" perchè sono corsi a farsi assumere?

Confermo la visione di Marcello in cui chi non vuole trasferirsi effettivamente accetta un pezzo di pane. Buon per le aziende che possono avere lavoratori di qualità a basso prezzo.

Non mi è chiara la storia iniziale di Marco sulle consulenze. Uno di quegli ingengeri di cui parlavo e mio amico di infanzia e sono 10 anni che prova fare impresa al sud. Purtoppo partiva da zero ed aveva zero agganci politici e ha sperimentato commitenti ignoranti che non vogliono pagare e certe volte non onorano i contratti o scelgono soluzioni subottimali per motivi extraeconomici. Saranno fatti suoi se continua lottare come mulini a vento, però l'Italia dove vivo io non mi pare un posto dove è così facile competere sul merito nel fare affari.

Altro esempio: conosco uno che ha messo su un ottimo software gestionale per il recupero crediti (che è ottimo è un giudizio che viene da persone che hanno esperienza del settore). Sapete a quante società da nord a sud lo hanno preso in considerazione? Zero. Usano una roba orribile, messa su da un burocrate bancario. Chiaro che nel software l'incumbent ha dei vantaggi etc. però sto tizio il software lo ha offerto pure gratis a una società del gruppo dove lavoro io e lo abbiamo rifiutato. Alla fine la soluzione scelta è stata farci sviluppare in india (io ho progettato buona parte della struttura) un gestionale ad hoc e il tizio che aveva sviluppato il software oggi fa altro.

Morale: le grosse società di recupero crediti scelgono un software gestionale che costa di più ed è peggiore e lo fanno per motivi politici (ripeto la valutazione di qualità del prodotto che ho è obbiettiva). Le società più piccoline (tipo la ns controllata) si arrangiano o fanno in casa.

Non voglio dire che è tutta politica (sarebbe qualunquista) anzi nel privato c'è molto più mercato di quanto si creda (perchè il mercato le regole astruse le agira), però mi pare semplicistico dire che solo gli operai generici cercano il posto che chi è qualificato può facilmente il ricco consulente

 

 

Scusate ma non vi seguo più. Io conosco parecchi ingegneri che ad Arzano la ST a scaricato nella Numonyx . Come li vogliamo chiamare "operai non specializzati" perchè sono corsi a farsi assumere?

Era esattamente quello che intendevo dire io, solo che sono stato meno diretto :)

Confermo la visione di Marcello in cui chi non vuole trasferirsi effettivamente accetta un pezzo di pane. Buon per le aziende che possono avere lavoratori di qualità a basso prezzo.

Quando si dice "accettare un pezzo di pane", bisogna anche vedere se ti confronti con le alternative in loco, con quelle in Italia,  o con l'intero mercato "mondiale". E' pleonastico dire che in posti come Germania, Stati Uniti, Finlandia, (e credo anche Corea del Sud) gli stipendi sono superiori.

Se non fosse cosi, l'Italia sarebbe vicina all'"ottimo": un sistema fortemente regolato, eppure altamente efficiente e iper-produttivo, e la discussione non l'avremmo neppure iniziata, suppongo...

Non voglio dire che è tutta politica (sarebbe qualunquista) anzi nel privato c'è molto più mercato di quanto si creda (perchè il mercato le regole astruse le agira), però mi pare semplicistico dire che solo gli operai generici cercano il posto che chi è qualificato può facilmente il ricco consulente

Quoto al 100%.

 

Edit: Ne approfitto per rispondere anche a Marcello:

Per fare 'sto mestiere in Italia bisogna accontentarsi del minimo sindacale, spesso condito di apprendistati e quant'altro, ma basta spostarsi appena fuori confine e le cose cambiano.Ricordo un'amico che rifiutò un posto da 1,8M/mese all inclusive in ST per prenderne uno da 2,7+bonus (consistenti, mi pare un paio di mensilità) in Austria, per poi emigrare a silicon valley per molto più del doppio.

Un sacco di gente che lavora in ST per un pezzo di pane potrebbe cambiar vita con una telefonata (in alcune nicchie sono all' avanguardia), se non hanno voglia di farla mi pare normale che ST ne approfitti.

E chi dice il contrario. Lo so benissimo (e in prima persona...)

Questo non cambia la incongruita' della definizione di "operaio non specializzato"

Per fare 'sto mestiere in Italia bisogna accontentarsi del minimo sindacale, spesso condito di apprendistati e quant'altro, ma basta spostarsi appena fuori confine e le cose cambiano.Ricordo un'amico che rifiutò un posto da 1,8M/mese all inclusive in ST per prenderne uno da 2,7+bonus (consistenti, mi pare un paio di mensilità) in Austria, per poi emigrare a silicon valley per molto più del doppio.

Un sacco di gente che lavora in ST per un pezzo di pane potrebbe cambiar vita con una telefonata (in alcune nicchie sono all' avanguardia), se non hanno voglia di farla mi pare normale che ST ne approfitti.

E chi dice il contrario. Lo so benissimo (e in prima persona...)

Questo non cambia la incongruita' della definizione di "operaio non specializzato"

Solo in parte.Ho una valanga di amici ingegneri elettronici che anzichè sulla microelettronica si son buttati sull' informatica, automazione industriale ed affini, o magari si son messi a fare i quadri/dirigenti/capiprogetto,... in aziende di ogni risma e dimensione, ed invariabilmente se la passano meglio dei microelettronici in ST.

Hai ragione, questi sono più specializzati di me e si accontentano di un pezzo di pane, ma è una scelta loro: possono riconvertirsi senza spostarsi di un metro o fare lo stesso lavoro da un'altra parte: se preferiscono tenersi quello che hanno è una scelta loro, non un problema sociale.

Certo, è uno spreco, ma quello è un'altro discorso.

Marco si è espresso male, avrebbe dovuto scrivere:

Chi corre per farsi assumere è chi non ha abilità ben vendibili sul mercato, a cominciare dagli operai specializzati.

la microelettronica, come la letteratura greca, è poco vendibile sul mercato italiano.

 

Hai ragione, questi sono più specializzati di me e si accontentano di un pezzo di pane, ma è una scelta loro: possono riconvertirsi senza spostarsi di un metro o fare lo stesso lavoro da un'altra parte: se preferiscono tenersi quello che hanno è una scelta loro, non un problema sociale.

Ho mai parlato di problema sociale? Non mi pare...

Ho solo chiesto chiarimenti su una classificazione che, messa in quei termini, mi era sembrata un poco semplicistica. That's all.

 

Nessuna intenzione da parte mia di coinvolgere il "destino cinico e baro", incolpare la "congiura giudo-pluto-massonica" o di chiedere sovvenzioni per i poveri ingegneri bistrattati.

Certo, è uno spreco, ma quello è un'altro discorso.

Secondo me non e' neppure uno spreco. E' semplicemente questione di gusti/bisogni/necessitá individuali: restare qui e avere (in soldi, condizioni di vita, ecc. ecc.) X o andare altrove e avere Y?

è uno spreco avere un sacco di laureati sottooccupati perchè troppe aziende si dedicano a settori arretrati.