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Il contratto unico: "xe pezo el tacon del sbrego"

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Scusate ma non vi seguo più. Io conosco parecchi ingegneri che ad Arzano la ST a scaricato nella Numonyx . Come li vogliamo chiamare "operai non specializzati" perchè sono corsi a farsi assumere?

Era esattamente quello che intendevo dire io, solo che sono stato meno diretto :)

Confermo la visione di Marcello in cui chi non vuole trasferirsi effettivamente accetta un pezzo di pane. Buon per le aziende che possono avere lavoratori di qualità a basso prezzo.

Quando si dice "accettare un pezzo di pane", bisogna anche vedere se ti confronti con le alternative in loco, con quelle in Italia,  o con l'intero mercato "mondiale". E' pleonastico dire che in posti come Germania, Stati Uniti, Finlandia, (e credo anche Corea del Sud) gli stipendi sono superiori.

Se non fosse cosi, l'Italia sarebbe vicina all'"ottimo": un sistema fortemente regolato, eppure altamente efficiente e iper-produttivo, e la discussione non l'avremmo neppure iniziata, suppongo...

Non voglio dire che è tutta politica (sarebbe qualunquista) anzi nel privato c'è molto più mercato di quanto si creda (perchè il mercato le regole astruse le agira), però mi pare semplicistico dire che solo gli operai generici cercano il posto che chi è qualificato può facilmente il ricco consulente

Quoto al 100%.

 

Edit: Ne approfitto per rispondere anche a Marcello:

Per fare 'sto mestiere in Italia bisogna accontentarsi del minimo sindacale, spesso condito di apprendistati e quant'altro, ma basta spostarsi appena fuori confine e le cose cambiano.Ricordo un'amico che rifiutò un posto da 1,8M/mese all inclusive in ST per prenderne uno da 2,7+bonus (consistenti, mi pare un paio di mensilità) in Austria, per poi emigrare a silicon valley per molto più del doppio.

Un sacco di gente che lavora in ST per un pezzo di pane potrebbe cambiar vita con una telefonata (in alcune nicchie sono all' avanguardia), se non hanno voglia di farla mi pare normale che ST ne approfitti.

E chi dice il contrario. Lo so benissimo (e in prima persona...)

Questo non cambia la incongruita' della definizione di "operaio non specializzato"

Per fare 'sto mestiere in Italia bisogna accontentarsi del minimo sindacale, spesso condito di apprendistati e quant'altro, ma basta spostarsi appena fuori confine e le cose cambiano.Ricordo un'amico che rifiutò un posto da 1,8M/mese all inclusive in ST per prenderne uno da 2,7+bonus (consistenti, mi pare un paio di mensilità) in Austria, per poi emigrare a silicon valley per molto più del doppio.

Un sacco di gente che lavora in ST per un pezzo di pane potrebbe cambiar vita con una telefonata (in alcune nicchie sono all' avanguardia), se non hanno voglia di farla mi pare normale che ST ne approfitti.

E chi dice il contrario. Lo so benissimo (e in prima persona...)

Questo non cambia la incongruita' della definizione di "operaio non specializzato"

Solo in parte.Ho una valanga di amici ingegneri elettronici che anzichè sulla microelettronica si son buttati sull' informatica, automazione industriale ed affini, o magari si son messi a fare i quadri/dirigenti/capiprogetto,... in aziende di ogni risma e dimensione, ed invariabilmente se la passano meglio dei microelettronici in ST.

Hai ragione, questi sono più specializzati di me e si accontentano di un pezzo di pane, ma è una scelta loro: possono riconvertirsi senza spostarsi di un metro o fare lo stesso lavoro da un'altra parte: se preferiscono tenersi quello che hanno è una scelta loro, non un problema sociale.

Certo, è uno spreco, ma quello è un'altro discorso.

Marco si è espresso male, avrebbe dovuto scrivere:

Chi corre per farsi assumere è chi non ha abilità ben vendibili sul mercato, a cominciare dagli operai specializzati.

la microelettronica, come la letteratura greca, è poco vendibile sul mercato italiano.

 

Hai ragione, questi sono più specializzati di me e si accontentano di un pezzo di pane, ma è una scelta loro: possono riconvertirsi senza spostarsi di un metro o fare lo stesso lavoro da un'altra parte: se preferiscono tenersi quello che hanno è una scelta loro, non un problema sociale.

Ho mai parlato di problema sociale? Non mi pare...

Ho solo chiesto chiarimenti su una classificazione che, messa in quei termini, mi era sembrata un poco semplicistica. That's all.

 

Nessuna intenzione da parte mia di coinvolgere il "destino cinico e baro", incolpare la "congiura giudo-pluto-massonica" o di chiedere sovvenzioni per i poveri ingegneri bistrattati.

Certo, è uno spreco, ma quello è un'altro discorso.

Secondo me non e' neppure uno spreco. E' semplicemente questione di gusti/bisogni/necessitá individuali: restare qui e avere (in soldi, condizioni di vita, ecc. ecc.) X o andare altrove e avere Y?

è uno spreco avere un sacco di laureati sottooccupati perchè troppe aziende si dedicano a settori arretrati.