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Il contratto unico: "xe pezo el tacon del sbrego"

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Per fare 'sto mestiere in Italia bisogna accontentarsi del minimo sindacale, spesso condito di apprendistati e quant'altro, ma basta spostarsi appena fuori confine e le cose cambiano.Ricordo un'amico che rifiutò un posto da 1,8M/mese all inclusive in ST per prenderne uno da 2,7+bonus (consistenti, mi pare un paio di mensilità) in Austria, per poi emigrare a silicon valley per molto più del doppio.

Un sacco di gente che lavora in ST per un pezzo di pane potrebbe cambiar vita con una telefonata (in alcune nicchie sono all' avanguardia), se non hanno voglia di farla mi pare normale che ST ne approfitti.

E chi dice il contrario. Lo so benissimo (e in prima persona...)

Questo non cambia la incongruita' della definizione di "operaio non specializzato"

Solo in parte.Ho una valanga di amici ingegneri elettronici che anzichè sulla microelettronica si son buttati sull' informatica, automazione industriale ed affini, o magari si son messi a fare i quadri/dirigenti/capiprogetto,... in aziende di ogni risma e dimensione, ed invariabilmente se la passano meglio dei microelettronici in ST.

Hai ragione, questi sono più specializzati di me e si accontentano di un pezzo di pane, ma è una scelta loro: possono riconvertirsi senza spostarsi di un metro o fare lo stesso lavoro da un'altra parte: se preferiscono tenersi quello che hanno è una scelta loro, non un problema sociale.

Certo, è uno spreco, ma quello è un'altro discorso.

Marco si è espresso male, avrebbe dovuto scrivere:

Chi corre per farsi assumere è chi non ha abilità ben vendibili sul mercato, a cominciare dagli operai specializzati.

la microelettronica, come la letteratura greca, è poco vendibile sul mercato italiano.

 

Hai ragione, questi sono più specializzati di me e si accontentano di un pezzo di pane, ma è una scelta loro: possono riconvertirsi senza spostarsi di un metro o fare lo stesso lavoro da un'altra parte: se preferiscono tenersi quello che hanno è una scelta loro, non un problema sociale.

Ho mai parlato di problema sociale? Non mi pare...

Ho solo chiesto chiarimenti su una classificazione che, messa in quei termini, mi era sembrata un poco semplicistica. That's all.

 

Nessuna intenzione da parte mia di coinvolgere il "destino cinico e baro", incolpare la "congiura giudo-pluto-massonica" o di chiedere sovvenzioni per i poveri ingegneri bistrattati.

Certo, è uno spreco, ma quello è un'altro discorso.

Secondo me non e' neppure uno spreco. E' semplicemente questione di gusti/bisogni/necessitá individuali: restare qui e avere (in soldi, condizioni di vita, ecc. ecc.) X o andare altrove e avere Y?

è uno spreco avere un sacco di laureati sottooccupati perchè troppe aziende si dedicano a settori arretrati.