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Il matrimonio omosessuale: non si può fare

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Prima di tutto, andrebbe definito il termine "matrimonio". Poi, bisognerebbe cosa vogliono ottenere le coppie omosessuali con questo matrimonio.

Il riconoscimento di uno status?

Diritti e doveri reciproci?

 

Sulla 1, mi pare ovvio che il riconoscimento come coppia puo' facilissimamente avvenire a livello sociale. Non vedo a che serva mettere in mezzo giudici, costituzioni e matrimoni civili.

Sulla 2 l'Italia e' profondamente arretrata. Qui, infatti, il punto non e' solo garantire gli omosessuali, ma anche le coppie di fatto. E' bene far chiaro che, se non dico minchiagini, l'esser coppia di fatto NON porta nessun diritto o dovere. Immaginate gli effetti perversi che puo' avere questa cosa, immaginate che ci possono essere coppie di fatto di anni, come e' possibile che non siano tutelate? Per dire, c'e' tutta una legislatura sul diritto all'eredita' del coniuge, persino se separato o divorziato, mentre un partner non ha diritto a nulla. Addirittura, il de cuius, se ha figli e famigli, e' limitato solo a quello che gli rimane dopo tutti i legittimari nel lasciare qualcosa al suo partner.

Tutto cio' mentre, mi commentava un amico, in Canada diritti e doveri iniziano a nascere 1 anno e mezzo dalla costituzione della coppia di fatto.

 

Secondo me, c'e' troppa ideologia sul matrimonio e coppie di fatto, la verita', poi, e' che la legge oggi non tutela molte situazioni che ne sarebbero meritevoli.

(...) il punto non è solo garantire gli omosessuali, ma anche le coppie di fatto (...) l' esser coppia di fatto NON porta nessun diritto o dovere (...) 

Mi scusi, alessio, ma vorrei poter fare qualche piccola precisazione, se permette. Spero di non sembrarle  - eccessivamente - pignolo.

Il tema del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto eterosessuali, anche conosciute come convivenze more uxorio, è un tema che ha molto appassionato.

Molti pensano che, tali convivenze, nel nostro Ordinamento giuridico, siano del tutto prive di sostanziale tutela. Non è propriamente corretto.

Io la metterei così. Le coppie di fatto etero, nel nostro Ordinamento, non godono dei medesimi diritti, garanzie, obblighi, e, più in generale, di situazioni giuridiche soggettive, che la Legge prevede, al contrario, in capo alle coppie etero unite in matrimonio, civile, concordatarioovvero celebrato secondo i riti acattolici, debitamente trascritto nei Registri dello stato civile. 

Quali sono questi diritti, garanzie, etc., riconosciuti alla coppia etero unita in matrimonio, e negati, invece, alle convivenze etero more uxorio ?

A solo titolo d'esempio, e in modo assai parziale, si possono indicare:

 

-  la pensione di reversibilità, a favore del coniuge superstite;

-  il diritto agli alimenti;

-  l'obbligo di fedeltà, assistenza morale e materiale; collaborazione nell'interesse della famiglia; coabitazione;

separazione; scioglimento del matrimonio;

-  l'eventuale assegno di mantenimento a favore del coniuge che, in caso di separazione, non disponga di adeguati redditi propri;

-  i diritti successori.

 

In quest'ultimo caso, però, è opportuno aggiungere che, per testamento, è possibile lasciare parte dell'eredità, al convivente more uxorio, purché non si leda la cd. quota indisponibile, anche conosciuta come legittima, necessaria, o riserva. Rispetto alla quale, sia consentito rinviare ad un post del Notaio sabino patruno, su nFA.