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Il matrimonio omosessuale: non si può fare

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Ma sbagli davvero e non poco. Io detesto il trombonismo di chi cita a cazzo (tipo degli ambienti umanistici che frequento); e non credo che la cultura sia intelligenza o non lo è necessariamente; è meglio un buon argomento che una buona memoria.

Se guardi qui, e vedi l'indice del libro di Remotti che citavo, vedrai che parla proprio del problema di cosa sia famiglia naturale, cosa siano i coniugi e così via...lo puoi desumere anche dall'indice...quindi la mia citazione era pertinente.

Ubris. Era uno sfottò perchè c'è tutta una corrente di pensiero razional-cattolica che dice ora delle staminali quello che diceva degli antibiotici e così via proprio richiamandosi al concetto di misura tipico della classicità. Non metto link che è volgare però...e poi mi riprendi.

E' verò: io sono inutilmente colto. Ma tu sei inutilmente permaloso se prendi un link come una sorta di affronto personale. Allora facciamo così. Tu i link mettili sempre, io con te non li metterò più.Anche se sembro assertivo, vengo qui per imparare e se mi dicono: guardati questo, ringrazio.

Sull'essere rilassati...cosa vuoi che ti dica, si fa quel che si può ;).

Ps: il link al libro di Remotti va direttamente a una pagina della laterza in inglese dove non c'è l'indice del libro, non capisco perchè...deve essere una sorta di contrappasso contro il mio uso esagerato dei link.

Guarda, può essere che io sia stato permaloso, però se scrivi : "Capaneo, ma cosa leggi?"... mi pare naturale pensare che la stai buttando sul nozionismo. Se la mia impressione era sbagliata, meglio così e me ne scuso.

Chiusa la polemica.

Alla corte è stato chiesto: "è incostituzionale la norma che vieta a due persone dello stesso sesso di sposarsi?" La corte ha risposto: "no, perchè il matrimonio tutelato dalla costituzione presuppone due coniugi di sesso diverso ecc. ecc.". La famiglia non c'entra nulla. La questione investe il matrimonio nel senso di negozio giuridico (simil-contratto) che è solo una (seppur la principale) delle fonti dalle quali può scaturire una famiglia. Quindi quello che noi pensiamo su ciò che sia o non sia definibile famiglia, poco importa.

Per giungere ad una conclusione differente devi necessariamente presupporre che la diversità di sesso NON sia un presupposto del matrimonio. Se permetti, tuttavia, questa sarebbe una forzatura palese perchè, per quanto concerne il nostro ordinamento, è di tutta evidenza l'opposto. A volte le corti supreme pongono in essere di tali forzature, ma non dovrebbero, perchè il compito di legiferare non è dei giudici. In questa occasione, la Corte non ha ritenuto opportuno operare questa forzatura e quindi ha il mio plauso. Se, al contrario, avesse dichiarato la norma incostituzionale, avrebbe incassato il mio disappunto, non perchè io sia contrario al fatto che gli omosessuali possano sposarsi (la mia posizione è: me ne frega meno di niente, facciano quello che vogliono!), ma semplicemente perchè questa è una cosa che NON deve decidere la corte.

In un paese "normale" il problema (che poi è molto meno problema di quello che sembra...) si potrebbe risolvere nel giro di un mese senza nessuna polemica. In Italia la questione è strumentalizzata da due fazioni di idioti (rectius: furbastri!). Quelli che la sfruttano per solleticare le paure del popolo (che di per sè, come si faceva notare più sopra, non sarebbe contrario al ricoscimento delle unioni tra omosessuali) e quelli che la sfruttano per questioni ideologiche. Se i primi spiegassero agli italiani di che cosa si tratta (cioè di una cosa che non cambia una virgola a nessuna coppia eterosessuale e che non comporterebbe necessariamente la possibilità di adozione) ed i secondi mettessero di lato l'ideologia e si concentrassero su obiettivi concreti (invece di far perdere tempo e denaro alla corte costituzionale su ricorsi simbolici, quanto palesemente infondati), oggi avremo una legislazione per le coppie omosessuali. Del resto, come accennavo prima, le modifiche da fare non sono così vaste. Oggi come oggi, due omosessuali possono tranquillamente regolare i propri rapporti personali e patrimoniali come fossero marito e moglie... il problema è che dovrebbero andare dal notaio! Per evitarlo non ci sarebbe mica bisogno di sconvolgere il diritto di famiglia... bastano un paio di articoli ben scritti.

Sono d'accordo che la questione e' risolvibile molto facilmente, ma il punto non e' questo. Personalmente, ritengo il matrimonio un'istituzione obsoleta che andrebbe abolita anche fra coppie eterosessuali, ma il punto non e' nemmeno questo. Il punto e' che la corte non ha argomentato in modo convincente che il matrimonio tutelato dalla costituzione e' quello fra due persone di sesso diverso. Nella costituzione questo non si vede proprio. E infatti si risolve a desumerlo dalla legge ordinaria (con argomenti deboli, come ho fatto notare sopra), o ad una frase messa nell'articolo 29 per tutelare la parte debole del contratto che non e' detto sia necessariamente maschio, femmina, ermafrodita, etc.... 

Cioe' si usa la tutela costituzionale della parte debole per vietare diritti a qualcuno, i cui diritti, se concessi, non modificherebbero di alcunche' i diritti di altri. A me pare una cosa giuridicamente inconcepibile. 

Concordo in gran parte con Andrea, anche per i suoi precedenti interventi.

La corte è stata poco coraggiosa e abbastanza cerchiobottista. Da un lato riconosce che anche le unioni  omosessuali hanno diritto a vedersi riconoscere delle tutele, ma dall'altro dice che queste tutele non possono trovare fonte nel matrimonio, perchè il matrimonio previsto dalla costituzione è esclusivamente esterosessuale.

E' indubbio che i costituenti avessero in mente esclusivamente la coppia eterosessuale e che l'articolo e finalizzato a tutelare le donne, tant'è che è stato utilizzato in passato per sancire l'incostituzionalità di numerose norme del c.c. che prevedevano disparità tra i coniugi a favore del marito.

La Corte avrebbe dovuto procedere ad una interpretazione della norma alla luce delle evoluzioni del costume e della società, a mio parere è però probabile, anche se non detto espressamente nella sentenza,  che la prudenza della Corte derivi dalla "questione-figli".

In sostanza, se avesse riconosciuto il diritto al matrimonio, ne sarebbe derivato che anche una coppia omosessuale avrebbe avuto diritto ad ad adottare, esattamente come una coppia di coniugi eterosessuali. Un simile diritto sarebbe molto più rivoluzionario per la struttura familiare della società italiana che non il "banale" diritto di sposarsi, che essenzialmente riguarda, nella maggior parte dei casi, questioni di diritto privato, già oggi in parte regolamentabili in forma contrattuale.

Il fatto di aver indicato la via di una legge ordinaria che tuteli in qualche maniere le unioni omosessuali, comporta che sarà il legislatore ad decidere quali e quanti diritti concedere, laddove, evidentemente, il riconoscimento del matrimonio non avrebbe comportato nessuna differenza con gli eterosessuali.

 

Per quanto riguarda poi l'obsolescenza del matrimonio, ammesso che lo sia (e probabilmente non lo è) non per questo andrebbe abolito, dato che non vi sono ragioni per impedire a due adulti consenzienti di vincolarsi reciprocamente a diritti e doveri. 

Questa storia della questione figli e' curiosa. In Amerika, coppie omosessuali possono adottare in molti stati, e un individuo che sia omosessuale puo' farlo praticamente ovunque (http://en.wikipedia.org/wiki/LGBT_adoption). Da questo punto di vista l'Italia e' peggio dell'Alabama.

Ti racconto una storia interessante, almeno per me e te, non so per gli altri. Quattro o cinque anni fa, in Texas (mi pare, forse era un altro stato) vigeva una legge che proibiva certe pratiche sessuali, per esempio fra persone dello stesso sesso. La corte suprema la dichiarò incostituzionale fra le altre cose per il principio di uguaglianza. Una delle argomentazioni della maggioranza fu che la legge violava il principio di uguaglianza fra sessi perché se posso fare una cosa con un maschio devo poterla fare anche con una femmina, e viceversa. Scalia, nella sua opininione ovviamente dissenziente, disse che il ragionamento non poteva essere giusto, altrimenti, con la stessa logica, si arriverebbe a giustificare i matrimoni fra omosessuali, il che, a suo dire, è impossibile per principio, quindi è possibile e non incostituzionale per la legge vietare atti sessuali omosessuali. Eh la logica...

E' indubbio che i costituenti avessero in mente esclusivamente la coppia eterosessuale e che l'articolo e finalizzato a tutelare le donne, tant'è che è stato utilizzato in passato per sancire l'incostituzionalità di numerose norme del c.c. che prevedevano disparità tra i coniugi a favore del marito.

Forse non ho seguito con la dovuta attenzione, ma se riconosci questo (su cui concordo) perche' concordi con Andrea e Giulio che affermano che i giudici si sono arrampicati sugli specchi?  I giudici specie in Italia non legiferano ma interpretano le leggi, ed e' evidente che i Costituenti abbiano normato un'istituzione tradizionale preesistente alla Costituzione italiana, il matrimonio eterosessuale, e non altro.  L'unione omosessuale e' qualcosa di radicalmente diverso rispetto al matrimonio nella tradizione storica, anche se oggi molti la considerano di pari livello e dignita'.  Fanno bene quindi i giudici a ritenere che debba essere una legge - e non un'interpretazione di leggi evidentemente pensate per qualcosa di radicalmente diverso, almeno storicamente - a normare l'unione omosessuale.  Nulla vieta di approvare una legge anche costituzionale, anzi come scritto la Costituzione in qualche modo lo raccomanda, vista l'evoluzione dei costumi. Aggiungo che apprezzo che almeno una volta un potere dello Stato non ha tentato di invadere il campo di un'altro potere dello Stato, rispettando Costituizione e principio della separazione dei poteri.

Il punto e' che la corte non ha argomentato in modo convincente che il matrimonio tutelato dalla costituzione e' quello fra due persone di sesso diverso. Nella costituzione questo non si vede proprio. E infatti si risolve a desumerlo dalla legge ordinaria (con argomenti deboli, come ho fatto notare sopra), o ad una frase messa nell'articolo 29 per tutelare la parte debole del contratto che non e' detto sia necessariamente maschio, femmina, ermafrodita, etc....

Non è esattamente così.

Qui trovi la sentenza per intero.

La corte non ha desunto nulla dalla legge ordinaria. Ha semplicemente applicato, in maniera ineccepibile, i criteri (tecnici) che regolano l'attività di interpretazione della legge (la Costituzione è anch'essa una legge).

Tra questi criteri c'è quello della c.d. intenzione del legislatore. Nel ricostruire questa intenzione la corte ha menzionato la legislazione vigente e previgente al momento della emanazione della costituzione, nel senso che, dice la corte, il legislatore costituente, quando ha parlato di matrimonio intendeva riferirsi all'istituto già presente nel codice civile (che è venuto prima della costituzione) e comunque di millenaria tradizione.