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Il matrimonio omosessuale: non si può fare

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(...) l'esser coppia di fatto NON porta nessun diritto o dovere. Immaginate gli effetti perversi che può avere questa cosa (...)

Mi permetta dissentire, alessio, da questa sua frase.

Infatti, benché, ad oggi, nel nostro Ordinamento giuridico, non esista una Legge che, organicamente e compiutamente, disciplini le coppie di fatto, non mancano, tuttavia, garanzie, tutele, poteri, etc., riconosciuti, in vario modo, anche a chi ha deciso, liberamente, di non unirsi in matrimonio. Si tratta di garanzie, tutele, poteri, etc., che, parte della Dottrina, definisce come <<posizioni giuridiche soggettive>> (cfr, Pietro Trimarchi, Istituzioni di diritto privato, Giuffrè, Milano, 2002, pag. 47). Ovvero come, <<situazioni giuridiche soggettive>> (cfr, Natalino Irti, Introduzione allo studio del diritto privato, Cedam, Padova, 1990, pag. 34 e ss.).

Tali situazioni   - o posizioni -  giuridiche soggettive, sono previste, non poche volte, dalla Legge.  Altre volte, invece, sono riconosciute dalla Giurisprudenza.

 

La Legge. 

A titolo esemplificativo, tra le tante situazioni giuridiche soggettive  - attive -, è possibile indicare:

- l'art. 316, comma primo, Codice Civile;

- l'art. 317-bis, comma primo, Codice Civile;

- l'art. 324, comma primo, Codice Civile;

- l'art. 6, Legge 27 luglio 1978, nr. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani).

 

Le prime tre norme citate, parlano di Potestà dei genitori. E' importante notare come, tali norme, non usano il termine <<coniugi>>, bensì <<genitori>>.  Se dicessero <<coniugi>>, si riferirebbero, unicamente, a persone unite in matrimonio. Trattandosi di <<genitori>>, invece, il riferimento è anche ai genitori naturali, e cioè non uniti, tra loro, in matrimonio.

In queste prime tre norme, dunque, il Legislatore ha voluto verosimilmente riconoscere una situazione di fatto, e cioè una situazione non derivante da un matrimonio. E non pare ci siano dubbi, sul fatto che, situazione di fatto, sia proprio quella derivante da una convivenza more uxorio.    

L'ultima norma citata  - l'art. 6, Legge nr. 392/1978 - , a séguito della decisione della Corte Costituzionale richiamata nel link, prevede che, in caso di morte del conduttore, possa succedergli, nel Contratto di Locazione, il suo convivente more uxorio. Possibilità, questa, non sancita dalla Legge n. 392/1978, nel testo anteriore la pronuncia della Corte Costituzionale. 

Questi brevi, e parziali riferimenti normativi, soltanto per dire che, nel nostro Ordinamento, anche la coppia di fatto gode di talune, specifiche tutele.

Pertanto, non sembrano condivisibili, a mio modesto parere, le opinioni di quanti, in Italia, sostengono che la coppia di fatto godrebbe di <<nessun diritto>>. Sarebbe più corretto dire che, come ho scritto nella parte prima di questo commento, la coppia di fatto, non gode, nel nostro Ordinamento, dei medesimi diritti soggettivi, tutele, garanzie, che la legge accorda, al contrario, alla coppia unita in matrimonio.  Ma questo, a parer mio, è tutt'altro discorso.

 

La Giurisprudenza.  

Si diceva che, la coppia di fatto, non è priva di un qualche riconoscimento, anche da parte della nostra Giurisprudenza.

Mi permetta non citarle, alessio, una corposa giurisprudenza di merito, che non ha mancato riconoscere, sotto specifici profili, la coppia di fatto. Vorrei, però, almeno ricordare una pronuncia della nostra  Corte Costituzionale.  La quale scrive che:

 

<< (...) un consolidato rapporto, ancorché di fatto, non appare  - anche a sommaria indagine -  costituzionalmente irrilevante (...) >>. 

 

Il grassetto è mio.


 (cfr, sentenza 18 novembre 1986, n. 237, punto 1.3b, del Considerato in diritto. Per la sentenza, cliccare su Ricerca Cronologica; poi su Anno 1986, e infine sul numero della sentenza).

Se lei lègge la sentenza sul punto indicato, vedrà come, la Corte, àncora il riferimento alle convivenze more uxorio, all'art. 2, Cost.  Riconoscendo, così, un fondamento costituzionale alla coppia di fatto, quale <<formazione sociale>>, ove si svolge la personalità di ciascuno.