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Il matrimonio omosessuale: non si può fare

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In Parte I, abbiamo fatto questo esempio.

Due cittadini olandesi dello stesso sesso, contraggono, tra loro, nei Paesi Bassi, valido matrimonio, per la Legge olandese. Successivamente, per lavoro, si trasferiscono in Italia.

Domanda: Il matrimonio così celebrato, avrà, in Italia, effetti giuridici?

 

La normativa.

In Parte I, si è detto che, l'art. 28, Legge 31 maggio 1995, nr. 218, parrebbe ritenere valido, anche per la Legge italiana, il matrimonio contratto dalla nostra coppia olandese. Infatti, una delle condizioni di cui parla la norma, ai fini di un valido matrimonio, è la " legge del luogo di celebrazione del matrimonio " (art. 28, primo periodo). 

L'art. 28, però, non va letto, e interpretato, isolatamente. Al contrario, l'interpretazione di questa norma  - come di ogni norma! -, va condotta coordinando, ai sensi dell'art. 12, Disposizioni sulla legge in generale, la norma stessa, non solo con le altre norme della medesima Legge, ma anche con le altre norme, di altre Leggi, presenti nell'Ordinamento giuridico.

Senza alcuna pretesa di completezza, a me sembra che, insieme all'art. 28, occorra dar conto, quantomeno, di queste altre norme:

-  art. 16, comma I, Legge nr. 218/1995;

-  art. 18, Decreto del Presidente della Repubblica, 3 novembre 2000, nr. 396;

- artt. 65 e 66, sempre della Legge nr. 218/1995.

 

Tutte queste norme, ci dicono che, gli Atti giuridici formati all'estero, comunque denominati  - Legge, sentenza, provvedimento -, o anche la volontaria giurisdizione, non possono avere effetti giuridici, in Italia, se sono contrari all'ordine pubblico