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Il matrimonio omosessuale: non si può fare

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La Corte costituzionale, con due pronunce, è nuovamente intervenuta circa l'ammissibilità, nel nostro Ordinamento, del Matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Una prima, recentissima decisione, è stata l'ordinanza 5 Gennaio 2011, nr. 4. In questo caso, a promuovere la questione di legittimità costituzionale  - q. l. c. -, è stato il Tribunale di Ferrara, con quest'Ordinanza.

L'altra pronuncia, è stata l'ordinanza 22 Luglio 2010, nr. 276. In questo caso, a promuovere la q. l. c., è stata la Corte d'Appello di Firenze, con quest'Ordinanza.

 

In entrambe le decisioni, la Corte costituzionale ha dichiarato:

 

a.  la << manifesta inammissibilità >> della q. l. c. ;

                                 e

b.  la << manifesta infondatezza >> della stessa q. l. c.

 

Inoltre, in entrambe le decisioni, l'argomentare logico-giuridico della Corte, segue motivi già espressi nella sentenza 15 Aprile 2010, nr. 138, commentata in questo post. In particolare, nell'ordinanza nr. 276/2010, la Corte scrive che

 

                          (...) non risultano qui allegati profili diversi o ulteriori idonei a superare gli argomenti addotti nella precedente pronuncia1 (...).

 

Per precedente pronuncia, s'intende, appunto, la sentenza nr. 138/2010.

1 Il grassetto è mio!

 

La Corte costituzionale, dunque, sia nella sentenza nr. 138/2010, che nelle due Ordinanze qui richiamate, conclude che, il nostro attuale Ordinamento giuridico, non consentirebbe concepire il Matrimonio, se non come unione tra Uomo e Donna.

Da eterosessuale, l'augurio è che, il nostro Legislatore - non questo, ça va sans dire! -, in un futuro non troppo lontano, prenda coscienza che, una qualche forma di riconoscimento giuridico della coppia omosessuale, sia non più rinviabile.