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Voltremont a Hogwarts

8 commenti (espandi tutti)

A cusa dell'insonnia (dopo aver aggiustato qualche refuso :-)) mi son fatto due conti .

1) Il debito italiano è il 120% del PIL. Il costo medio del debito (interessi) facciamo finta che si aggiri e rimanga poco superiore al 3%: il decennale l'ultima volta che l'ho visto viaggiava pochi punti base sopra il 4% ed il Tesoro stesso dice che la vita media è vicina a 8 anni. Il costo per interessi, quindi, possiamo assumere viaggi poco sotto al 4% del PIL.

2) Questo implica che un avanzo primario del 4% del PIL basta solo a fare deficit netto zero. Ossia, mantiene il debito costante in valore assoluto. Questo sembra collimare con la figura IMF che Giulio ha messo sopra e che viene da uno studio anteriore.

3) Se questo è vero, però, allora TUTTA la diminuzione del rapporto debito/PIL deve essere dovuta alla crescita del denominatore. Ora, (1.02)20 fa circa 1.44 (uno 1.48, mi dice un lettore piu' preciso di me). 120/1.48 fa circa 80 e qualcosa, che è 20 punti percentuali al di sopra del 60%.

4) A dire, se il PIL nominale italiano cresce del 2% annuo per i prossimi vent'anni si arriva all'80% nel 2030, non al 60%. Ossia, si arriva nel 2030 più o meno dove la Germania è ORA!

5) Questo vuol dire che l'ipotesi dell'IMF è che il PIL nominale cresca a circa il 3% annuo, con una combinazione del tipo 1% reale e 2% inflazione. Non impossibile, ma neanche ovvio viste le nostre performances dell'ultimo decennio. 

6) Soprattutto, non è ovvio che a fronte di performances di questo tipo il costo nominale del debito non cresca. Se quel numero che uso nel punto 1) cresce anche poco meno dell'1% allora abbiamo bisogno del 5% e passa di avanzo primario ...

In ogni caso, attendo con ansia di sapere dove Voltremont taglierà spese per un 2-3% del PIL a partire dall'anno prossimo!

P.S. Ovviamente, se fate gli stessi conti per la Germania vi rendete conto che alla medesima basta un avanzo primario inferiore al 2% per stabilizzare il debito (non solo hanno meno debito, costa loro abbastanza meno). Con una crescita del PIL nominale del 3%, poi, loro nel 2030 hanno un rapporto debito/PIL vicino al 10%!  Di fatto, se l'obiettivo tedesco è il 60% nel 2030, possono permettersi avanzi primari uguali praticamente a ZERO, purché crescano del 3% nominale all'anno!

La faccia dei giornalisti che hanno ripetuto le panzane di Voltremont vorrei proprio vederla, oh come vorrei vederla!

La faccia dei giornalisti che hanno ripetuto le panzane di Voltremont vorrei proprio vederla, oh come vorrei vederla!

Michele, ma secondo te quanto dura un giornalista al TG1 che dice a Tremonti: ma lei questi numeri dove li prende?

Probabilmente al TG1 durerebbe poco, ma anche Repubblica,  che di questi problemi non ne ha, non ha fatto i due conti di Michele, e si che potrebbe aprofittarne per tirare acqua al suo mulino...

Se è per questo i giornalisti di Repubblica (e dell'Unità, e del Manifesto...) non si sono nemmeno accorti che Berlusconi faceva il gioco delle tre carte quando diceva che il PIL italiano era superiore a quello inglese, omettendo di menzionare l'andamento del tasso di cambio. Non sono bene chi ha selezionato i giornalisti economici in quei giornali, ma certo non ha fatto un buon lavoro. E il risultato si vede. Non solo non son capaci di far due conti, ma non capiscono nemmeno che ci sono dei conti da fare e non hanno idea di chi potrebbe farglieli.

Per fare una simpatica chiosa sui ragionamenti letti qui, non ho potuto mancare di dare un'occhiata alla pagina economica di Repubblica, dove subito in evidenza ho trovato questo interessantiiiissssiiimmoooo articolo. Da non perdere.

http://www.repubblica.it/economia/2010/04/30/news/economist-3728544/

credo che la scenetta di guzzanti con Tremonti alla calcolatrice sia moooolto affine alla realtà.

Io veramente non so come un giornalista minimamente decente possa riportare dichiarazioni come quelle di Voltremont in modo così acritico. Come minimo bisognerebbe aspettare di vederle, queste tabelle dell'IMF che ci mettono ''vicino alla Germania''. Essendo l'affermazione completamente improbabile ed essendo il personaggio quello che è un po' di prudenza non guasterebbe.

Con riferimento ai conti di Michele, c'è un punto tecnico che mi piacerebbe capire meglio e che diventerà chiaro solo quando i dati veri e il modello usato (non le percezioni stralunate di Voltremont) verrano resi noti. E' chiaro che fare previsioni sul tasso di crescita del PIL per i prossimi vent'anni lascia il tempo che trova. Ma anche volendolo fare ed assumendo che il tasso di crescita sia il 2% l'anno ci sono due possibili ipotesi:

1) quella che ha fatto Michele nel suo commento, ossia da questo momento in poi il PIL crescerà al 2% l'anno. Come mostra Michele, con questa ipotesi i conti non tornano. Si noti inoltre che il FMI al momento prevede 0,8% per il 2010 e 1,2% per il 2011, che fa tornare i conti ancora meno.

2) oppure si intende il 2% come crescita del PIL potenziale e si assume che alla fine il PIL effettivo si avvicinerà a quello potenziale. La differenza è rilevante perché implica che la perdita di PIL che abbiamo avuto negli ultimi due anni verrà recuperata. Insomma, cresceremo più del 2% l'anno in modo da compensare quanto abbiamo perso nel 2008 e 2009.

Vedremo poi meglio quali sono le ipotesi sottostanti. In ogni caso, fare tanto rumore per previsioni a 20 anni senza spiegare come minimo che esiste un margine di variazione colossale e un'incertezza enorme è veramente un pessimo servizio.

Un cortese lettore mi fa notare che a fare i conti a mano alle 5 di mattina si rischia di far casini. Per fortuna questa volta l'ho scampata bella, che correvo il rischio di fare una "voltremontata" ...

Salve,

in merito a questo suo post:
http://www.noisefromamerika.org/index.php?module=comments&func=display&cid=38931

al punto (3), 1.02 alla 20 mi sembra faccia ~1.486 (non 1.44) e quindi 120/1.486 ~ 80.75... ma in pratica la sostanza non cambia di molto immagino :)