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Voltremont a Hogwarts

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Non ho avuto il tempo per approfondimenti e calcoli, ma scommetto che i numeri del FMI dicono piu' o meno quanto segue.

  1. si assume che la crescita reale del PIL riprendera' a partire dal 2010 o 2011 al livello pre-crisi, che e' diverso per Stato, Italia circa 1%, Francia e Germania 2% e cosi' via
  2. se si ripetono nei prossimi anni i deficit statali del 2009 (mostruosi per diversi Stati come USA, UK, Irlanda, Grecia), il debito pubblico esplodera' praticamente ovunque (anche in Italia, ovviamente)
  3. e' quindi necessaria una correzione del deficit statale, o per stabilizzare il debito/PIL, o per ridurlo al livello pre-crisi o al 60% nel 2020
  4. a questo punto, secondo me i numeri dati da Repubblica di oggi sono di quanto e' necessario correggere il deficit 2009 per stabilizzare il debito/PIL o forse per portarlo nel 2020 al livello pre-crisi: i numeri sono +3.4% Germania, +4.8% Italia, +6.1% Francia, piu' ancora gli altri Paesi

Mi sono letto il PDF del IMF e credo di aver quasi vinto la scommessa, se vengono concessi alcuni aggiustamenti:

  • il deficit da cui l'IMF parte pero' non e' quello del 2009 ma quello del 2010, o meglio la sua stima ad oggi
  • l'IMF fa i conti immaginando una correzione del deficit del 2010 verso l'avanzo primario graduale e spalmata uniformemente dal 2010 al 2020, poi mantenimento di quanto ottenuto al 2020 fino al 2030, con l'obiettivo di avere debito/PIL al 60% nel 2030

Rimane complessivamente valido quanto ho gia' scritto: l'Italia solo apparentemente e' avvantaggiata, e lo e' perche' Tremonti non sta spendendo in stimoli economici quello che stanno spendendo gli altri Paesi nel 2010 (come anche nel 2009).  Ma anche il 2010 secondo me e' un anno eccezionale caratterizzato da spese eccezionali, sia pure piu' per stimoli che per salvataggi.

L'IMF avrebbe fatto meglio ad approfondire quanto del deficit 2010 puo' essere addebitato a spese eccezionali presumibilmente azzerabili gia' dal 2011 e quanto del deficit 2010 e' invece addebitabile (come nel caso italiano, sostanzialmente) semplicemente a spese pubbliche correnti invariate a fronte di un PIL calato del 6% dal livello pre-crisi.  Il deficit imputabile a spese correnti si potra' ridurre solo gradualmente e con forti resistenze, specie in Stati con crescita economica asfittica come e' stata l'Italia negli ultimi 15 anni.  Il deficit imputabile a spese eccezionali potra essere interamente riassorbito senza stress non appena ritorna la crescita economica pre-crisi.

L'Italia stava peggio degli altri prima della crisi, il suo PIL e' stato colpito dalla crisi come gli altri (e piu' della Francia), e uscira' dalla crisi peggio degli altri sotto praticamente tutti i punti di vista, perche' il suo deficit e' imputabile primariamente alla spesa corrente e non a quella eccezionale.  Tuttavia, e questo e' l'unico merito di Tremonti, almeno i politici italiani non hanno "approfittato" della crisi per sperperare denaro pubblico a go-go facendo aumentare in maniera formidabile il debito pubblico, che ora per diversi Stati avanzati si e' avvicinato significativamente ai livelli italiano (tipicamente 90-100% contro 120%).

Mi sono letto il PDF del IMF

Dove l'hai trovato scusa? Da quanto ne so è secretato sino al 13 Maggio, e tale doveva essere anche per GT ...

e credo di aver quasi vinto la scommessa, se vengono concessi alcuni aggiustamenti:

  • il deficit da cui l'IMF parte però non è quello del 2009 ma quello del 2010, o meglio la sua stima ad oggi

Cambia niente, Alberto. Tanto è il debito che conta. Che sarà, stime IMF, un pelo al di sopra del 120% a fine 2010.

  • l'IMF fa i conti immaginando una correzione del deficit del 2010 verso l'avanzo primario graduale e spalmata uniformemente dal 2010 al 2020,

E già qui cominciano i problemi. Perché, se l'avanzo primario che ora è un disavanzo viene azzerato non di brutto ma in dieci anni allora il debito nel frattempo aumenta. Ed anche se è il deficit complessivo che viene azzerato in dieci anni, il debito continua ad aumentare. Quanto, in relazione al PIL, dipende ovviamente dalle "ipotesi" che il FMI è disposto a fare (chiamiamole "ipotesi"per carità di patria) sulla crescita del secondo ed i livelli del primo.

Questo non lo sappiamo, al momento. Questo lo sa solo GT che però, furbetto, non ce l'ha detto.

  • poi mantenimento di quanto ottenuto al 2020 fino al 2030, con l'obiettivo di avere debito/PIL al 60% nel 2030

Muy bien, ma allora al FMI si dedicano ancor più alla produzione di sogni, dettati dalle pippe dei politici, di quanto abbiano fatto in passato, in questi giorni! Per una semplice ragione:

Se al pareggio di bilancio ci si arriva solo nel 2020, allora è ragionevole aspettarsi che, per allora, il rapporto debito/PIL sia più o meno quello di oggi! Ma se così fosse il caso e nei dieci anni che vanno dal 2020 al 2030, con un deficit zero ed un valore nominale del debito quindi costante, il FMI "prevede" (mai virgolette furono più utili) che il rapporto fra i due passi dal 120 al 60 allora tu capisci che costoro stanno considerando uno scenario in cui IN DIECI ANNI IL REDDITO NOMINALE RADDOPPIA!

Vedo solo due alternative: o stanno predicendo inflazione (ma fra dieci anni? Boh...) nel qual caso altro che costo medio del debito al 3-4% nel prossimo decennio, o a Giugno quando ci vado li forzo a condividere con me cosa si fumano prima di scrivere i reports.

Rimane, ovviamente, l'alternativa meno improbabile: Voltremont non ha capito e poi ha raccontato una balla.

P.S. Nota politica: se per caso qualcuno continuasse a chiedersi "Ma perché Strauss Kahn è sempre così, esageratamente, gentile con GT e l'Italia ultimamente?" la risposta è semplice. Chiedersi che lavoro vuole fare SK da grande.

Mi sono letto il PDF del IMF

Dove l'hai trovato scusa? Da quanto ne so è secretato sino al 13 Maggio, e tale doveva essere anche per GT ...

In uno dei commenti precedenti e' stato messo un link ad un PDF dell' IMF (autore Cottarelli, che ha presentato a questa riunione di aprile) che descrive proprio le stime raccontate da Tremonti ma si tratta evidentemente di una versione precedente (datata febbraio 2010) del documento presentato ora ad aprile, perche' i numeri della tabella a pag.26 del PDF non collimano, anche se sono simili, a quelli pubblicati su Repubblica del 26/4.  In ogni caso ritengo che il documento segnalato riporti in maniera accurata i criteri alla base delle estrapolazioni dell' IMF mentre le cifre immagino saranno state aggiornate anche in base all'evoluzione delle stime dei deficit statali 2010.

e credo di aver quasi vinto la scommessa, se vengono concessi alcuni aggiustamenti:

  • il deficit da cui l'IMF parte però non è quello del 2009 ma quello del 2010, o meglio la sua stima ad oggi

Cambia niente, Alberto. Tanto è il debito che conta. Che sarà, stime IMF, un pelo al di sopra del 120% a fine 2010.

I numeri dell' IMF sono la correzione rispetto ad un determinato deficit pubblico, quello del 2010. Quindi la scelta dell'anno conta parecchio sia nel determinare l'importo medio della correzione (circa 8%) sia la classifica relativa dei vari Paesi. Se fosse stato preso il 2007, l'importo medio della correzione sarebbe stato inferiore (probabilmente uno 0% medio, ma un 3% per l'Italia).

  • l'IMF fa i conti immaginando una correzione del deficit del 2010 verso l'avanzo primario graduale e spalmata uniformemente dal 2010 al 2020,

E già qui cominciano i problemi. Perché, se l'avanzo primario che ora è un disavanzo viene azzerato non di brutto ma in dieci anni allora il debito nel frattempo aumenta. Ed anche se è il deficit complessivo che viene azzerato in dieci anni, il debito continua ad aumentare.

Nel 2010 i paesi considerati sono in media in deficit primario, l'Italia fa eccezione perche' e' in avanzo primario dello 0.5% (tutte stime, ovviamente). La correzione che l'IMF richiede non consiste nell'azzerare il deficit primario ma molto piu', cioe' nel portare ad un sufficiente avanzo primario nel 2020, tanto e' vero che all'Italia che ha gia' 0.5% di avanzo primario chiede una correzione del 4.8% (Repubblica 26/4).  Quindi a partire da un anno tra il 2011 e il 2020 il debito/PIL si riduce, per tutti.  Se l'Italia avesse il 100% di debito/PIL e se la crescita reale del PIL fosse uguale al tasso di interesse reale sul debito (non molto diverso dal vero) il debito/PIL italiano si ridurrebbe anche nel 2010.  Invece l'Italia ha il 120% di debito/PIL, e l'IMF stima, correttamente ritengo, che la crescita reale del PIL sara 1% inferiore al tasso reale di servizio del debito.

Quanto, in relazione al PIL, dipende ovviamente dalle "ipotesi" che il FMI è disposto a fare (chiamiamole "ipotesi"per carità di patria) sulla crescita del secondo ed i livelli del primo.

Questo non lo sappiamo, al momento. Questo lo sa solo GT che però, furbetto, non ce l'ha detto.

Ritengo che il PDF di febbraio 2010 riporti correttamente le assunzioni dell'IMF.