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Voltremont a Hogwarts

7 commenti (espandi tutti)

1. Chi ha scritto quel paper ad Harvard è, in poche parole, un ignorante bestiale. Confonde spesa sanitaria e costi sanitari, come fate tu, Marcello, e buon ultimo Dave, che basa il suo post sull'aneddotica personale.

2. Chiariamo, ancora una volta, che il costo di un'operazione a cuore aperto è uguale da Canicattì a Bressanone, poichè la ASL di residenza del cittadino paga solo il DRG (Diagnosis Related Group) relativo di cui a pag. xy del Nomenclatore Tariffario Nazionale (per i medici: nomenclatore Bindi), quindi se io vado a operarmi a Milano il costo dell'operazione lo paga la ASL napoli 2 e lo incassa la ASL milano1, per cui na2 manterrà un'equipe di medici cardiochirurghi che si gira i pollici, mi1 dovrà assumere altri cardiochirurghi, aumentando la spesa sanitaria, ma dividendone i costi su più "incassi". Solo che questi interventi sono assolutamente marginali nel grosso della sanità, che è fatto di appendiciti e verruche. Chiaro? Chiaritelo anche a quelli di Harvard, perfavore...

3. Quello che continuate a dire, a parte una generica aneddotica e una personale inclinazione all'enunciazione di personali convincimenti come dati di fatto, non sta nè in cielo, nè in terra, la spesa sanitaria, che comprende anche SERT, assistenza domiciliare, etc., procapite in Terronia è più bassa che in Padania, anche perchè il riparto, fatto con la L.56/2000, si basava sulla spesa storica, i deficit attuali sono frutto di una bassa base di partenza e "il contenimento della spesa sanitaria" fatta sulla percentuale di partenza e non sul costo pro-capite.

4. A parte fatterelli assolutamente marginali, e se vuoi alle escort di giampi ti contrappongo il Galeazzi e la clinica degli "errori", i margini per comprimere la spesa sanitaria al Sud sono molto risicati, e poichè, ad esempio, un'unità coronorica costa una barca d quattrini, molte Regioni meridionali preferiscono semplicemente non dotarsene in determinate aree, da qui i "viaggi della speranza".

Comunque, se ne avrò tempo e voglia ci scrivo qualcosa di più organico.

Mia moglie ha fatto recentemente un'amniocentesi in una clinica privata a Salerno. Visto che si tratta di istituto convenzionato col SSN abbiamo pagato solo 80€. Non menziono la struttura per non fare pubblicità però il servizio è stato ottimo e l'intera struttura mi ha dato una forte impressione di efficienza, non c'era nessuno che si girava i pollici le code erano brevi e ben organizzate, tutti erano cordiali e disponibili.

La struttura fa un numero molto elevato di questo tipo di operazioni ogni anno  (è il motivo per cui siamo andati là)e lo specialista che ha fatto l'esame lavora solo qui e al suo studio privato (dove fa altri tipi di diagnostiche prenatali), quindi non c'è commistione con strutture puramente pubbliche. In media i miei amici a Roma hanno pagato oltre 1300€ per fare lo stesso esame in strutture private che fanno un numero minore di indagini all'anno (e quindi hanno meno "pratica").

Non mi permetto di fare considerazioni di efficienza di costi perchè non ho idea esattamente di come si finanzi questa struttura (immagino il SSN passi la differenza tra il prezzo dell'esame praticato dalla clinica e quello che ho pagato io, se non è così qualcuno mi corregga). Mi pare però rientri nel legittimo buonsenso chiedersi se una maggiore presenza di strutture del genere non potrebbe migliorare la situazione.

NB io postulo l'essenza di "perversioni italiane" (tipo che lo stato paga somme all'istituto privato a prescindere dalle prestazioni erogate, se funziona così il mio discorso salta) e quindi semplicemente se la qualità è buona, la gente viene e il servizio funziona altrimenti chiudi e amen.

 

1. Chi ha scritto quel paper ad Harvard è, in poche parole, un ignorante bestiale.

Dubito, ma vediamo il resto.

Chiariamo, ancora una volta, che il costo di un'operazione a cuore aperto è uguale da Canicattì a Bressanone, poichè la ASL di residenza del cittadino paga solo il DRG (Diagnosis Related Group)

Ma questi rimborsi - truffaldinamente e stupidamente fissati dallo Stato centrale ad un livello inferiore ai costi reali totali, in modo da danneggiare le Regioni che offrono assistenza sanitaria a cittadini delle altre Regioni, e da incentivare altre Regioni a scacciare altrove i propri malati - sono solo una parte, e sospetto anche piuttosto modesta, dei costi realmente addebitati alle casse dello Stato.  Il totale pagato dallo Stato non si basa certo sulle prestazioni ma si limita piu' o meno a pagare la spesa storica di fatto e non solo, infatti paga anche i suoi periodici sforamenti rispetto ai piani concertati tra Stato e Regioni.

Quello che continuate a dire, a parte una generica aneddotica e una personale inclinazione all'enunciazione di personali convincimenti come dati di fatto, non sta nè in cielo, nè in terra, la spesa sanitaria, che comprende anche SERT, assistenza domiciliare, etc., procapite in Terronia è più bassa che in Padania, anche perchè il riparto, fatto con la L.56/2000, si basava sulla spesa storica, i deficit attuali sono frutto di una bassa base di partenza e "il contenimento della spesa sanitaria" fatta sulla percentuale di partenza e non sul costo pro-capite.

Mmm io cito studi di docenti universitari presentati ad Harvard, tu presenti mi pare solo tue considerazioni personali sulle quali si potrebbero ritorcere le tue considerazioni sulle inclinazioni di chi porta dati diversi.

Riguardo il rimborso a pie' di lista dello Stato centrale, si tratta per quanto capisco di puro rimborso della spesa storica che pero' si vorrebbe (ma solo si vorrebbe) ricondurre asintoticamente ad una ripartizione piu' razionale, basata sui livelli di eta' delle diverse popolazioni regionali.  Nel centro-nord, particolarmente nelle Regioni rosse come Umbria, Toscana ed Emilia Romagna, la popolazione e' piu' anziana per effetto della maggiore denatalita' storica e quindi in base ad una ripartizione razionale ricevono piu' di altre Regioni come Lombardia e Veneto.  In base a questa ripartizione razionale (che peraltro e' stupida, perche' incentiva le Regioni alla denatalita') le Regioni meridionali dovrebbero ricevere significativamente meno di Lombardia e Veneto, oltre che delle Regioni centrali rosse, perche' hanno una popolazione piu' giovane rispetto ad entrambe.

Oltre a questo, le Regioni meridionali dovrebbero ricevere meno soldi anche perche' erogano meno prestazioni, non solo perche' hanno meno richieste da una popolazione piu' giovane, ma perche' "scacciano" una parte del loro minor numero di richieste verso le regioni del centro-nord.  Ma come dicono i dati le Regioni meridionali o ricevono significativamente piu' di quelle del centro-nord (quelle piccole), oppure ricevono cifre paragonabili a Veneto e Lombardia, pur a fronte di popolazione piu' giovane e meno prestazioni anche rispetto alle minor richieste, per cui correttamente Regini afferma, sulla base di calcoli quantitativi, che il costo diviso le prestazioni offerte e' "far higher" nelle Regioni meridionali, anche quelle come Campania e Puglia che spendono piu' o meno come Veneto e Lombardia.  Ne segue che pagando le Regioni in base ai costi standard onesti delle prestazioni offerte sarebbe possibile o risparmiare pagando meno le Regioni meridionali, o alternativamente pagare di piu' le Regioni del centro-nord che ospitano malati di altre Regioni togliendo gli importi equivalenti dalle Regioni di provenienza, a costo zero per lo Stato ma con una incentivazione molto migliore a chi lavora e contro chi ozia o spreca.

Ma ho l'impressione che per arrivare a fare qualcosa di serio contro questa ed altre disfunzionalita' dello Stato italiano si deve per forza arrivare al punto terminale cui e' arrivata la Grecia. Come si e' visto in questi ultimi giorni, basta poco passare da una situazione in cui le aste dei BOT vengono sottoscritte ad una situazione in cui i BOT vengono sottoscritti sono con tassi da usura, mandando lo Stato al fallimento pressoche istantaneo, ma credo che le classi dirigenti italiane siano troppo stupide da rendersene conto.

Spero solo tu abbia visto la puntata di Report di ieri sera, in cui solo incidentalmente purtroppo, hanno spiegato il sistema di funzionamento dei DRG. Non coprono solo i costi, ma producono utili a go-go per chi sa utilizzarli.

Se io, campano, mi opero al cuore a Milano, la Campania paga il DRG alla clinica/ospedale lombardo, per cui la spesa sanitaria della Campania è quella indicata dalla Corte dei Conti e quella del riparto sanitario nazionale, che avevo già linkato, l'ospedale/clinica lombarda incassa e porta a casa, facendoci gli utili, non aumentando i costi.

Ad Harvard farebbero meglio a informarsi, e sì che il sistema DRG è nato proprio in Usa...

Spero solo tu abbia visto la puntata di Report di ieri sera, in cui solo incidentalmente purtroppo, hanno spiegato il sistema di funzionamento dei DRG. Non coprono solo i costi, ma producono utili a go-go per chi sa utilizzarli.

Grazie per la segnalazione, non l'ho vista.  Dovro' combattere contro Silverlight su rai.tv ora per cercare di vedere il video su Linux...