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Voltremont a Hogwarts

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È la prima volta che sento qualcuno pronunciare due argomenti a me cari: oltre all'abolizione delle province (che è un argomento condiviso da tutti, tranne che dai politicanti di professione)

Non è mia intenzione andare off-topic e ritengo che il tema potrebbe essere approfondito in un apposito thread. Tuttavia di fronte ad espressioni cosi' trancianti non mi è possibile tacere. Non sono un politico di professione (sono un piccolo imprenditore che vive e lavora all'estero, in uno stato federale) eppure non sono affatto d'accordo con l'abolizione delle provincie. Quel tutti quindi, avendo trovato almeno un'eccezione, è falso. In realtà chi veramente sapesse qualche cosa sul federalismo e sulla suddivisione del potere (in modo veramente professionale) non potrebbe concepire, ad esempio, una lombardia di 9 milioni di abitanti senza provincie, quando appena sopra abbiamo una svizzera di 7 miliondi di abitanti fatta di piccoli cantoni e circa 3000 comuni ed appena vicino, sopra il veneto, l'austria cosituita da piccoli länd. Eppure se esaminiamo la composizione della spesa pubblica svizzera vediamo che il solo lato amministrativo incide per la metà rispetto al PIL. Avevo fatto un calcolo anni fa, trovando che tolta la vera spesa pubblica finalizzata al servizio (edicazione, sicuezza, sanità) e la parte interessi, i costi amministrativi italani erano circa il 4.6% del PIL contro il 2% della svizzera federale. Il problema infatti non è tanto la presenza di piccoli comuni, distretti, provincie (altrimenti dovremmo chiederci cosa cavolo fanno gli americani con centinaia di contee per ogni stato) ma i poteri e le autonomie che ogni giurisdizione ha. Da noi è quasi tutto ridondante e c'è poca responsabilità della spesa, perché i soldi vengono da roma. Una diversa mappatura delle responsabilità e dei compiti, unita a finanze autonome puo' far si che cambi la musica. Questo un politico di professione dovrebbe capirlo ma non un dilettante che vuole fare facile demagogia promettendo l'abolizione di quelle che Cattaneo in suo famoso scritto, che ripropongo qui sotto, definiva "centri naturali" . Eventualmente se proprio fossimo in vena di abolire qualche cosa, darei la precedenza alle regioni: carrozzoni burocratici, invenzione a tavolino senza storia, senza arte ne parte. Diversamente dalle provincie e dai loro capoluoghi, come ci ricorda Cattaneo (ok, ammetto che nememno lui era un politico di professione ... :-)

"Le nostre città sono il centro antico di tutte le comunicazioni di una  larga e popolosa provincia; vi fanno capo tutte le strade, vi fanno  capo i mercati del contado, sono come il cuore del sistema delle vene;  sono termini a cui si dirigono i consumi, e da cui si  diramano le  industrie ed i capitali; sono un punto d'intersezione o piuttosto un  centro di gravità, che non si può far cadere su di  un altro punto  preso ad arbitrio.  Gli uomini vi si congregano per diversi interessi,  perché vi  trovano i tribunali, le intendenze, le commissioni di leva, gli  archivi, i libri delle ipoteche, le amministrazioni; il punto medio dei  loro poderi, la sede dei loro palazzi, il luogo delle loro consuetudini,  e della loro influenza e considerazione, il convegno delle parentele,  la situazione più opportuna al collocamento delle figlie, ed agli  studi  ed impieghi della gioventù. Insomma sono un centro d'azione di una  intera popolazione di duecento  o trecentomila abitanti. [...] Questa  condizione delle nostre città è l'opera di secoli e di  remotissimi  avvenimenti, e le sue cause più antiche d'ogni memoria. Il dialetto  segna l'opera indelebile di quei primitivi consorzi, e col dialetto  varia, di provincia in provincia, non solo l'indole e l'umore, ma la  cultura, la capacità, l'industria, e l'ordine  intero delle ricchezze.  Questo fa si' che gli uomini non si possono facilmente disgregare da quei loro centri naturali. 

Chi in Italia prescinde da questo amore delle patrie singolari,  seminerà sempre nell'arena"

Scusate la divagazione

Francesco

Non è mia intenzione andare off-topic e ritengo che il tema potrebbe essere approfondito in un apposito thread. Tuttavia di fronte ad espressioni cosi' trancianti non mi è possibile tacere. Non sono un politico di professione (sono un piccolo imprenditore che vive e lavora all'estero, in uno stato federale) eppure non sono affatto d'accordo con l'abolizione delle provincie. Quel tutti quindi, avendo trovato almeno un'eccezione, è falso.

Ammetto tranquillamente che la mia era un'eccessiva semplificazione e di questo mi scuso: ma una semplificazione a mio avviso giustificata. Quanti italiani conoscono il nome del proprio presidente della provincia? E quanti conoscono anche solo lontanamente i compiti di una provincia?

Molte delle tue argomentazioni sono senz'altro condivisibili, ma presuppongono il non aver notato qualcosa che nel mio post era chiaro: il ruolo delle province va sostituito da comuni molto più grandi e meno numerosi degli attuali. Cancellare i comuni con meno di x abitanti (con x>15mila) e y kmq di territorio (con y >20) consentirebbe di soddisfare quelle necessità organizzative e aggregative proprie delle province. Sugli oltre 8mila comuni oggi esistenti arriveremo ad un quarto ed avremo un sistema più efficiente e con risparmi notevoli.

Per quanto mi riguarda provvederei a tagli anche più estremi: meno di mille comuni bastano e avanzano. Di fronte a questa mia obiezione sono curioso di sapere da te quali importanti compiti svolti dalle province non potranno essere svolti dai nuovi macro comuni.

[Aggiungo che abito in una città che ha chiesto di diventare provincia da 15 anni e che, per motivi di parentela, so bene quali sono i compiti di una provincia e come funzionano]

Di fronte a questa mia obiezione sono curioso di sapere da te quali importanti compiti svolti dalle province non potranno essere svolti dai nuovi macro comuni.

Rispoderei volentieri e compiutamente ma non vorrei portare la discussioni fuori dai binari. Vedo che già si parla anche di costi delle prestazioni sanitarie e quindi rischiamo di fare un omnibus, non un thread su Voltremont. Spero che la redazione apra un thread nuovo sulla ricerca delle giuridsizioni ottiamli in ammbito di federalimo e/o decentramento. Avanzo la proposta ufficliale. Immagino che ci voglia pero' un testo di apertura. Ora non ho tempo di proporo ma magari durante il fine settimana scrivo 20 riche e le mando a michele ed alberto.

Ciao,

Francesco

Sì, hai perfettamente ragione: siamo fuori tema e l'argomento "province" merita un articolo a parte.

È la prima volta che sento qualcuno pronunciare due argomenti a me cari: oltre all'abolizione delle province (che è un argomento condiviso da tutti, tranne che dai politicanti di professione)

Non è mia intenzione andare off-topic e ritengo che il tema potrebbe essere approfondito in un apposito thread. Tuttavia di fronte ad espressioni cosi' trancianti non mi è possibile tacere. Non sono un politico di professione (sono un piccolo imprenditore che vive e lavora all'estero, in uno stato federale) eppure non sono affatto d'accordo con l'abolizione delle provincie.

Sottoscrito e ringrazio FPF per la sua replica.  Aggiungo che molto prima delle province dovrebbero essere eliminati i prefetti, come chiedeva gia' Einaudi con mille buone ragioni. Per i costi delle amministrazioni ci sono due strade possibili da seguire.

N.1, si addebitano tutti i costi degli amministratori e dipendenti pubblici ai contribuenti del livello locale (comune, provincia, regione) cui si riferiscono.  Se la Sardegna vuole avere 20 province di 75mila abitanti bene, basta che i suoi contribuenti paghino tutto il conto.  In altre parole, la pletoricita' delle amministrazioni viene auto-regolata dagli elettori di riferimento.  Nello stupido sistema centralistico italiano invece conviene chiedere una nuova provincia perche' i costi maggiori vengono pagati da Roma a spese degli altri contribuenti italiani, il sistema piu' stupido del mondo.

N.2, ipotesi piu' scadente di statalismo centralista ma almeno applicato in maniera non indecente: si fissa un costo complessivo totale per abitante per i compensi di amministratori e dipendenti pubblici (al livello francese-tedesco o meno), e si riducono automaticamente i compensi di amministratori e dipendenti pubblici area per area (comune, provincia, regione) per rimanere nei limiti. Si potrebbero fissare tre costi per abitante, uno per le regioni, uno per le province e uno per i comuni.  Se una regione abolisce le province il livello regionale puo' spendere anche la quota di competenza delle province.

Discutiamo se e come abolire le province, ben venga un apposito articolo!

Intanto, saremmo tutti d'accordo ad abolire i consigli provinciali?

io si, a patto che si sostituisca con un consiglio di sindaci della zona, modello bundesrat, solo che non ci devono essere personaggi nominati dai sindaci, ma i sindaci stessi che (ho in mente l'esempio canadese) fanno 3-4 sessions all'anno e per il restante si dà il governo ad uno eletto che ha poteri limitati al solo governo day-to-day. conseguenze? "province" che diventano "distretti" piu. piccoli, rapidi e  utili sia al cittadino sia alle tasche dello stesso,  non devono eleggere buroc-rats che non si vedranno mai piu se non nei 30 gg pre elezioni.(eh si, il modello veneto della serenissima è il mio preferito)