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Mr. Stefano e Dr. Fassina

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Lasciamo stare il fatto che cambiamenti di opinione così repentini qualche dubbio lo lasciano sempre. Qua la questione è più di fondo: come si configurano i processi decisionali nel partito democratico, quali soggetti vengono ascoltati dai dirigenti, e come vengono selezionate le proposte di politica economica?

Nel PD non esistono processi decisionali tipici delle organizzazioni complesse come puo' essere un partito. Le "posizioni" sono per lo piu' ad uso di beghe interne. Fassina (e gli altri come lui) non ha nessuna convinzione particolare, nessuna capacita' di decidere alcunche' sulle posizioni del Partito, nessuna intenzione di fare proposte sulla base di analisi o di dati (in questo e' culturalmente simile a Tremonti).

Quello che dice volta per volta dipende per lo piu' delle faide interne. Un mese fa andava di moda prendersela con il liberalismo (magari per far dispetto a qualche caporione che non e' d'accordo con Bersani). Oggi va di moda essere per l'abbassamento delle tasse perche' la lobby di Repubblica dentro il PD e' chiamata a raccolta da CdB. Domani andra di moda aumentare le tasse perche' lo dice Martine Aubry (o un altro motivo a scelta). Dopodomani diminuire le pensioni. E fra tre giorni aumentarle. Analogamente sulla Giustizia un giorno si e' per le riforme istituzionali, un altro contro il conflitto di interessi, poi a favore del presidenzialismo. Cosi' un po' come viene, un po' come tira il vento. Un po' come ci si sveglia la mattina.

 

il responsabile economia del partito può allegramente cambiare idea di 180 gradi su una questione cruciale come quella della pressione fiscale nel giro di un mese senza generare un forte dibattito nel partito.

 

Fassina non e' il "responsabile" dell'economia. E' il "portavoce" (per usare un termine neutro) su questioni economiche della fazione  a cui appartiene. In sostanza il suo compito e' principalmente quello di partecipare alla ridda di dichiarazioni e prese di posizioni che segnano la guerra per bande e i confini delle alleanza tra i cacicchi del PD. Che siano contraddittorie e' irrilevante. Per loro l'azione politica non deve essere coerente. E' semplicemente un parlarsi addosso per marcare il territorio. Un territorio sempre piu' sguarnito di elettori.