Titolo

Mr. Stefano e Dr. Fassina

4 commenti (espandi tutti)

Avevo anche io letto sia il Fassina 1 e 2, che i commenti, e trovo veramente imbarazzante il modo in cui si può cambiare idea nel giro di pochi giorni e nessuno ne chieda conto, fermo restando che solo gli stupidi non cambiano mai idea.

Quello che trovo indecente è poi parlare degli "sprechi" nella P.A. e appaltare consulenze a go-go nelle Regioni in cui si è al governo, come dire fate come dico io, ma non fate quel che faccio io, ecco anche di questo renderei conto a Fassina, ma soprattutto chiederei qual è la politica economica del PD, perchè pur ammettendo che Fassina abbia genuinamente cambiato idea, che Ichino non sia una mosca bianca, che Giavazzi sia un quasi maitre-a-penser io non capisco qual è la "proposta". La "proposta", semplicemente non c'è, oltre ad una vuota retorica vagamente "sinistra".

Parliamo, ad esempio, del problema disoccupazione/crisi aziendali, e vediamo che i lavoratori non sono assolutamente tutti uguali: CIG, CIG straordinaria, mobilità lunga e mobilità breve, niente (se è un para-subordinato) insomma anche un lavoratore che sta per perdere il lavoro non sa che cosa ne sarà di lui, per quanto tempo potrà ricevere un simil salario, con quali "ammortizzatori sociali" sarà trattato, le trattative sindacali, insomma il PD non ha nulla da dire? nulla da proporre per rendere "uguali" i lavoratori?

Sulle pensioni: non so quanto di quello che è detto sulle pensioni sia realtà o leggenda, visto che le pensioni erogate sono 173 miliardi e i contributi pari a 149, ovvero la previdenza pagata dallo Stato ammonterebbe a circa 24 miliardi, in cui la parte del leone la fanno gli artigiani, con un disavanzo di 4 miliardi e gli agricoltori, con un disavanzo di 5 miliardi, oltre al disavanzo degli invalidi civili (fisiologico), e non credo che 24 miliardi di euro, pari a circa il 4% del bilancio dello Stato siano questo scoglio insormontabile, certo sarebbe meglio se entrate e uscite fossero pari, ma mi sembra di ricordare che, con le attuali "quote" (anni di lavoro + età) si dovrebbe arrivare al pareggio nel 2016, ovvero fra poco.

Comunque le pensioni sono un bel dilemma, lo schemino è facile, facile, e anche un idiota come me lo ha compreso, ma non trovo l'incompatibilità fra un disavanzo di 24 miliardi (che scemerà nel tempo, per il passaggio al sistema "contributivo") e un qualcosa che non faccia pagare ai giovani sia i vecchi disavanzi che le loro pensioni. Giusto per dire qualcosa di "sinistra". Ma di cui Fassina non parla, e il PD nemmeno.

Marco sulle pensioni: il commento tecnico che mi verrebbe da fare e' "grazie alla mazza". Almeno nel mio settore (credito) mi pare che i contributi totali sfiorino il 40% del reddito lordo; altro che sistema in pareggio, mi aspetterei che in Italia si andasse in pensione dopo 30 anni di lavoro al più! Per la cronaca qui in simpatico paesello francofono centroeuropeo, sono al 24%, e il 16% di differenza mi finisce diretto in tasca. La cosa che mi preoccupa è che nel momento in cui il sistema andrà in pareggio (o inizierà a risultare in utile) dubito che si abbasseranno le aliquote... Si inventerà qualche privilegio per il gruppo di potere di turno.

Almeno nel mio settore (credito) mi pare che i contributi totali sfiorino il 40% del reddito lordo;

Stai confondendo trattenute (quindi compreso IRPEF, INAIL, etc.) con i  contributi INPS, che sono il 33 % mensile. Per tutti.

 

Hai ragione. Quindi il paragone andrebbe fatto tra 33% e 24%; oppure tra ~40% e ~28% (anche qui, mi pare assurdo che i contributi complementari abbiano un costo cosi' diverso); diciamo che ballano comunque 10 punti di reddito. Non sono pochi da mettere sul piatto per l'elettorato che ne trarrebbe beneficio (diciamo < 50 anni?).