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Mr. Stefano e Dr. Fassina

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Faccio notare che l'iniziativa privata nei nidi è già ampiamente presente, peccato che è in genere molto più cara del pubblico (o pensate a cose tipo buono scuola?), salvo si tratti di suore che lavorano gratis perché il loro reddito arriva per altre vie.

Di norma il costo dei servizi pubblici e' molto piu' elevato dei servizi privati, specie in Italia dove il pubblico e' generalmente disfunzionale, malgestito, e ingolfato da rendite e corruzione. La mia stima e' che i nidi pubblici o sarebbe meglio dire statali costino circa il doppio di quelli privati.  Se ricordo bene 15 anni fa si parlava di 8 milioni di lire per un posto di nido statale e 4 milioni per un posto di nido privato, all'anno.

Può darsi, anche se non ne sono certo, ma la retta che pagano le persone in un nido privato, allo stato attuale, è in genere più che doppia di quella pagata in quelli comunali (comunali, non statali, in genere). Inoltre spesso il livello di qualità e serietà educativa non è paragonabile (l'esperienza, certo un po' remota, con i miei due figli - uno al pubblico e uno al privato - me lo ha confermato concretamente, anche se ovviamente non può considerarsi una prova statistica).

Detto ciò, più che asili privati intesi come "aziendine" che comunque non escludo affatto come integrazione e completamento dell'offerta pubblica, mi sembra vincente l'idea delle tagesmutter.

Di norma il costo dei servizi pubblici e' molto piu' elevato dei servizi privati,

con i soliti remarks, spero:

(1) il privato richiede concorrenza o controllo dei prezzi per avere un costo minore per l'utente;

(2) senza vincoli e controlli la qualita' del servizio privato crolla rispetto al pubblico (e a volte piu' rapidamente del costo), e su servizi fondamentali come gli asili e' un fattore da tenere in conto.

Nulla contro il privato, a me andrebbe benissimo anche che questi servizi fossero resi interamente privati, ma solamente se si tengono bene in conto i due punti qui sopra. Altrimenti meglio il pubblico

senza vincoli e controlli la qualita' del servizio privato crolla rispetto al pubblico (e a volte piu' rapidamente del costo), e su servizi fondamentali come gli asili e' un fattore da tenere in conto.

Esempi che supportino questa affermazione?

Quelli che la negano abbondano:

telefonia, TV, treni, trasporto aereo, servizio postale, educazione (a tutti i livelli), servizi sanitari, oltre a, ovviamente, macchine, patate, camicette, panettoni, mutande, scarpe, preservativi, ...

Probabilmente nella fretta mi sono espresso particolarmente male, mi dispiace. Mi riferivo prevalentemente ai servizi "di interesse pubblico" come sanita', educazione, trasporti, e nel commento sopra volevo solo ricordare che privatizzare un servizio pubblico senza avere opportunamente regolato il mercato per quel servizio non ha necessariamente effetti positivi ne' sul costo, ne' sulla qualita', ne' sul loro rapporto.

Sulla questione dei vincoli e dei controlli cerco di scrivere un commento piu' articolato piu' tardi, ora sono davvero di fretta.

Va benissimo, t'immagini. Take your time.

Rimane vero che, anche per gli esempi che citi, il settore privato PRODUCE quei servizi ad un costo più basso e ad una qualità migliore.

COSTO, non prezzo, che è importante. Ciò che conta per la società è il costo. Il prezzo che si osserva dipende dalle modalità del finanziamento: se il finanziamento è, parzialmente o totalmente, pubblico, il prezzo sarà rispettivamente più basso. Ma questa è altra questione.

Sulla regolazione, poi, suvvia: non potremo darci un taglio, almeno qui, con questa storia della "regolazione" e dei "mercati privi di regolazione"? Ma se lo stato regola anche lo spesso della carta igienica e la dimensione dei preservativi? Suvvia, ragazzi, io capisco in TV e fra politicanti, ma questo non mi sembra il posto dove prendersi sempre per i fondelli con le menate retoriche sulla "regolazione".

Il problema della regolazione non è se c'è o meno ma COME regolare e COSA! A queste due domande è MOLTO più difficile rispondere, sia in teoria che in pratica. Pensa solo al successo con cui lo stato regola, per esempio, l'attività privata di costruzione edilizia ... o la circolazione stradale a Roma e Napoli!