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Mr. Stefano e Dr. Fassina

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Risultato: ci teniamo SB e la sua banda.

E se invece... ( si astenga pure dalla lettura chi cerca scientificità, le mie sono solo opinioni in libertà)

Secondo me la questione liberale è imposta dalla storia, come lo fu quella del superamento del comunismo. Allora si fecero crollare un muro addosso prima di provare a muoversi, e ci sono sotto tutt' ora, questa volta persone con un po' di senno potrebbero avere il coraggio di scommettere sul futuro. Un po' di lungimiranza consiglierebbe di avviare subito un dibattito culturale serio nel PD che possa portare ad diversa visione delle varie questioni su lavoro, federalismo etc, spostando il suo baricentro elettorale verso il centro. E gli elettori di sinistra? Quelli non convinti dal cambio si sposterebbero in maggior parte verso IDV e SEL (comunque interni ad eventuale coalizione). I vantaggi sarebbero nel diventare appetibili per l'elettorato di centro e i delusi BS-Lega (si ricordi l' astensione record), che se si vuol vincere bisogna per forza oltrepassare il proprio steccato.

Perchè farlo? Perchè tante posizioni della sinistra nel breve periodo veranno appunto spazzate dalla storia (lo sono di già, ma questo diverrà sempre più evidente) e sarà bene non farsi trovare nel passato quando la realtà verrà a bussare alla porta, pena la sparizione dal panorama politico.

Perchè farlo ora? Per vari motivi: perché l' astensione è forte, perchè il PD è debole e stare al 26 o al 20 % non cambia molto (rischio basso), perché si porterebbe il dibattito politico su un piano nel quale BS mostra i suoi maggiori limiti, perché BS ha deluso ma c' è ancora, e con lui l' antiberlusconismo che renderebbe appetibile elettoralmente e reggerebbe in piedi una coalizione PD-SEL-IDV . (Secondo me poi, un PD come l' attuale senza BS a giro avrebbe ancora inferiori possibilità di vincere, sparito anche il valore antiberlusconista. Ma questi non se ne accorgono, invece di approfittarne dall' avere come avversario uno dei peggiori governi di sempre, ne attendono la fine, quando verranno seppelliti nella loro inconsistenza insieme a lui)

Perchè non succede? Perché è una scommessa rischiosa sopratutto nel breve periodo, e per i dirigenti attuali è preferibile conservare le attuali posizioni di potere. E infatti Bersani pur di non mettersi in gioco chiede Tremonti  premier (e poi vi invitano anche a parlarne !!!). Mi domando però perchè i giovani, che al loro arrivo al potere troveranno un partito fuori dal tempo e magari al 15%, invece non si muovano e spingano.

Servirebbe a vincere? Secondo me aumenterebbe le possibilità, ovviamente usando anche altri accorgimenti. Ossia strutturare una coalizione PD-IDV-SEL con ognuno il suo elettorato da conquistare (PD moderati, IDV legalitari-movimentisti, SEL giovani-nostalgici), volti nuovi (l' effetto novità è fondamentale per avere qualche speranza), candidato premier con credibilità al nord (Chiamparino?), affidarsi ad una agenzia pubblicitaria seria o piuttosto lasciare fare ai giovani (a Vendola è riuscito ed ha vinto), e un minimo di regole interne (es. Di Pietro non le spara più, che s' ha da vincere). Per il programma partirei da liberalizzazioni Bersani 2.0, legge conflitto interessi, privatizzazione due canali rai e nuova legge su sistema televisivo. Le cose importanti da fare sarebbero ben altre, ma il PD non è ne sarà il PLV, quindi tanto non mi aspetto, ma sarebbe un passo avanti rispetto al disastro di governo attuale.

 

A rileggerlo è proprio assurdo. Darò la colpa al solleone.

Floris, io non saprei dire se sia stato il solleone, piuttosto che una digestione difficile. A me, il tuo ragionamento pare solo il frutto della disperazione: non saper come uscire dall'attuale situazione ti porta a trascurare la risposta al quesito che poni di gran lunga piú semplice, che - com'è noto, in ossequio al caro vecchio Ockham - rimame la piú credibile: il PD non sposa una linea di pensiero liberale, ovviamente derivandone azioni concrete, perché si fonda su una cultura distante anni luce da quella necessaria. Punto.

Inoltre, se anche accadesse il miracolo - di tale evento si tratterebbe, con probabilità pari a quella di vincere il superenalotto trovando la schedina milionaria in un tombino, e tenendo gli occhi rivolti al cielo ....... - l'inevitabile necessità di alleanza elettorale con Vendola et similia riproporrebbe il totale blocco operativo già visto nell'indecente governicchio Prodi II, amplificato dall'ipotizzata fulminazione piddina sulla via di Serfdom: la profonda divaricazione di visioni e programmi tra i componenti della nuova "gioiosa macchina da guerra" sarebbe talmente ovvia da spingere una quota di elettori "scontenti" a nemmeno provarci e, naturalmente, è piuttosto improbabile che i simpatizzanti delle due ipotesi culturalmente inconciliabili accettino di buon grado di andare a letto con il nemico.

Ergo, ci teniamo il Berlusca.

Re: Disperazione

GO 26/8/2010 - 01:17

Due domande:

1) l'adozione di una "linea di pensiero liberale" farebbe vincere le elezioni?

2) il berlusca sarebbe il meno peggio?

Re: Disperazione

floris 26/8/2010 - 13:06

Si, probabilmente è la disperazione. E la rabbia e l' incredulità di non aver alternative al pessimo.

Comunque...

La mia insolazione è partita da alcune considerazioni di Giovanni Federico, il quale sosteneva che il PD sia in quache modo immobilizzato nella posizione di perdente dal suo elettorato. Io di questo non sono sicuro, anche se poi vanno tenuti separati i piani di fattibilità dell' operazione e di volontà nel farla.

Sulla fattibilità. Secondo me, mai come in questo momento l' antiberlusconismo è forte nei partiti di sx. Ho conoscenti radicali (per l' abolizione proprietà privata...) che accetterebbero un' alleanza anche con l' UDC (!) piuttosto di togliere il berlusca di mezzo. E Di Pietro ha recentemente dichiarato che si alleerebbe "anche col diavolo". Questo fattore potrebbe recitare un ruolo fondamentale nella formazione di una coalizione. Chi non è d' accordo finirebbe a dare il voto a RC o Grillo e amen, di coloro se ne fa volentieri a meno. Ricordiamoci che quello che conta è il contesto, e allo stato attuale una simile ammucchiata andrebbe a competere con un' altra simillmente improbabile che tiene assieme nazionalisti e secessionisti, Fini e BS. Il PD resta poi in ogni caso il primo partito d' opposizione e per questo credo che sia quello che volendo potrebbe sfruttare al meglio la peculiarità della situazione attuale e il suo elevatissimo potere contrattuale per dettare le condizioni e il programma di coalizione, e lo potrebbe farlo adesso...o mai più, credo. Ovviamente, l' ho già detto, non mi aspetto nessun bianco cavaliere, anche perchè si può forzare poco sul terreno delle liberalizzazione se si vuol vincere in Italia. Sarebbe sufficiente seguire qualche consiglio di Ichino, qualche punto del programma di Marino, un' altra lenzuolata e sopratutto smetterla di puntare sempre sul " tassiamo di più i ricchi" che tanto non funziona. Ecco, secondo me per quanto questa sia una strada difficile è comunque percorribile. Quello che mi sembra di capire invece dai discorsi dei dirigenti invece è che essi si trovano in un momento storico-culturale ostile (ah..la gente non capisce le loro verità...) che li impossibilita a vincere, oppure che il BS è imbattibile. Balle, se si è incapaci o se si vuol perdere non si dia la colpa a coincidenze astrali o mostri imbattibili in Italia e ridicoli all' estero. Penso che anche uno straniero che non conosce l' italiano assistendo ad un dibattito fra esponenti PD e PDL capirebbe subito chi è al governo e chi no. L' esponente PD pensa e agisce da sconfitto e ciò lo si nota già di primo acchito, e infatti immancabilmente perde, ma per sua scelta.

Sulla volontà. Capisco i limiti ideologici di chi è cresciuto in FGCI (quasi tutta la dirigenza). D' altra parte le persone a volte cambiano opinione (in questo sito ci son molti che han cambiato radicalmente idea rispetto allle giovanili infatuazioni socialiste, mi sembra) e nel PD ci sono spinte a guardare avanti, non a caso si è consumata una frattura con la sinistra radicale e ogni tanto anche Fassina dice qualcosa di buono. Per cui le cose son due:

1 Hanno paura a continuare il loro cammino di modernizzazione per il rischio  di perder voti (=potere) a sinistra, come la doppia personalità di Fassina e il rimanere in un insipido limbo che scontenta tutti sulle questioni economiche farebbe pensare. In questo caso secondo me sbagliano e ho spiegato, a mio modestissimo avviso, cosa potrebbero fare.

2 Son proprio tarati, come tu sostieni, e allora non c' è alcuna speranza.