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Mr. Stefano e Dr. Fassina

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Floris, io non saprei dire se sia stato il solleone, piuttosto che una digestione difficile. A me, il tuo ragionamento pare solo il frutto della disperazione: non saper come uscire dall'attuale situazione ti porta a trascurare la risposta al quesito che poni di gran lunga piú semplice, che - com'è noto, in ossequio al caro vecchio Ockham - rimame la piú credibile: il PD non sposa una linea di pensiero liberale, ovviamente derivandone azioni concrete, perché si fonda su una cultura distante anni luce da quella necessaria. Punto.

Inoltre, se anche accadesse il miracolo - di tale evento si tratterebbe, con probabilità pari a quella di vincere il superenalotto trovando la schedina milionaria in un tombino, e tenendo gli occhi rivolti al cielo ....... - l'inevitabile necessità di alleanza elettorale con Vendola et similia riproporrebbe il totale blocco operativo già visto nell'indecente governicchio Prodi II, amplificato dall'ipotizzata fulminazione piddina sulla via di Serfdom: la profonda divaricazione di visioni e programmi tra i componenti della nuova "gioiosa macchina da guerra" sarebbe talmente ovvia da spingere una quota di elettori "scontenti" a nemmeno provarci e, naturalmente, è piuttosto improbabile che i simpatizzanti delle due ipotesi culturalmente inconciliabili accettino di buon grado di andare a letto con il nemico.

Ergo, ci teniamo il Berlusca.

Re: Disperazione

GO 26/8/2010 - 01:17

Due domande:

1) l'adozione di una "linea di pensiero liberale" farebbe vincere le elezioni?

2) il berlusca sarebbe il meno peggio?

Re: Disperazione

floris 26/8/2010 - 13:06

Si, probabilmente è la disperazione. E la rabbia e l' incredulità di non aver alternative al pessimo.

Comunque...

La mia insolazione è partita da alcune considerazioni di Giovanni Federico, il quale sosteneva che il PD sia in quache modo immobilizzato nella posizione di perdente dal suo elettorato. Io di questo non sono sicuro, anche se poi vanno tenuti separati i piani di fattibilità dell' operazione e di volontà nel farla.

Sulla fattibilità. Secondo me, mai come in questo momento l' antiberlusconismo è forte nei partiti di sx. Ho conoscenti radicali (per l' abolizione proprietà privata...) che accetterebbero un' alleanza anche con l' UDC (!) piuttosto di togliere il berlusca di mezzo. E Di Pietro ha recentemente dichiarato che si alleerebbe "anche col diavolo". Questo fattore potrebbe recitare un ruolo fondamentale nella formazione di una coalizione. Chi non è d' accordo finirebbe a dare il voto a RC o Grillo e amen, di coloro se ne fa volentieri a meno. Ricordiamoci che quello che conta è il contesto, e allo stato attuale una simile ammucchiata andrebbe a competere con un' altra simillmente improbabile che tiene assieme nazionalisti e secessionisti, Fini e BS. Il PD resta poi in ogni caso il primo partito d' opposizione e per questo credo che sia quello che volendo potrebbe sfruttare al meglio la peculiarità della situazione attuale e il suo elevatissimo potere contrattuale per dettare le condizioni e il programma di coalizione, e lo potrebbe farlo adesso...o mai più, credo. Ovviamente, l' ho già detto, non mi aspetto nessun bianco cavaliere, anche perchè si può forzare poco sul terreno delle liberalizzazione se si vuol vincere in Italia. Sarebbe sufficiente seguire qualche consiglio di Ichino, qualche punto del programma di Marino, un' altra lenzuolata e sopratutto smetterla di puntare sempre sul " tassiamo di più i ricchi" che tanto non funziona. Ecco, secondo me per quanto questa sia una strada difficile è comunque percorribile. Quello che mi sembra di capire invece dai discorsi dei dirigenti invece è che essi si trovano in un momento storico-culturale ostile (ah..la gente non capisce le loro verità...) che li impossibilita a vincere, oppure che il BS è imbattibile. Balle, se si è incapaci o se si vuol perdere non si dia la colpa a coincidenze astrali o mostri imbattibili in Italia e ridicoli all' estero. Penso che anche uno straniero che non conosce l' italiano assistendo ad un dibattito fra esponenti PD e PDL capirebbe subito chi è al governo e chi no. L' esponente PD pensa e agisce da sconfitto e ciò lo si nota già di primo acchito, e infatti immancabilmente perde, ma per sua scelta.

Sulla volontà. Capisco i limiti ideologici di chi è cresciuto in FGCI (quasi tutta la dirigenza). D' altra parte le persone a volte cambiano opinione (in questo sito ci son molti che han cambiato radicalmente idea rispetto allle giovanili infatuazioni socialiste, mi sembra) e nel PD ci sono spinte a guardare avanti, non a caso si è consumata una frattura con la sinistra radicale e ogni tanto anche Fassina dice qualcosa di buono. Per cui le cose son due:

1 Hanno paura a continuare il loro cammino di modernizzazione per il rischio  di perder voti (=potere) a sinistra, come la doppia personalità di Fassina e il rimanere in un insipido limbo che scontenta tutti sulle questioni economiche farebbe pensare. In questo caso secondo me sbagliano e ho spiegato, a mio modestissimo avviso, cosa potrebbero fare.

2 Son proprio tarati, come tu sostieni, e allora non c' è alcuna speranza.