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Crisi finanziaria, versione 750 miliardi di euro

13 commenti (espandi tutti)

i più colpiti sono stati proprio i dipendenti (soprattutto pubblici),

I dipendenti certo, ma di certo non i pubblici. Quindi la frase giusta è: i dipendenti del settore privato, mentre i dipendenti pubblici hanno avuto aumenti salariali REALI ben cospicui.

È cosa nota che i salari dei dipendenti pubblici, in particolare per ora lavorata ma anche per persona, sono cresciuti per almeno gli ultimi vent'anni più rapidamente di quelli del settore privato.

Un po' di links a caso, che vado di fretta. Se vai sul sito ISTAT puoi trovare dati molto più precisi. Mi dispiace, cari dipendenti pubblici. Checché vi suggerisca la vostra distorta percezione, checché vi racconti il sindacato che lotta per voi rovinando le finanze pubbliche e checché vi piaccia pensare, eravate, siete e rimarrete per il prossimo futuro, dei privilegiati.

http://www.vostrisoldi.it/articolo/retribuzioni-pubblico-impiego-aumenta...

http://www.polisblog.it/post/4564/salari-in-italia-nel-pubblico-aumenti-...

http://www.riviera24.it/articoli/2009/05/24/62101/salari-pubblici-record...

 

Re(4): Zapatero

Malthus 12/5/2010 - 23:58

inoltre son i primi con l'adeguamento istat, per quel che vale è una caratteristica del pubblico

Re(4): caveat

ne'elam 13/5/2010 - 00:19

forse le cose sono un tantinello più articolate. Secondo loro

In all countries the public sector is found to pay more low skilled workers with respect to the private sector, whilst the reverse is true for high skilled workers.

 

Re(5): caveat

Malthus 13/5/2010 - 00:33

discorso valido non solo per i pubblici dipendenti, ma anche per gli assimilabili. BBC insegna che nel 2006 ci furono tempeste per dichiarazioni su questo tema

http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/5159328.stm

Do they account for perks, certezza del posto, ritmi di lavoro, età e modalità di pensionamento, eccetera?

Re(6): caveat

ne'elam 13/5/2010 - 09:04

Do they account for perks, certezza del posto, ritmi di lavoro, età e modalità di pensionamento, eccetera?

no, stando a quanto dicono a pag.8

There are of course several features that are missing from a simple wage comparison which might be relevant. For example, other dimensions of the work package and the work environment such as job security, risk and injury at work, may play a role (Hamermesh and Wolfe, 1990; Sandy and Elliott, 1996).... In this paper, while acknowledging the caveats that the features discussed above may imply, we restrict attention to the public sector pay gap as measured by hourly wages and focus on pay differentials between the public and the private sector that emerge along the entire wage distribution.

 

Il problema è che il sistema Italia non sembrerebbe pensato per pagare meglio gli "high-skilled".

Senza scomodare la fuga di cervelli (ché comunque le leggi di mercato qualcosa significano), mi spiace non trovare i dati da riportare ma in Italia un investimento in formazione universitaria non paga quanto all'estero.  Non paga perché in genere NON forma high-skilled, non forma high-skilled perché NON fa ricerca e non fa ricerca anche perché NON c'é un tessuto produttivo affamato di high-skilled.  Insomma un superbo incontro di domanda e offerta e un circolo vizioso assolutamente letale.

Ripeto, non mi piace andare a braccio senza avere una base numerica, ma la sensazione é che il premium price pagato dal privato agli skilled non sia tale da generare un circolo virtuoso che spinga verso l'eccellenza in maniera sostanziale.

In pratica succede questo:

  • sistema produttivo e sistema formativo si incontrano grossomodo verso un livello di "mediocrità" (parlo di grandi numeri: le eccellenze ci sono, ma per muovere un Paese servono i grandi numeri)
  • lo stato, come ovunque (ma avrei da ridire su questa affermazione), premia i "low skilled"
  • il privato premia gli "high skilled" secondo la propria funzione di utilità (non ho bisogno di tantissimo, quindi ti do un po' di più, ma non troppo)
  • gli "high skilled" si inalberano vedendo che i "low skilled" guadagnano cifre paragonabili, si fanno due conti sulla probabile curva skill/salario e non trovano incentivi ad aumentare la loro professionalità

 

Ribadisco, poi ci sono le persone che sono animate da passione e/o amor proprio (o hanno molto cara la parabola dei Talenti) e trovano motivazioni e mezzi per elevare preparazione e professionalità, ma non sono una massa critica sufficiente.

 

PS: mi riprometto di articolare il concetto con i dati alla mano appena li trovo

 

A parte la deriva OT sull'Italia dovuto all'ora tarda, completo la frittata condendo il mio commento precedente con una semplice constatazione numerica: all'aumentare del livello di educazione, il numero di occupati in Italia diminuisce, ergo o non ho incentivo a ottenere quel livello o, una volta ottenuto quel livello, non mi conviene restare in Italia.

Da notare che la Spagna non ha affatto questo problema, e per i livelli più alti di educazione ha un'incidenza di occupati (a parità di popolazione) più che doppia rispetto alla nostra.

(fonte Eurostat, "Employment by sex, age and highest level of education attained")

Hanno scritto un pezzo interessante proprio su questo argomento su Idee Marginali l'altro giorno.

 

Aggiungerei che c'è anche la questione del valore prodotto dai dipendenti pubblici, che non dimentichiamo è misurato al costo (e non va più bene!).  Gli stipendi saranno bassi rispetto, che ne so, agli svedesi, ma vai in un ufficio pubblico a Stoccolma...

 

Un'altra simpatica differenza, tra lavoratori pubblici e privati è che, spesso, almeno al sud, il dipendente ha una busta paga ufficiale con netto pari a X mentre in tasca gli arriva Y<X.

Non so quanto il fenomeno sia diffuso al nord, però sono certo che al sud è frequente e che, ragionevolmente, risparmia i dipendenti pubblici.

Ps Esistono anche rari casi limite in cui Y=>0. Parlo di gente che lavora gratis, non che lavora per finta.Si tratta di individui che lavorano alcune ore al giorno in cambio dei soli contributi previdenziali. Poi nel resto della giornata si guadagnano in nero quel che serve per vivere.

Ne abbiamo discusso qui.

 

E' possibile che, all'interno del panorama italiano, alcune categorie di dipendenti pubblici possano essere considerate dei privilegiati. Sono d'accordo.  Ma non per tutte.

I privilegi da togliere, secondo il mio modesto parere, dovrebbero essere 1) l'impossibilità di essere licenziati, 2) il legare in qualche modo il salario alla produttività, 3) ridurre il salario di certe categorie di dirigenti.

Nei paesi OCSE siamo al 23 posto per i salari, dopo anche Grecia e Portogalllo...