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Crisi finanziaria, versione 750 miliardi di euro

7 commenti (espandi tutti)

Re(4): caveat

ne'elam 12/5/2010 - 23:19

forse le cose sono un tantinello più articolate. Secondo loro

In all countries the public sector is found to pay more low skilled workers with respect to the private sector, whilst the reverse is true for high skilled workers.

 

Re(5): caveat

Malthus 12/5/2010 - 23:33

discorso valido non solo per i pubblici dipendenti, ma anche per gli assimilabili. BBC insegna che nel 2006 ci furono tempeste per dichiarazioni su questo tema

http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/5159328.stm

Do they account for perks, certezza del posto, ritmi di lavoro, età e modalità di pensionamento, eccetera?

Re(6): caveat

ne'elam 13/5/2010 - 08:04

Do they account for perks, certezza del posto, ritmi di lavoro, età e modalità di pensionamento, eccetera?

no, stando a quanto dicono a pag.8

There are of course several features that are missing from a simple wage comparison which might be relevant. For example, other dimensions of the work package and the work environment such as job security, risk and injury at work, may play a role (Hamermesh and Wolfe, 1990; Sandy and Elliott, 1996).... In this paper, while acknowledging the caveats that the features discussed above may imply, we restrict attention to the public sector pay gap as measured by hourly wages and focus on pay differentials between the public and the private sector that emerge along the entire wage distribution.

 

Il problema è che il sistema Italia non sembrerebbe pensato per pagare meglio gli "high-skilled".

Senza scomodare la fuga di cervelli (ché comunque le leggi di mercato qualcosa significano), mi spiace non trovare i dati da riportare ma in Italia un investimento in formazione universitaria non paga quanto all'estero.  Non paga perché in genere NON forma high-skilled, non forma high-skilled perché NON fa ricerca e non fa ricerca anche perché NON c'é un tessuto produttivo affamato di high-skilled.  Insomma un superbo incontro di domanda e offerta e un circolo vizioso assolutamente letale.

Ripeto, non mi piace andare a braccio senza avere una base numerica, ma la sensazione é che il premium price pagato dal privato agli skilled non sia tale da generare un circolo virtuoso che spinga verso l'eccellenza in maniera sostanziale.

In pratica succede questo:

  • sistema produttivo e sistema formativo si incontrano grossomodo verso un livello di "mediocrità" (parlo di grandi numeri: le eccellenze ci sono, ma per muovere un Paese servono i grandi numeri)
  • lo stato, come ovunque (ma avrei da ridire su questa affermazione), premia i "low skilled"
  • il privato premia gli "high skilled" secondo la propria funzione di utilità (non ho bisogno di tantissimo, quindi ti do un po' di più, ma non troppo)
  • gli "high skilled" si inalberano vedendo che i "low skilled" guadagnano cifre paragonabili, si fanno due conti sulla probabile curva skill/salario e non trovano incentivi ad aumentare la loro professionalità

 

Ribadisco, poi ci sono le persone che sono animate da passione e/o amor proprio (o hanno molto cara la parabola dei Talenti) e trovano motivazioni e mezzi per elevare preparazione e professionalità, ma non sono una massa critica sufficiente.

 

PS: mi riprometto di articolare il concetto con i dati alla mano appena li trovo

 

A parte la deriva OT sull'Italia dovuto all'ora tarda, completo la frittata condendo il mio commento precedente con una semplice constatazione numerica: all'aumentare del livello di educazione, il numero di occupati in Italia diminuisce, ergo o non ho incentivo a ottenere quel livello o, una volta ottenuto quel livello, non mi conviene restare in Italia.

Da notare che la Spagna non ha affatto questo problema, e per i livelli più alti di educazione ha un'incidenza di occupati (a parità di popolazione) più che doppia rispetto alla nostra.

(fonte Eurostat, "Employment by sex, age and highest level of education attained")

Hanno scritto un pezzo interessante proprio su questo argomento su Idee Marginali l'altro giorno.