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Crisi finanziaria, versione 750 miliardi di euro

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Ricolfi non cita un dato che sia uno (tranne quella nella distribuzione dei redditi, dimenticando che correttezza voglia che ci metti anche quelli del Nord, vabbè..),

Non e' vero, LR cita lavori di economia a tutto spiano discorsivamente nel pezzo di Panorama e per esteso nel libro.

parla del "tempo libero" come di una "risorsa a disposizione", non del fatto che magari uno sia a spasso perchè disoccupato, e comunque non dice niente a proposito della definizione stessa,

LR stima il valore del tempo libero citando lavori di economia che non conosco ma presumo siano ragionevoli.  Certo il Sud Italia e' una societa' cosi' peculiare che temo che estrapolazioni economiche come questa siano poco attendibili, anche se ragionevoli per societa' avanzate con mercati competitivi e trasparenti. Devo poi controllare se e come ha tenuto conto del lavoro nero e dell'economia informale nelle sue stime del tempo libero.  Aneddoticamente pero' a me torna che al Sud si gode di molto maggior tempo libero rispetto al Nord.

compie correzioni arbitrarie del rapporto ISTAT (che dà l'indice di povertà di 5 a 1), quindi non cita l'Istat, ma cerca di contraddirlo con definizioni arbitrarie e non suffragate.

Ma come fai a scrivere questo ... LR cita il lavoro recente dell'ISTAT - citato se ricordo bene anche su nFA - che finalmente dopo decenni di imbrogli stima la poverta' tenendo conto del diverso costo della vita tra Nord e Sud.  Le sue considerazioni sono le stesse che avevo dedotto io prima ancora che lo studio ISTAT venisse fatto, e se vuoi ti cito anche i miei commenti su lavoce.info e altri luoghi dove criticavo le precedenti indagini superficiali nel metodo e truffaldine nelle conclusioni sulla poverta' in Italia.

Potrei continuare, ma mi fermo, quello che non sopporto è la "lagna", identica e precisa a quella di tantissimi miei concittadini, che proviene da Ricolfi, che dice: ma non è vero, stanno benissimo, ci

No mi spiace, LR e' per quanto ho letto evidentemente uno studioso serio ed onesto che sa leggere i dati e interpretarli ragionevolmente, e' una persona molto rara in Italia, che merita un encomio speciale.  Sono ben altri quelli che fanno le lagne, a tutte le latitudini.

L.Ricolfi in un capitoletto del Sacco del Nord, che chiama “Gianduiotto 4”, si chiede: “si sta meglio al Nord o al Sud?”. Per lui il PIL come indicatore non va bene, e quindi offre un “esercizio” alternativo per misurare il tenore di vita degli abitanti nelle regioni. Il calcolo si basa su tre componenti:
 i consumi privati, che al Sud sono inferiori dell’11,8% rispetto a quelli del Nord.  I consumi pubblici, che sono al Sud del 29,6% inferiori a quelli del Nord. Fin qui il Sud starebbe peggio. Ma se si monetizza il tempo libero allora ci si accorge che il valore del tempo libero al Sud è 5 volte rispetto al Nord, e sbanca lo sbilancio dei consumi. Ciò, secondo Ricolfi, porterebbe a dire che “il divario c’è ma è a favore del Sud”.
Ma come si calcola il valore del tempo libero di L.Ricolfi? Prendo il salario di riserva a 6,3 euro all’ora (calcolato qui) e lo moltiplico per il monte ore non lavorate, dato dalla differenza tra quelle  potenziali (se il tasso di occupazione fosse quello della regione con il tasso di occupazione più elevato, cioè l’Emilia-Romagna) e quelle effettivamente lavorate nella regione. L’assunzione di base quindi è che una quota di disoccupati, cioè la quota extra rispetto alla regione più virtuosa, ha un tenore di vita in media pari alla media di quelli che lavorano. Cioè parte della disoccupazione al Sud è volontaria e quindi il tempo libero è stato scelto come alternativa al consumo, che però contraddirebbe la definizione stessa di disoccupazione, che non è volontaria. O no?

L.Ricolfi in un capitoletto del Sacco del Nord, che chiama “Gianduiotto 4”, si chiede: “si sta meglio al Nord o al Sud?”. Per lui il PIL come indicatore non va bene, e quindi offre un “esercizio” alternativo per misurare il tenore di vita degli abitanti nelle regioni. Il calcolo si basa su tre componenti:
 [...] parte della disoccupazione al Sud è volontaria e quindi il tempo libero è stato scelto come alternativa al consumo, che però contraddirebbe la definizione stessa di disoccupazione, che non è volontaria. O no?

Finalmente leggo una critica a Ricolfi che segua almeno la lettura e la comprensione di quanto ha scritto. Rispondero' meglio quando ho tempo, pero' faccio alcuni commenti veloci.

Ovviamente non e' il PIL prodotto localmente cio' che stima il livello di vita dei meridionali, perche' esistono massicci trasferimenti di ricchezza a beneficio dei meridionali da parte delle Stato italiano (si vedano ad es. le relazioni della Banca d'Italia di Mario Draghi).  Una stima nettamente migliore del livello di vita sono ovviamente i consumi in termini reali, correttamente utilizzati da L.Ricolfi.

Poi il maggior tempo libero a Sud esiste, e non si tratta solo di disoccupati involontari, ci sono ad es. anche i falsi invalidi, che guadagnano solo fingendo di essere invalidi.  Poi se si volesse approfondire c'e' anche un maggior tempo libero che deriva specie nel settore pubblico da maggiore assenteismo, maggiore nullafacentismo, maggior numero ed esuberi di dipendenti pubblici rispetto le necessita' e rispetto alle altre regioni (basta pensare agli operai forestali).  Tutto questo maggior tempo libero appena descritto non e' stato nemmeno conteggiato da LR.

Comunque sono d'accordo che stimare il valore del tempo libero sia operazione discutibile, se qualcuno la rifiuta puo' comunque prendere i consumi che mostrano che nel Sud si sta solo poco peggio che nel Nord, anche se si produce circa la meta' e si lavora molto meno in termini di ore lavorate, almeno nel settore legale.