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Crisi finanziaria, versione 750 miliardi di euro

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"LR abbia usato le definizioni prevalenti in economia."

Si possono usare tutte le definizioni che si vogliono, ma se si emigra dalla Sicilia alla Lombardia e non viceversa ci sarà un motivo?

Sono i modelli che devono descrivere la realtà, non viceversa e se, e sottolineo se, il modello di ricolfi ha come risultato che in sicilia si vive meglio che in Lombardia, non può che essere sbagliato!

Sul tempo libero, mi taccio, siamo andati troppo OT e non voglio rinfocolare ulteriormente le polemiche.

 

Si possono usare tutte le definizioni che si vogliono, ma se si emigra dalla Sicilia alla Lombardia e non viceversa ci sarà un motivo?

Certamente, il motivo lo spiega anche L.Ricolfi e' che nel Sud c'e' maggiore sperequazione di reddito. La maggioranza dei meridionali sta anche meglio che al Nord, ma c'e' una minoranza molto piu' povera che e' spinta ad emigrare. Questo spiega sia la stima di LR che in media nel Sud si sta come o meglio che al Nord, sia l'emigrazione.

Gli operai delle grandi industrie con contratto collettivo nazionale stanno meglio nel Sud rispetto ai loro colleghi al Nord perche' il loro stipendio vale considerevolmente di piu' particolarmente per l'acquisto di tutti quei servizi in cui l'evasione fiscale e' pressoche' totale, fatto che si aggiunge al minor costo del lavoro nel Sud (es. prodotti agricoli, della pesca, barbieri, ristoranti, collaboratrici familiari).  Specialmente hanno uno stipendio che vale molto di piu' i dipendenti pubblici, che hanno un salario esattamente uguale qualifica per qualifica, senza nemmeno i parziali aggiustamenti di mercato che agiscono nel settore privato della grande industria non pesantemente assistita.

In generale gli occupati regolari del Sud stanno meglio dei corrispondenti occupati regolari del nord, e questi corrispondono alla maggioranza della popolazione meridionale attiva.  Il prezzo del maggior benessere degli occupati regolari del Sud e' la poverta' dei restanti meridionali che rimangono inoccupati perche' lo Stato non assorbe ancora il 100% degli aspiranti statali e i salari privati sono sproporzionati alla produttivita'.  Questi sono quelli che vengono costretti all'emigrazione, mentre la grande maggioranza degli occupati regolari nel Sud Italia non pensano per nulla ad emigrare e se qualcuno volesse spostarli a Nord a parita' di stipendio secondo me farebbero le barricate.

LR riporta tutti i numeri e mostra che il vero problema del Sud non e' tanto la produttivita' per addetto (80% di quella del Nord) ma piuttosto la minore occupazione rispetto al Nord che sottrae a spanne un altro 30% di PIL pro-capite.  Se i salari venissero ridotti del 20% a Sud gli occupati regolari starebbero nelle stesse condizioni di quelli del Nord, in media, e probabilmente il tasso di attivita' migliorerebbe del 30% arrivando al livello di quello del Nord, aumentando il PIL pro-capite del Sud rispetto ad oggi, riducendo l'attuale incivile sperequazione dei redditi causata primariamente dallo Stato che aumenta le ineguaglianze del Sud in due modi diversi: 1) iper-pagando i dipendenti pubblici e alzando la media dei salari degli occupati regolari rispetto alla produttivita', e quindi causando inoccupazione dei meno ammanicati 2) sprecando la spesa pubblica per stupidita' e/o corruzione/ruberie senza provvedere efficientemente quei servizi pubblici gratuiti che avvantaggiano i segmenti piu' poveri di popolazione, riducendo appunto l'ineguaglianza dei redditi.  Tutto cio' e' documentato quantitativamente da LR e risulta complessivamente coerente e ben argomentato. E l'emigrazione non lo contraddice ma lo conferma.

"la maggioranza dei meridionali sta anche meglio che al Nord"

Credimi, senza alcuna intenzione di far polemica, ma mi sa che conosci poco la realtà meridionale.