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Crisi finanziaria, versione 750 miliardi di euro

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Non è per spirito "di parte" (l'ho detto chiaramente, del resto, in altro commento: sono stato con i Radicali dal '72 a metà '96, quindi non è un mistero per nessuno: parlo in totale trasparenza) ma perché condivido lo spirito dell'iniziativa che segnalo un documento interessante. L'accento non è  su "chi" ma su "cosa". Questo è solo un aspetto del "costo della casta", assai poco pubblicizzato dai media italiani, forse  per ovvie ragioni di finanziamento pubblico ai giornali ecc..

Come sia, a questo link trovate i "Conti segreti della Camera" , ottenuti su supporto cartaceo dopo lungo batti e ribatti col Presidente Fini. Si tratta dei conti relativi a contratti e consulenze.

Cliccando sul link "cartaceo" è possibile avere copia dei documenti cartacei così come forniti dalla Camera. In alto a destra, il pulsante "Regolamento CdD" rimanda a una pagina contenente i Regolamenti della Camera e, in calce, si scarica un documento (il terzo: "Bilancio della Camera e Regolamento contabilità").   

Non so quanti sono a conoscenza poi, del fatto che i bilanci dei sindacati (Patronati a parte) fino a pochi anni fa (non so ora, ma temo che non sia cambiato molto) di fatto non esistono: voglio dire che chi volesse ricavare i loro bilanci complessivi a livello nazionale, dovrebbe avere la pazienza di ricostruirli Provincia per Provincia. I Patronati, poi, sono un altro (e oscuro) capitolo a sé. Sommando questo fatto all'altro delle trattenute automatiche in busta paga e automatica applicazione  della trattenuta sulla pensione di reversibilità, si può capire (quante vedove vano a controllare e quante danno disdetta? Operazione, peraltro, non semplicissima) di quali rendite di posizione (e incostituzionalità) goda anche questo ramo della casta.

Se questa è la concezione della cosa pubblica che ha il mondo politico e sindacale italiano, il resto mi pare corollario, anche se produce spesa allegra le cui cifre sono ben altrimenti consistenti. A volte non so se appellarmi all'anima di Luigi Einaudi o a quella di Sigmund Freud, ma temo che ambedue forse non bastino :)

Fino a qualche anno fa (non so veramente quanti, da zero se è ancora così, a 15 se la situazione è cambiata da quando ne sono venuto a conoscenza io) i sindacati non avevano l'obbligo di fungere da "sostituto d'imposta" potevano quindi "legalmente" pagare consulenze in nero.

Scrive Figà Talamanca

Fino a qualche anno fa ... i sindacati non avevano l'obbligo di fungere da "sostituto d'imposta" potevano quindi "legalmente" pagare consulenze in nero.

ecco: e peggio mi sento :)