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Crisi finanziaria, versione 750 miliardi di euro

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Sono pienamente d'accordo. Per quanto ne so, il "valore legale" dovrebbe assicurare omogeneità di preparazione dei laureati su tutto il territorio nazionale. E, di conseguenza, garantire anzitutto la pubblica aministrazione quando richiede 10 biologi o 5 avvocati. A parte che ormai sempre crescenti specializzazioni e indirizzi nelle discipline fanno sì che un biologo non sappia necessariamente fare analisi di laboratorio e un altro, magari,  sappia assai poco della fauna marina, quindi spesso le ASL nell'indire concorsi chiedono i "curricula" (cosa che dovebbe essere illegale), questo parrebbe avere come conseguenza non secondaria che le circa  100 Università italiane siano finanziate a pioggia e non secondo meriti scientifici. Praticamente, abbiamo 100 centri  di eccellenza (o, che è lo stesso, di non-eccellenza: dove tutti, sulla carta eccellono, nessuno eccelle). Il valore legale, poi, mi pare abbia lungamente illuso gli italiani circa il fatto che il titolo desse automaticamente lavoro e sappiamo bene tutti che così non è. Lo sottolineò ripetutamente e con forza, del resto, Luigi Einaudi (v., per es., «Vanità dei titoli di studio» scrito nel 1947 e riportato nel II vol. de "Il buongoverno", Universale Laterza).

Albi ed Ordini, poi, a parte eccezioni, sono un vero anacronismo. A partire da quello dei Giornalisti, che mi pare una grossa palla al piede della libera informazione.  In genere temo proprio che per lo più non garantiscano né i cittadini né i professionisti iscritti, dato che sono controllabilissimi politicamente e che costituiscono altrettanti monopoli. Mille volte meglio, per restare nel mio campo, il sistema in vigore in USA, dove gli architetti sono rappresentati da libere associazioni professionali (la più nota è l'A.I.A.: American Insitute of Architects) in concorrenza tra loro.

Del resto, Carlo Scarpa, Marcello Nizzoli, Silvio Radiconcini, Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, solo per citarne alcuni, non erano nemmeno laureati. Eppure ... Ho recentemente conosciuto un architetto olandese che lavora in Italia: a mio parere è davvero uno dei migliori che mi sia mai capitato di conoscere, per bravura e competenza. Non è laureato. E' stato fino a poco tempo fa uno dei componenti del gruppo olandese MVRDV, notissimo in tutto il mondo. In Italia non può firmare progetti, ma c'è la coda per avere la sua collaborazione. Ci prendiamo in giro, allora? Temo di si, dal momento che Richard Meier, uno dei 10 migliori al mondo, per realizzare la splendida Chesa di Tor Tre Teste a Roma per il Giubileo 2000, ad almeno 65 anni compiuti, forse più, ha dovuto sostenere l'Esame di Stato in Italia. Ha del grottesco e fa sorridere, ma è proprio così :)