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Cose lette

23 commenti (espandi tutti)

Quello che manca in questa rubrica è un elenco di libri che non sarebbe male leggere per quelli che come me amerebbero buone letture di divulgazione o divagazione intelligente sull'economia. Lo so che se ne trovano molti, ma sono piuttosto deludenti. Non dico necessariamente una traslazione dal tecnico al discorsivo, magari anche sulo una raccolta di osservazioni acute sull'argomento. Non deve essere necessariamente qualcosa nè di esaustivo nè per forza di cose condivisibile in tutti i suoi contenuti. anche un semplice e breve elenco, buttato li tra un post e l'altro.

Guarda, Stefano, questa è una domanda che ci fanno molti lettori, moltissimi. Il fatto vero è che IO NON NE CONOSCO NEANCHE UNO di libri così.

Conosco manuali da graduate school, che a me sembrano semplici ma poi non lo sono per nulla. O testi da undegraduate, che però semplificano così tanto che finiscono per descrivere quella che io chiamo "Mickey Mouse Economics", ossia banalità. Certo, ci sono manuali di contabilità nazionale o cose del genere, ma sono noiosissimi.

Paradossalmente, a mio avviso, le migliori cose da leggere, se non si ha una base matematica ed analitica solida, sono i testi dei classici: Smith, Ricardo, Marshall o il "Price Theory" di Milton Friedman (introvabile e costosissimo). Se uno ha pazienza, allora tanto vale cominciare da i Principles of Economics di Samuelson, saltando la parte dove straparla della sintesi neoclassica e del modello "keynesiano". Tanto un lettore attento capisce al volo la differenza di qualità fra quella parte ed il resto.

Oppure aspettare un paio d'anni, quando uscirà il manuale dialogato che Marco Ardemagni ed io stiamo provando a scrivere da un anno a questa parte ... certo che, finché continuo a scrivere qui col cavolo che finiamo il libro!

:-)

P.S. Mi ero autocensurato per effetto delle boiate che scrive negli ultimi anni. Ma le prime cose divulgative che Paul Krugman scrisse, prima di trovare Robin e diventare Batman, erano buone. Solo che è passato così tanto tempo che non mi ricordo nemmeno più come si intitolavano ed anche su Amazon ... trovo solo le boiate recenti. Qualcuno si ricorda i titoli? Erano divulgazione fatta bene, tutta scritta prima del fatidico 2000 circa.

Forse il libro di Krugman a cui ti riferisci è "Economisti per caso". L'ho letto di recente e consiste in una raccolta di articoli dell'autore scritti effettivamente prima del 2000. E' il mio primo libro di economia divulgativa (ma anche non divulgativa), per cui il mio parere vale poco. Comunque, pur non conoscendo la materia, l'ho trovato solitamente interessante e ben scritto.

A dire il vero un poca di matematica la mastico, quindi mi stimolerebbe di più un libro con qualche calcolo piuttosto che solo parole (se non sbaglio c'è una sola tabella numerica in tutto il libro).

Ah ecco, mi è rimasto particolarmente impressa una spiegazione sul perché troppa poca moneta circolante mandi in crisi l'economia: ha fatto l'esempio di una cooperativa di babysitting, dove ogni famiglia partecipa fornendo servizio ma anche fruendo del servizio. Ad ognuno vengono dati dei cartellini che possono cedere al babysitter per ottenere la prestazione. Ha spiegato che se i cartellini sono meno del necessario, le famiglie cominciano a voler accumulare cartellini e questo blocca il "sistema".

 

Segnalo Elementi di economia politica - Palmerio Giovanni - Cacucci, Bari (non metto link perchè si trova un pò ovunque anche con sconto).L'ho prestato ad amici capre in matematica (non che io sia una scheggia ;) e lo hanno trovato semplice. 

E' veramente molto facile da leggere, le formule minime indispensabili, molti grafici ed esempi piuttosto accessibili. Non sono capace di collocarlo nella scala che va da Mickey Mouse Economics ai manuali undergraduate, però è adottato nelle università italiane come testo del primo anno, anche in alcune facoltà di economia.

 

Paradossalmente, a mio avviso, le migliori cose da leggere, se non si ha una base matematica ed analitica solida...

Ma se invece uno ha una solida preparazione scientifico/matematica ma alcuna base economica cosa consiglieresti come testo di sintesi? In particolare mi interesserebbe capire come siano costruite le teorie macroeconomiche più formali.

Oppure aspettare un paio d'anni, quando uscirà il manuale dialogato che Marco Ardemagni ed io stiamo provando a scrivere da un anno a questa parte

Da milanista credo che non possiate procedere speditamente perchè, da un po' di tempo, vivete in una celebrazione continua (vi immagino in casa ed in ufficio con atmosfere tipo Carnevale di Rio: musica samba a tutto volume, ballerine brasileire in bikini nerazzuri, mojito a fiumi), eppure sarebbe un libro utilissimo. Sia per chi posta chiedendovelo, sia per chi posta senza chiedervelo ma, si capisce, ne avrebbe bisogno (mi metto tra questi). La mancanza di libri di divulgazione espone tutti noi "non addetti ai lavori" ai bacilli delle teorie superfisse ed ai virus delle ricette Voltremontiane senza nemmeno una vaccinazione di base. Oltretutto sarebbe un libro a cui non mancherebbero i passaggi radio promozionali (anche se, purtroppo, non più la domenica sera:-( ).

Vabbé spero che in futuro abbiate più tempo da dedicargli!

 

 

 

"Price Theory" di Milton Friedman (introvabile e costosissimo)

Trovato (e comprato) su Amazon.co.uk a £27.50. Se MB dice che e' costosissimo lo rivendo a $400 :-)

e se si ha la base matematico analitica ma non quella economica? (e poco tempo)

grazie

Samuelson non va bene, perchè deve essere un libro di lettura, non un manuale. Un libro intellettualmente complesso perchè l'economia è difficile, ma che deve avere un che di letterario.

Pensavo ad una cosa tipo Hofstadter: Godel, Escher, Bach, ......

Il libro intervista è un'ottima idea, anche se a quindici anni mi sono imbattuto in quello di Galbraith e mi sembrava una min ... allora, figuriamoci oggi. Secondo me il libro DEVE essere complesso.

Sono sicuro che, editore permettendo, il tuo lo sarà.

Ai suggerimenti di Michele io toglierei i classici, che secondo me uno non capisce senza conoscere bene la teoria economica successiva (per questo sono classici), e aggiungerei Economic Theory di Gary Becker, che e' libro che Becker ha scritto per soppiantare Price Theory di Friedman nel corso di primo anno a Chicago che Becker ha avuto in eredita' da Friedman stesso. Questo non significa che il libro  sia meglio dell'originale di Friedman (non lo e'), ma ne e' un ottimo complemento. Credo ci sia una nuova edizione. 

Forzandosi qualcosa d'altro esce. Oltre al testo di Becker, me ne vengono in mente altri due, sempre dei tempi andati ma magistrali. Economics of Public Issues, di Douglass North ed altri due coautori, e Political Economy an Introductory Text, di Ned Phelps. 

Non date ascolto a quel pessimista di Alberto, i classici che ho menzionato sono leggibilissimi ed affascinanti. Occorre saper saltare le parti "datate", che sono tante: non perche' siano difficili, ma perche' sono noiosissime. Sia Smith che Marshall perdono decine di pagine a discutere dettagli dell'epoca, ovviamente perfettamente irrilevanti per il lettore odierno. Ma non e' difficile, si notano subito. E, ripeto, i concetti fondamentali sono spiegati benissimo e senza formule astruse.

Prof. Boldrin,

potrebbe gentilmente fornire il titolo di uno di quei manuali da graduated school a cui accenna, possibilmente con uno scope il più vasto possibile, che le sembra valido. Da parte mia, pur non essendo un economista, ho una preparazione matematica abbastanza solida (Ingegneria automatica)

Grazie

Fabrizio Bigioni

A me è piaciuta la prima parte del libro di Irving Fisher "The Theory of Interest". Si trova su econlib, dove ci sono molte pubblicazioni interessanti. Soprattutto scritta in un linguaggio comprensibile anche alla capra che sono :-)

Se cerchi un libro alla "freakonomics" ma un pelino piu' serio, il mio preferito e' the armchair economist (preferito tra gli unici tre che ho letto: freakeconomics, the undercover economist and armchair economist .... aspettando che Michele scriva the undercover freak-economist on the armchair) 

Io undercover economist l'ho letto in italiano. E' semplice però non è sistematico. Se sai già le cose ti diverti, se non le sai comprendi quello che dice però secondo me non ti da l'infarinatura di economia che cercano i lettori di nfA.

Gli ho dato un'occhiata perche' volevo consigliarlo ad un amico, ma mi sono fermato un po' incazzato dopo 15 pagine in cui faceva contorsioni mentali per spiegare perche' i prezzi dei beni commerciali sono 9.99 e non 10 (ed il motivo, secondo lui, non era quello ovvio). L'intento era descrivere come pensa un economista. Non ce l'ho fatta mi sembrava scritto da un demente. Magari il resto del libro e' decente, fatemi sapere.

Non essendo un economista, non saprei se l'intento di descrivere come questi pensano sia stato raggiunto o meno. Però avevo letto il libro, prima di conoscere nfA, e l'avevo trovato facile e divertente. Spiegava in modo semplice i concetti di "esternalità" e svelava alcuni errori di valutazione causati dal cosidetto "buon senso" e dall'utilizzo del "modello superfisso" (anche se Hartford non lo chiama così).

In generale i concetti che ho trovato espressi nel libro li ho poi ritrovati espressi su nfA. Si tratta di concetti base (credo non molto di più di quello che Boldrin chiama "Mickey Mouse economy") ma, se vogliamo valutarlo semplicemente come "libro di divulgazione", io credo che svolga degnamente il suo compito.

Forse hai ragione, sull'esternalita' e' meglio. Confesso che la prosa da saputello che tenta di stupirti mi infastidisce un po', ma e' una cosa personale.

Secondo me il libro

Per chi non è economista, ma ha un'infarinatura di Economia, è divertente e comprensibile.

Per chi non è economista, NON ha un'infarinatura di Economia, è divertente e sembra anche sagace perchè dice in modo chiaro cose che ignoravi (non lo definirei divulgativo, direi che intrattiene informando un pò come De Crescenzo, per me  Piero Angela è divulgativo).

Per chi è economista credo che possa apparire banalotto e non particolarmente divertente.

Infatti io l'ho definisco "divulgativo" perchè per me De Crescenzo è "divulgativo"! :-) Però credo che la tua definizione sia più esatta (soprattutto riguardo De Crescenzo).

 

De Crescenzo non mi convince...da piccolo ho letto qualcosa, ma devo dire che quella sua storia della Guerra di Troia con gli intercalari in napoletano, per non parlare di Socrate che nel suo libercolo diventa gay, mi fanno pensare più a Marisa Laurito che a buona divulgazione filosofica...ce l'avete presente quella napoletanità sguaiata, tronfia e sempre "co a pummarola in goppa"? Ecco, siamo lì anche con De Crescenzo. Voglio dire, per fare ottima divulgazione filosofica mi vengono in mente Nagel, Dummett o Nozick, che hanno scritto anche ottima divulgazione. Non so se è vero che per fare buona divulgazione bisogna aver fatto prima buona ricerca... voi cosa ne dite?

Siccome molte volte nei commenti risorgono questioni filosofiche collegate all'economia, come divulgazione di alcuni temi segnalo: questo e quest'altro.

Fermo Marco! Nessuno ha detto che De Crescenzo faccia "dell'ottima divulgazione filosofica". Anzi, anche a me De Crescenzo non piace (avevo provato a leggere: "Così parlò Bellavista"). Però si tratta di intendersi sul termine divulgazione: vedere a chi è rivolta, a che "livello".

Una mia amica tedesca era entusiasta di un libro di De Crescenzo sulla filosofia greca. Diceva che introduceva divertendo la gente semplice ad argomenti che solitamente veniva considerati barbosi.

Il libro non l'avevo letto ma incassai volentieri i complimenti ad uno scrittore italiano (una volta che capita!).

Non chiamiamola "divulgazione" chiamiamolo "intrattenere informando" ma, se effettivamente le cose stanno come mi diceva la mia amica, mi sembra una cosa carina. Bisogna pensare che sono rivolti a gente che solitamente legge Giacobbo o Rosemary Altea. Mi sembra comunque un miglioramento (anche se Nietzsche probabilmente non sarebbe d'accordo).

PS
Dimenticavo: grazie delle segnalazioni !