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Cose lette

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Adriano, non condivido.

Per due ragioni: l'idea è banale, e non serve scomodare il senso comune per provarlo (tu mi rispiarmierai la lista di citazioni, spero ...). È tanto banale che è il punto di partenza di tutta la teoria economica positiva, non so se basta ...

L'altra ragione è che, invece, sul piano normativo l'idea è demenziale e vuota. Perché, sul piano normativo, la filosofia della politica non può fare a meno di chiedersi come raggiungere il "bene" (poi deve anche preoccuparsi di discutere cosa sia questo fottuto "bene") tenendo conto del sistema di incentivi che muove la gente (fra i quali, ovviamente, il desiderio di potere va incluso). Noi economisti chiamiamo questa cosa "disegno di meccanismi" e per quanto ci riguarda sono tutte cose scontate. 

L'unico fatto interessante, almeno filosoficamente, è perché valga la pena (meglio, si debba) porsi il problema del "bene" e di come raggiungerlo e di come definirlo pur nella consapevolezza profonda che tale "bene" non può probabilmente nemmeno essere definito e che, deep down, a nessuno gliene frega un beato nulla del "benessere sociale". Un po' come la nostra vecchia storia del libero arbitrio ...

Ma questo non è certo il problema che Geuss si pone, ossia che per vivere assieme occorre far finta di essere "buoni" fino ad arrivare al punto di quasi convincersi/costringersi di/ad esserlo ...

nessuna citazione e, by and large we agree.

Geuss has a specific target (the academic moral philosophy.) These dudes, and there're scores of them, have a hard time precisely in indicating that the system of incentives is given by -inter alia-  the power-starved nature of humans, and even more of non-powerful policy wonks. It is a point that is trivial is that everyone knows that, politicos included, but the academia does not say it, minus or plus the economists who have a clear idea of what they are talking about (not too many, IMHO.)

Secondly Geuss is part of a trend of epater le bourgeois, hence the fascination with Vladimir Ilich that plagues his recent writings, shared by some-

On the good and its mysteries muss man schweigen.

 

What we cannot speak about we must pass over in silence

 

lwFile:Wittgenstein1930.jpg


muss man schweigen.

To santoea, ke ti eo sa ke el tedesKo no eo so!

Ok, stiamo zitti.

P.S. Godblessgoogletranslate!

 должны молчать. = bisogna tacere. :-)

Visto che vado a ruota libera, dico che a me e' piaciuto oltre a "Cuore di Cane" di Bulgakov (Михаил Афанасьевич Бульгаков, dove in realta' il messaggio principale era che il trapiano dell'ipofisi di un uomo "cattivo" in un cane "buono" ha trasformato il cane in "cattivo"... ho anche il film in originale russo), pure il classico "Il Maestro e Margherita".

Fine OT :-)