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Supergulp! Boldrin in tivvù

30 commenti (espandi tutti)

In onore di Michele sono venuto meno alla mia sana abitudine di non guardare la TV. Devo dire che sono un pò deluso perchè il nostro mitico meritava più spazio, Floris ha arginato la cagnara in modo un pò debole e ha fatto (stra)parlare troppo Lupi.

Per i prossimi 3 giorni la registrazione della trasmissione la trovate qui

E' un pò pesante, (1.4Giga) lascio ai più capaci l'alleggerimento del file e la collocazione su storage definitivo.

Ps Ma poi quando la fondazione parte e ci sono i fondi la facciamo una bella mediateca dove raccogliere i video e i pdf dei vostri interventi? 

grazie per la registrazione.

voilà la prova che Lupi legge Slovenia e dice Spagna

lupi

voilà la prova che Lupi legge Slovenia e dice Spagna

Non calcherei troppo la mano su questo punto, e' sbagliato replicare ad argomenti faziosi e fasulli con simile faziosita' e falsita'.  Si legge nel foglio anche il nome della Spagna, che ci ha superati nel 2006 mentre Grecia e Slovenia, secondo stime FMI ci dovevano/dovrebbero superare nel 2009-2010.  Nel 2011 probabilmnente sapremo se lo hanno fatto, non lo escluderei a priori, specie la Slovenia.

Stando alle grida di Lupi, dopo la crisi si sarebbe capito che la crescita della Spagna era fasulla / drogata mentre la posizione italiana era piu' solida e resistente.  Come ha chiarito Michele, stando ai dati di oggi, le fantasie di Lupi, pur diffuse nel circo politico- mediatico italiano, non corrispondono alla realta', che comunque conosceremo meglio nel 2011 - 2012.

  • anche dopo la crisi il PIL PPP stimato della Spagna rimane uguale o maggiore di quello italiano, anche se questo Paese era molto piu' povero di noi 10 anni fa
  • la percentuale di disoccupati spagnola e' molto superiore alla percentuale italiana, pero' la frazione di popolazione da 15 a 65 anni che lavora in Spagna (occupazione) rimane superiore
  • il deficit statale spagnolo e' molto superiore a quello italiano, ma si tratta probabilmente di un picco transitorio legato primariamente alla crisi (lo vedremo nel 2011 e 2012), in ogni caso il debito/PIL spagnolo rimane nettamente inferiore a quello italiano

in parte hai ragione. se però si vuole spaccare il capello Lupi, parafrasando la "profezia" di Boeri, usa il futuro quindi si riferisce alla frase che cita Grecia e Slovenia. La Spagna ci aveva già superato. insomma, una (piccola?) manipolazione...

Al di là dei numeri, che avete ampiamente documentato, vi chiedo: ha senso parlare di qualità della crescita? Cioé, mi pare di capire che l'assurdità di cui vaneggiano i politici è: l'Italia è cresciuta poco ma ha prodotto principalmente beni industriali e di consumo; la Spagna è cresciuta molto, ma una fetta enorme di questa crescita è dovuta alle costruzioni (di case ora vuote). Se il Pil è uguale ai redditi dei fattori, io onestamente non vedo differenze. Ce ne sono? 

PPP

amadeus 26/5/2010 - 15:15

Come avevo lasciato intendere nel mio commento precedente ho qualche perplessità nel confronto, spesso citato,  tra PIL pro capite spagnolo (e greco, anche se la Grecia nel frattempo è stata "giustiziata" dal mercato) vs. quello italiano. L'aggiustamento che viene effettuato per la PPP implica che i prezzi spagnoli (e greci) siano in media sostanzialmente inferiori rispetto a quelli italiani. Ciò è possibile perchè Spagna e Grecia, che negli ultimi anni sono cresciute assai più dell'Italia, partivano più indietro, sia come livello di sviluppo che come livello di prezzi, pur scontando negli ultimi anni un aumento dei prezzi più elevato. Tuttavia questi paesi mostrano anche un deficit import-export assai più elevato rispetto a quello italiano e ciò indica un rapporto prezzo / qualità dei prodotti mediamente peggiore rispetto all'Italia. Tenuto conto che si tratta di paesi che da diversi anni condividono la stessa moneta non vi sono più distorsioni dovute alla volatilità del tasso di cambio (che invece renderebbero indispensabile un aggiustamento per PPP).

In aggiunta, si può notare che da qualche settimana il rendimento dei titoli di stato spagnoli ha superato quello dei titoli italiani mediamente di 10/15 bp, nonostante la Spagna abbia un rapporto debito /PIL chè è intorno alla metà di quello italiano (e, apparentemente, tra i migliori della zona euro). Questo significa che per gli investitori le prospettive economiche spagnole non sono attualmente migliori di quelle italiane (forse lievemente peggiori).

A naso tutto ciò potrebbe indicare la presenza di qualche tipo di "inconsistency". Naturalmente la possibilità che il confronto Italia - Spagna sia tuttora leggermente più favorevole per l'Italia nulla toglie alla gravità della situazione attuale (mal de muchos, consuelo de stupidos), contrariamente a quello che il sig. Lupi vorrebbe far credere (e con ciò è chiara anche la categoria alla quale il citato sig. Lupi appartiene...). 

 

Re: PPP

michele boldrin 26/5/2010 - 16:08

tenuto conto che si tratta di paesi che da diversi anni condividono la stessa moneta non vi sono più distorsioni dovute alla volatilità del tasso di cambio (che invece renderebbero indispensabile un aggiustamento per PPP).

La determinante fondamentale delle differenze nei prezzi di beni/servizi omogenei in diversi paesi NON è la volatilità del tasso di cambio ma il prezzo della terra e del real estate, fondamentalmente, che si riflette sui prezzi dei servizi non commerciabili i quali sono una parte sempre più grande del consumo totale. Questo non vuol dire che il tasso di cambio oscillante non conti, solo che NON è né l'unica né la principale determinante.

Detto in parole povere: ceteris paribus, le case costano meno a Madrid e Barcelona che a Roma e Milano, quindi di meno costano parrucchieri, ristoranti, medici, cameriere, imbianchini, servizi sanitari, alberghi, avvocati, masasggiatori, eccetera ... sino al servizio di taxi ed alle "escorts". Il caffé espresso, invece, costa (parecchio) di più, guarda caso!

Re(1): PPP

alex 26/5/2010 - 16:31

Non so in Spagna, ma in Germania costa tanto di più ed è inspiegabilmente di qualità peggiore (notoriamente inbevibile)... :) 

Sono finalmente riuscito ad ascoltare i suoi interventi di ieri. Complimenti!

Non fossi felicemente unito ad una ragazza italianissima, farei di tutto per solcare l'atlantico, e farmi prendere da lei per un PhD!  

Re(1): PPP

filippo bruno 26/5/2010 - 20:16

la determinante fondamentale delle differenze nei prezzi di beni/servizi omogenei in diversi paes NON è la volatilità del tasso di cambio ma il prezzo della terra e del real estate, fondamentalmente, che si riflette sui prezzi dei servizi non commerciabili i quali sono una parte sempre più grande del consumo totale. Questo non vuol dire che il tasso di cambio oscillante non conti, solo che NON è né l'unica né la principale determinante.

 

Il rapporto tra il prezzo del classico haircut a Mumbai vs Francoforte non è funzione in sostanza del rapporto tra le produttività medie del lavoro (o capitale pro capite, etc), per cui un'ora del tedesco unskilled acquisterà 1 haircut a Francoforte ma 10 haircut a Mumbai, dove esso costa sempre un'ora di un indiano unskilled- mentre l'identico TV set costerà 20 ore del tedesco unskilled ma 200 dell'indiano unskilled? Insomma le ragioni di scambio tra traded e non traded goods? Posto che immagino molto alta la correlazione conil rapporto tra i prezzi delle proprietà reali non strumentali (a parte i real estate cycle ed fattori di scarsità per cui nel centro di Mumbai come è noto la casa costa come a Londra...). Conto sulla clemenza in caso di strafalcioni.

 

 

Re(1): PPP

massimo 28/5/2010 - 08:33

Ma questo come spiega il caso della Germania le case a Berlino e a Francoforte costano molto meno che a Roma o a Milano, ma i servizi costano più o meno lo stesso.

Non vorrei dire stupidate, ma a naso in Germania l'ossessione per la casa di proprietà come bene rifugio è minore forse per mentalità, forse per leggi che favoriscono l'affitto questo potrebbe aver portato ad un calo del prezzo delle case (per compensare la minore domanda) oppure esistono motivi contingenti (hanno costruito un quartiere nuovi)

Re(3): PPP

MünchnerFax 28/5/2010 - 13:47

Mah direi né l'una né l'altra cosa. Mi sembra che sia più semplicemente e prosaicamente un sano e consapevole effetto di mercato libero (faccio una bella listina numerata, in quanto ingegnere sono fissato):

1) ai tedeschi in genere non piace vivere nelle grandi città e preferiscono la casa unifamiliare in paese (ciò spiega l'urbanizzazione abbastanza sparsa della Germania e la dimensione tutto sommato modesta della maggior parte delle città)

2) nel caso di Berlino, c'è semplicemente troppa offerta di case e scarsa domanda (a parte politicanti e burocrati, nessuno si trasferisce a Berlino perché il lavoro è da altre parti)

3) il controesempio: a Monaco, dove c'è una forte immigrazione anche interna e l'offerta non è altrettanto abbondante, sia i prezzi d'acquisto che i canoni d'affitto sono più o meno quelli di Milano.

Fabrizio

Grazie per le delucidazioni.

PS

Tu non trovi che, rispetto a noi italiani, i tedeschi siano meno legati al concetto di "farsi una casa" e più propensi all'affitto?

Re(5): PPP

MünchnerFax 28/5/2010 - 15:20

Mah su due piedi non saprei, tendo a darti ragione. C'è da considerare che i tedeschi sono di gran lunga meno stanziali degli italiani e vanno dove li porta il cuore il lavoro. Se il mercato del lavoro è così mobile e non so dove sarò tra ics anni (con x < 10), è chiaro che abitare in affitto è l'opzione più sensata. (A meno di comprare a prescindere e poi, se devo spostarmi, do in affitto quell'abitazione e ne affitto io stesso un'altra nella nuova città; ma chi me lo fa fare di sobbarcarmi rogne, pensano in molti) Quando uno poi raggiunge un'età o un punto nella sua carriera dove è ragionevolmente certo di restare stabile in un luogo, anche il tedesco compra - o addirittura fa costruire, un caso relativamente frequente.

Questo sito dell'associazione tedesca dei proprietari di case dice che solo il 42% dei tedeschi possiede la casa in cui abita. Di questi, il 43% se l'è costruita da solo (o fatta costruire appositamente, non acquistata finita).

Fabrizio

Mi risulta (da amici a Muenchen...) che viceversa sia diffuso acquistare una seconda casa per affittarla come investimento, alcuni mi dicevano che l'ideale è addirittura averne tre (la propria più due!).

Re(7): PPP

MünchnerFax 28/5/2010 - 16:44

Vero. Addirittura ci sono parecchie agenzie di gestione dell'appartamento. In pratica chi ha il capitale lo investe con loro e loro si occupano di tutto: trovare l'inquilino, intrattenervi i rapporti, amministrare la casa (o il condominio) eccetera. Inquilino e proprietario non si conoscono nemmeno.

Fabrizio

Il numero di persone in affitto corrisponde piu' o meno al numero di persone con una seconda casa data in affitto. 

Re: PPP

michele boldrin 26/5/2010 - 16:25

In aggiunta, si può notare che da qualche settimana il rendimento dei titoli di stato spagnoli ha superato quello dei titoli italiani mediamente di 10/15 bp, nonostante la Spagna abbia un rapporto debito /PIL chè è intorno alla metà di quello italiano (e, apparentemente, tra i migliori della zona euro). Questo significa che per gli investitori le prospettive economiche spagnole non sono attualmente migliori di quelle italiane (forse lievemente peggiori).

A mio avviso questo indica che gli operatori sanno che la Spagna, per imperizia di questo governo e dell'equipe di Cuzco, ha quasi metà del proprio debito totale in scadenza (ossia, da rifinanziare) nel giro di circa 12 mesi mentre l'Italia (grazie alla famosa signora allieva di De Finetti ed il cui cognome continuo a scordare ma intanto AFT se lo ricorda e ce lo ricorda, :-)) da questo punto di vista sta in una situazione molto ma molto migliore per l'anno a venire (i ruoli si invertono, dopo).

Viste le turbolenze dei mercati e l'andamento della situazione economica e soprattutto fiscale spagnola, anche io sarei seriamente preoccupato se dovessi prendere a prestito 300 miliardi di euro nei prossimi 12 mesi ... un premio al rischio superiore all'Italia, nel breve, mi sembra perfettamente giustificabile.

Re(1): PPP

sandro brusco 26/5/2010 - 16:33

Maria Cannata. Basta avere ''sandro'' nel nome per ricordarselo, non è prerogativa di AFT :-)

Re(1): PPP

amadeus 26/5/2010 - 16:53

Da un rapido sguardo a quanto sta avvenendo nelle aste dei titoli pubblici sembra che, almeno per il momento, i problemi principali riguardino le emissioni di nuovo debito rispetto al rinnovo dei titoli in scadenza (che potrebbero arrivare a comprendere anche le relative cedole). Ergo la Spagna ha problemi maggiori perchè ha un elevato disavanzo primario rispetto all'Italia. Ciò ha senso se si pensa che, fintantochè il mercato rimane liquido, non è necessario aspettare la scadenza per disfarsi dei titoli indesiderati, perchè si possono vendere in qualsiasi momento. Quindi chi oggi detiene i titoli in scadenza è assai probabile che li rinnovi. Ovviamente le cose cambiano e il problema si sposta progressivamente sul "gross funding" se la liquidità del mercato comincia a diminuire.

Non avevo seguito il thread che parlava della Maria Cannata sull'altro post, pero' guardando il grafico sotto (io sono quello che capisce solo grafici colorati :-J) la situazione ITA e spagnola non mi pare molto diversa riguardo la scadenza del debito.

 

Grecia? Ma qui si parlava di Spagna

Re(3): PPP

sandro brusco 26/5/2010 - 18:56

Scorri l'immagine Giovanni, dopo l'Italia c'è la Spagna.

Grazie. A far le cose in fretta..

G

I grafici di Spagna e Italia sono a destra . Clicca sopra e fai scorrere con le frecce della tastiera.

Re(2): PPP

amadeus 26/5/2010 - 22:45

A prima vista mi sembra che i grafici in questione offrano solo una rappresentazione statica del problema. Manca la prospettiva dinamica (che può naturalmente essere solo ipotetica): le emissioni di titoli a breve che si rinnovano ogni anno dovrebbero essere nuovamente spalmate sugli anni successivi in funzione delle loro scadenze. Ad esempio se nel 2010 scadono e vengono rinnovati 50 bln di BOT (o titoli equivalenti), lo stesso ammontare dovrebbe essere eviedenziato in scadenza anche per ciascuno degli anni successivi. L'ipotesi è piuttosto verosimile perchè attualmente è piuttosto complicato allungare le scadenze dei titoli che giungono a maturazione. Ovviamente rimane fuori il funding del nuovo deficit annuale.

ieri non ho potuto vedere...

più o meno quando interviene il prof boldrin? Almeno cerco subito il minuto giusto (che vale la pena ascoltare) e non sto a scorrerlo tutto che non finisco più...

grazie...

credo ti tocchi scorrerlo tutto, perchè interviene a più riprese dato che questa volta era ospite in studio.

3:34 della parte undici per l'intervento più articolato.

a proposito: "tito aveva ragione" mi spacca (anche se credo fosse Franco)