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Supergulp! Boldrin in tivvù

11 commenti (espandi tutti)

Re: PPP

michele boldrin 26/5/2010 - 16:08

tenuto conto che si tratta di paesi che da diversi anni condividono la stessa moneta non vi sono più distorsioni dovute alla volatilità del tasso di cambio (che invece renderebbero indispensabile un aggiustamento per PPP).

La determinante fondamentale delle differenze nei prezzi di beni/servizi omogenei in diversi paesi NON è la volatilità del tasso di cambio ma il prezzo della terra e del real estate, fondamentalmente, che si riflette sui prezzi dei servizi non commerciabili i quali sono una parte sempre più grande del consumo totale. Questo non vuol dire che il tasso di cambio oscillante non conti, solo che NON è né l'unica né la principale determinante.

Detto in parole povere: ceteris paribus, le case costano meno a Madrid e Barcelona che a Roma e Milano, quindi di meno costano parrucchieri, ristoranti, medici, cameriere, imbianchini, servizi sanitari, alberghi, avvocati, masasggiatori, eccetera ... sino al servizio di taxi ed alle "escorts". Il caffé espresso, invece, costa (parecchio) di più, guarda caso!

Re(1): PPP

alex 26/5/2010 - 16:31

Non so in Spagna, ma in Germania costa tanto di più ed è inspiegabilmente di qualità peggiore (notoriamente inbevibile)... :) 

Sono finalmente riuscito ad ascoltare i suoi interventi di ieri. Complimenti!

Non fossi felicemente unito ad una ragazza italianissima, farei di tutto per solcare l'atlantico, e farmi prendere da lei per un PhD!  

Re(1): PPP

filippo bruno 26/5/2010 - 20:16

la determinante fondamentale delle differenze nei prezzi di beni/servizi omogenei in diversi paes NON è la volatilità del tasso di cambio ma il prezzo della terra e del real estate, fondamentalmente, che si riflette sui prezzi dei servizi non commerciabili i quali sono una parte sempre più grande del consumo totale. Questo non vuol dire che il tasso di cambio oscillante non conti, solo che NON è né l'unica né la principale determinante.

 

Il rapporto tra il prezzo del classico haircut a Mumbai vs Francoforte non è funzione in sostanza del rapporto tra le produttività medie del lavoro (o capitale pro capite, etc), per cui un'ora del tedesco unskilled acquisterà 1 haircut a Francoforte ma 10 haircut a Mumbai, dove esso costa sempre un'ora di un indiano unskilled- mentre l'identico TV set costerà 20 ore del tedesco unskilled ma 200 dell'indiano unskilled? Insomma le ragioni di scambio tra traded e non traded goods? Posto che immagino molto alta la correlazione conil rapporto tra i prezzi delle proprietà reali non strumentali (a parte i real estate cycle ed fattori di scarsità per cui nel centro di Mumbai come è noto la casa costa come a Londra...). Conto sulla clemenza in caso di strafalcioni.

 

 

Re(1): PPP

massimo 28/5/2010 - 08:33

Ma questo come spiega il caso della Germania le case a Berlino e a Francoforte costano molto meno che a Roma o a Milano, ma i servizi costano più o meno lo stesso.

Non vorrei dire stupidate, ma a naso in Germania l'ossessione per la casa di proprietà come bene rifugio è minore forse per mentalità, forse per leggi che favoriscono l'affitto questo potrebbe aver portato ad un calo del prezzo delle case (per compensare la minore domanda) oppure esistono motivi contingenti (hanno costruito un quartiere nuovi)

Re(3): PPP

MünchnerFax 28/5/2010 - 13:47

Mah direi né l'una né l'altra cosa. Mi sembra che sia più semplicemente e prosaicamente un sano e consapevole effetto di mercato libero (faccio una bella listina numerata, in quanto ingegnere sono fissato):

1) ai tedeschi in genere non piace vivere nelle grandi città e preferiscono la casa unifamiliare in paese (ciò spiega l'urbanizzazione abbastanza sparsa della Germania e la dimensione tutto sommato modesta della maggior parte delle città)

2) nel caso di Berlino, c'è semplicemente troppa offerta di case e scarsa domanda (a parte politicanti e burocrati, nessuno si trasferisce a Berlino perché il lavoro è da altre parti)

3) il controesempio: a Monaco, dove c'è una forte immigrazione anche interna e l'offerta non è altrettanto abbondante, sia i prezzi d'acquisto che i canoni d'affitto sono più o meno quelli di Milano.

Fabrizio

Grazie per le delucidazioni.

PS

Tu non trovi che, rispetto a noi italiani, i tedeschi siano meno legati al concetto di "farsi una casa" e più propensi all'affitto?

Re(5): PPP

MünchnerFax 28/5/2010 - 15:20

Mah su due piedi non saprei, tendo a darti ragione. C'è da considerare che i tedeschi sono di gran lunga meno stanziali degli italiani e vanno dove li porta il cuore il lavoro. Se il mercato del lavoro è così mobile e non so dove sarò tra ics anni (con x < 10), è chiaro che abitare in affitto è l'opzione più sensata. (A meno di comprare a prescindere e poi, se devo spostarmi, do in affitto quell'abitazione e ne affitto io stesso un'altra nella nuova città; ma chi me lo fa fare di sobbarcarmi rogne, pensano in molti) Quando uno poi raggiunge un'età o un punto nella sua carriera dove è ragionevolmente certo di restare stabile in un luogo, anche il tedesco compra - o addirittura fa costruire, un caso relativamente frequente.

Questo sito dell'associazione tedesca dei proprietari di case dice che solo il 42% dei tedeschi possiede la casa in cui abita. Di questi, il 43% se l'è costruita da solo (o fatta costruire appositamente, non acquistata finita).

Fabrizio

Mi risulta (da amici a Muenchen...) che viceversa sia diffuso acquistare una seconda casa per affittarla come investimento, alcuni mi dicevano che l'ideale è addirittura averne tre (la propria più due!).

Re(7): PPP

MünchnerFax 28/5/2010 - 16:44

Vero. Addirittura ci sono parecchie agenzie di gestione dell'appartamento. In pratica chi ha il capitale lo investe con loro e loro si occupano di tutto: trovare l'inquilino, intrattenervi i rapporti, amministrare la casa (o il condominio) eccetera. Inquilino e proprietario non si conoscono nemmeno.

Fabrizio

Il numero di persone in affitto corrisponde piu' o meno al numero di persone con una seconda casa data in affitto.