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Supergulp! Boldrin in tivvù

8 commenti (espandi tutti)

Cazzola ha semplicemente detto che, a fronte di un sentimento diffuso in cui i parlamentari sono ritenuti una casta di privilegiati, lui da deputato guadagna meno di quando lavorava per la pubblica amministrazione.

Uno Qualunque, ma sono privilegiati: tutti i benefici dati in forma di rimborso spese sono esentasse (a meno che io non sia rimasta indietro!), per cui se avesse voluto fare un confronto serio, Cazzola avrebbe dovuto raffrontare anche la differenza tra i benefici in kind che aveva prima e quelli attuali. Cio' detto, ammesso e non concesso che entrando in politica Cazzola ci abbia rimesso, trovo quantomeno inelegante andare poi a fare fishing for compliments.

Ma il punto della questione non è se i parlamentari guadagnino o meno troppo: a Ballarò si discuteva della manovra da 24 miliardi di Euro, e di dove e come trovare i soldi, mentre ridurre gli alti stipendi dei parlamentari fa risparmiare poco.

su questo punto non sono d'accordo: i nostri rappresentati sono pagati con soldi pubblici. Quindi al di la del fatto che il risparmio sia tanto o poco (e prendendo alla lettera le cifre dell'articolo che linki, perche' mai operare una riduzione del solo 5%?), il nodo secondo me e' simbolico e politico: non e' coerente da una parte dirci che, in quanto dipendente pubblico, ad esempio un medico ospedaliero che si fa un mazzo tanto, guardie notturne incluse, e' per definizione un fannullone, e se guadagna "troppo" gli tagliamo il salario, mentre il parlamentare, che con i soldi pubblici si trovano nel top 2-5% degli earners (mi riferisco all'articolo dell'ISTAT che ho linkato nel mio post precedente) invece si debba chiamare fuori.

 

parlamentare, che con i soldi pubblici si trovano nel top 2-5% degli earners

Paola, un reddito after-tax di 14K al mese, ossia 170K netti all'anno, ossia circa 300K lordi, ti mette, in Italia, nel top 0,1% dei contribuenti!

P.S. Menzioni di aver linkato un articolo ISTAT, pero' non lo vedo.

P.P.S. Tuo desiderio esaudito: commento erroneo cancellato :-)

ero caritatevole! ho fatto due ridicoli conti conservativi basando il reddito netto annuo solo sull'indennita' di €5486.58, moltiplicata poi brutalmente per 12, ottenendo €65.8K che giudicando a spanna dal grafico a pagina 8 qui (il link a questo file e' 8 messaggi piu' su) mette i nostri parlamentari (trascurando il resto dei redditi familiari) come minimo tra il 2% degli earners (dati 2007, quindi a naso li ho arrotondati a 2-5%). Anche cosi', non se la passano troppo male.

re: p.p.s. grazie!

Uno Qualunque, ma sono privilegiati

Certo che lo sono. Però allora occorre stabilire a priori quale sia il giusto compenso di un parlamentare e in base a quali criteri stabilirlo. E allo stesso tempo occorre stabilire in che modo e per quale ammontare un politico finanzia la sua attività. Altrimenti si finisce solo per alimentare un moralismo che non porta a nulla.

ammesso e non concesso che entrando in politica Cazzola ci abbia rimesso

Qui siete tutti convinti che Cazzola abbia mentito. Per me il fatto che si sia esposto pubblicamente, che abbia portato le buste paga e che Floris le abbia controllate, merita quantomeno il beneficio del dubbio.

trovo quantomeno inelegante andare poi a fare fishing for compliments

Molto più prosaicamente Cazzola sapeva che tirava di anti-casta, e si è preparato la risposta.

prendendo alla lettera le cifre dell'articolo che linki, perche' mai operare una riduzione del solo 5%?

Ipotizziamone uno del 50% allora: si passerebbe da 9 milioni a 90 milioni...

il nodo secondo me e' simbolico

Sì, e non sei la sola a pensarla così. Ma ciò comporta il rischio, come lo stesso citato articolo dice, che i politici usino una diminuzione dei loro emolumenti come "specchietto per le allodole", nel senso che ciò li aiuterà a far digerire al popolo una manovra altrimenti più efficacemente criticabile.

Uno, giusto due cose:

Punto 1:

ammesso e non concesso che entrando in politica Cazzola ci abbia rimesso

Qui siete tutti convinti che Cazzola abbia mentito.

non ho idea se abbia mentito o meno, pero' ho scritto

se avesse voluto fare un confronto serio, Cazzola avrebbe dovuto raffrontare anche la differenza tra i benefici in kind che aveva prima e quelli attuali.

in mancanza di questo dato, il confronto non si puo' fare.

Punto 2: 

Però allora occorre stabilire a priori quale sia il giusto compenso di un parlamentare e in base a quali criteri stabilirlo. E allo stesso tempo occorre stabilire in che modo e per quale ammontare un politico finanzia la sua attività

penso che siamo tutti d'accordo, e cio' che da fastidio e' che la soluzione non pare poi cosi' inarrivabile, ci sono tanti sistemi a cui ispirarsi. Poi vabbe', sarebbe bello se i parlamentari italiani fossero resi piu' accountable nei confronti dell'elettore (nel senso che in pratica io non posso "mandare a casa" il parlamentare eletto nel mio collegio, cosa che invece e' possibile ad esempio in UK), ma questa e' un'altra storia.

e sul resto penso che dovremo "agree to disagree"!

 

Se una manovra è criticabile lo è indipendentemente dal fatto che la sua digeribilità sia maggiore in conseguenza di una sua equità.

Perchè in fondo il fatto che si possano toccare anche gli emolumenti dei politici e i loro innumerevoli privilegi ( pensionistici per esempio ) è un fatto di equità, ne più ne meno.

Se si deve stringere la cinghia, il fatto che chi prende le decisioni si escluda dal novero dei sacrificabili nonostante i suoi emolumenti siano sporzionalmente più alti di quelli del mondo civile,  rende per TUTTI molto meno accettabili anche i sacrifici necessari.

Quindi concretamente il risultato è: dato che i politici inevitabilmente possono prendere solo provvedimenti il cui costo in termini di consenso sia sopportabile, e la difesa dei loro privilegi aumenta il detto costo sopratutto tra i settori protetti e parassitari si tirerà a campare lasciando incancrenire sempre di più le cose.

Quindi il fatto che sia necessario da parte della classe politica un ridimensionamento in tutti i sensi delle proprie pretese è un passo indispensabile per rendere possibili molti cambiamenti.

Il discorso "il pesce puzza dalla testa" è semplicemente l'osservazione che pretendere una riduzione della spesa pubblica senza toccare emolumenti che non hanno nessuna correlazione con l' utilità di chi li riceve è un esempio di irresponsabilità.

Il discorso "il pesce puzza dalla testa" è semplicemente l'osservazione che pretendere una riduzione della spesa pubblica senza toccare emolumenti che non hanno nessuna correlazione con l' utilità di chi li riceve è un esempio di irresponsabilità.

 

Concordo, con una piccola ma non irrilevante aggiunta - l'utilità PERCEPITA dai contribuenti comuni che devono sacrificarsi.

E' molto difficile stabilire il livello corretto degli stipendi dei parlamentari, in quanto i servizi da loro prodotti (leggi, consenso politico etc.) non sono vendibili sul mercato (almeno ufficialmente :-)). Si può ricorrere a due criteri - il costo-opportunità del singolo parlamentare o il salario dei colleghi all'estero. In ambedue i casi, i parlamentari italiani non ne escono molto bene. Molti non sanno fare altro che politica (e quindi costo-opportunità basso).

 

Hai ragione, il mio discorso era proprio sul fatto che definire il ridimensionamento dei privilegi dalla classe politica uno specchietto per le allodole trascurava il fatto che la credibilità di una classe poitica e la sua possibilità di  interventi concretamente fattibili sulla spesa pubblica parassitaria dipendono ANCHE  dalla percezione di equità e di utilità.

Insomma chi promette "blood sweat and tears" deve essere credibile, altrimenti ci farà fare la fine della rana bollita.

http://odl.casaccia.enea.it/NuoviCorsi/PensieroSistemistico/ModuloC/C13.htm