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Supergulp! Boldrin in tivvù

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Se una manovra è criticabile lo è indipendentemente dal fatto che la sua digeribilità sia maggiore in conseguenza di una sua equità.

Perchè in fondo il fatto che si possano toccare anche gli emolumenti dei politici e i loro innumerevoli privilegi ( pensionistici per esempio ) è un fatto di equità, ne più ne meno.

Se si deve stringere la cinghia, il fatto che chi prende le decisioni si escluda dal novero dei sacrificabili nonostante i suoi emolumenti siano sporzionalmente più alti di quelli del mondo civile,  rende per TUTTI molto meno accettabili anche i sacrifici necessari.

Quindi concretamente il risultato è: dato che i politici inevitabilmente possono prendere solo provvedimenti il cui costo in termini di consenso sia sopportabile, e la difesa dei loro privilegi aumenta il detto costo sopratutto tra i settori protetti e parassitari si tirerà a campare lasciando incancrenire sempre di più le cose.

Quindi il fatto che sia necessario da parte della classe politica un ridimensionamento in tutti i sensi delle proprie pretese è un passo indispensabile per rendere possibili molti cambiamenti.

Il discorso "il pesce puzza dalla testa" è semplicemente l'osservazione che pretendere una riduzione della spesa pubblica senza toccare emolumenti che non hanno nessuna correlazione con l' utilità di chi li riceve è un esempio di irresponsabilità.

Il discorso "il pesce puzza dalla testa" è semplicemente l'osservazione che pretendere una riduzione della spesa pubblica senza toccare emolumenti che non hanno nessuna correlazione con l' utilità di chi li riceve è un esempio di irresponsabilità.

 

Concordo, con una piccola ma non irrilevante aggiunta - l'utilità PERCEPITA dai contribuenti comuni che devono sacrificarsi.

E' molto difficile stabilire il livello corretto degli stipendi dei parlamentari, in quanto i servizi da loro prodotti (leggi, consenso politico etc.) non sono vendibili sul mercato (almeno ufficialmente :-)). Si può ricorrere a due criteri - il costo-opportunità del singolo parlamentare o il salario dei colleghi all'estero. In ambedue i casi, i parlamentari italiani non ne escono molto bene. Molti non sanno fare altro che politica (e quindi costo-opportunità basso).

 

Hai ragione, il mio discorso era proprio sul fatto che definire il ridimensionamento dei privilegi dalla classe politica uno specchietto per le allodole trascurava il fatto che la credibilità di una classe poitica e la sua possibilità di  interventi concretamente fattibili sulla spesa pubblica parassitaria dipendono ANCHE  dalla percezione di equità e di utilità.

Insomma chi promette "blood sweat and tears" deve essere credibile, altrimenti ci farà fare la fine della rana bollita.

http://odl.casaccia.enea.it/NuoviCorsi/PensieroSistemistico/ModuloC/C13.htm