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La presentazione del libro a Trento: chi c'è e chi non c'è

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Non e' cosi': brevemente, per crescere di piu' bisogna incentivare la formazione di nuove idee. Non si puo' pensare di crescere proteggendo le industrie di magliette e scarpe. Per incentivare nuove idee si possono adottare politiche fiscali (e non) che favoriscano l'innovazione e l'investimento di capitali esteri. Michele nella sessione successiva ne ha suggerito una non fiscale: comprare brevetti e metterli nel public domain, per esempio

Sto guardando il video del vostro intervento al festival di Trento, e volevo porre una domanda. Sostenete giustamente che la crescita del commercio internazionale e l'ascesa della Cina sta creando dei fenomeni di redistribuzione della produzione, questo in generale dovrebbe portare ad una maggiore specializzazione di ciascun paese in quelli che sono i propri vantaggi comparati. In aggregato questo porta ad un aumento di benessere ma ci saranno ovviamente determinate categorie di lavoratori per i quali ciò comporterà delle perdite nel breve periodo, e proprio il prof Moro dice che sia compito dei governi attutire e aiutare queste categorie a riqualificarsi. Immagino, ma potrei sbagliarmi, che in questo caso sia necessario, per sostenere tali politiche, redistribuire in parte la maggior ricchezza generata dal'apertura al commercio, ma in concreto quali sono le misure che possono essere prese? Ci sono esperienze di altri paesi in tal senso e quali sono state quelle di maggior successo?

grazie e complimenti per il vostro lavoro

Ottima domanda. Negli Stati Uniti ci sono alcuni programmi governati di riqualificazione del lavoro in certe industrie particolarmente esposte al commercio internazionale che si chiama Trade Readjustment Allowance (TRA) e Trade Adjustment Assistance (TAA). Questo il link alla spiegazione del programma per lo stato del Wisconsin (è un programma federale ma l'applicazione viene demandata agli stati). I trasferimenti sono condizionati all'iscrizione ad un programma di formazione lavorativa. I programmi, che esistono da decenni, sono stati considerevolmente aumentati dopo la crisi e consistono, sostanzialmente, in:

- espansione della durata dell'unemployment insurance
- copertura dei costi di formazione e riqualificazione del lavoro 
- copertura dei costi di trasloco e assistenza per la ricerca del lavoro fuori dall'area di residenza
- crediti per spese di assicurazione sanitaria

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