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Il mago ismeno

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Bastava chiamarlo "contributo di solidarietà" (che come si conviene tra persone oneste spetta a chi può dare di piu') e si evitavono pretestuosi richiami alla Costituzione ed alla incostituzionalità.

Francesco

scusa, ma cambiagli il nome in contributo e ti trovi 20 avvocati fiscalisti che van a dimostrarti che:

1) contributi sono forme di tassazione (riuscirebbero a dimostrarlo, magari convincon solo quel giudice, ma riuscirebbero)

2) chiedere contributi solo agli statali è iniquo quindi pregiudizievole (solo perchè statale subiresti il contributo, se fosse sul reddito di tutti gli italiani che piglian, ad esempio, 1200 euro, allora non sarebbe piu iniquo)  quindi incostituzionale. 

 

2) chiedere contributi solo agli statali è iniquo quindi pregiudizievole (solo perchè statale subiresti il contributo, se fosse sul reddito di tutti gli italiani che piglian, ad esempio, 1200 euro, allora non sarebbe piu iniquo)  quindi incostituzionale. 

Mi sembra del tutto legittimo che un datore di lavoro possa chiedere (per esempio per non fallire) un contributo ai propri dipendenti, diminuendo lo stipendio. Non lo chiede ai dipendenti degli altri. Ma penso che quello che immagini potrebbe succedere davvero. Pero' secondo me non puo' essere dichiarato iniquo ed anticostituzionale perché chi vuole puo' sempre cambiare lavoro (anche lo statale, se ha le competenze per fare altro). Quindi puo' sottrarsi a quella che ritiene una ingiustizia cambiando lavoro. Penso che non lo farebbe: stare nello stato ha i suoi vantaggi.

Francesco

Mi sembra del tutto legittimo che un datore di lavoro possa chiedere (per esempio per non fallire) un contributo ai propri dipendenti, diminuendo lo stipendio.

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Pero' secondo me non puo' essere dichiarato iniquo ed anticostituzionale perché chi vuole puo' sempre cambiare lavoro (anche lo statale, se ha le competenze per fare altro). Quindi puo' sottrarsi a quella che ritiene una ingiustizia cambiando lavoro.

Questione di punti di vista: in generale, se tra A e B c'e' un contratto, entrambe le parti dovrebbero impegnarsi a rispettarlo (o modificarlo di comune accordo, se del caso), non ti pare? O lo stipendio e' una sorta di "variabile indipendente"? :-)

Se il contratto stesso non prevede uno stipendio "riducibile" dal datore di lavoro (per esempio so che in Germania questo puo' accadere), non vedo come possa un simile comportamento essere ritenuto legittimo.

Tanto per fare un esempio: qualora il licenziamento sia vietato o preveda un firing cost, cosa impedirebbe altrimenti al datore di lavoro che intende licenziare di portare lo stipendio a zero, per "convincere" il lavoratore a dimettersi?

P.S.: ovviamente, questo discorso potrebbe formalmente non valere per lo Stato che puo' sempre contare sull'arma finale, quella legislativa, ma il comportamento resterebbe, a mio avviso poco "corretto".