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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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Avevo seguito solo a livello di titoli la vicenda ed ora ciò che mi fa conoscere Marco Esposito mi fa rabbrividire.

Mi fanno rabbrividire le richieste della FIAT nell’anno di grazia 2010.

---Turnazione

Nell’azienda in cui lavoravo ( microelettronica circa 100000 dipendenti in Italia) i 21turni settimanali ( non 18 ) erano una realtà da metà anni 80.

Non si lavorava il I Maggio e Natale .

E poichè la forza lavoro era per lo più femminile si dovette derogare una legge che vietava il lavoro notturno alle donne.

E non poteva essere altrimenti : l’incidenza degli ammortamenti sul costo finale era ( con 21 turni ) il 30% con 10 turni ( 2 da lunedi’ a venerdi’ ) sarebbe stato del 47 % ( considerando un ammortamento lineare su 6 anni ) ed il costo sarebbe aumentato del 33%.E il phasing out delle attrezzature non era dovuto ad usura ma a obsolescenza tecnologica. Con il turno continuo venivano inoltre recuperate tutte le diseconomie derivanti dagli acicli di spegnimento riaccensione.

Questo risultato fu raggiunto gradualmente attraverso passaggi intermedi NEGOZIATI con i sindacati con cui si condividevano numeri e conti : mai fu posto un ricatto.

E non è che i sindacati negli anni 80 fossero più teneri : c’erano allora Trentin , Cofferati per la CGIL , Carniti , Marini per la CISL .

---Assenteismo

----- per "malattia"

Nella stessa azienda era intorno al 3-4%.Ancora l’Azienda , in accordo con i Sindacati , provvedeva fin dal primo giorno a disporre la visita fiscale ed eventualmente ripeterla.

-----elettorale

1500 persone in permesso elettorale a norma di legge alimentano il personale ( rappresentanti di lista inclusi ) di 100 sezioni , 100000 elettori .Pomigliano ha 30000 elettori.

Certamente gli operai provengono anche da altri Comuni ma questo livello di permessi elettorali mi fa pensare che la FIAT a suo tempo abbia assunto a piene mani raccomandati politici.Avrà avuto qualche tornaconto?

In una unità operativa al Sud dovevamo assumere 30 periti industriali , il ras locale ( sindacalista e politico) ci passò una lista con una ventina di geometri ed una decina di ragionieri : non fu facile ma sapemmo resistere ed assumemmo 30 periti.

----- da sciopero

Sempre nell’azienda in cui lavoravo , per accordo sindacale , non erano concesse ferie e permessi non rtetribuiti non richiesti prima della proclamazione dello sciopero.Se per dimostrare il fallimento dello sciopero si concedono ferie e permessi non retribuiti i più furbi il permesso se lo prendono retribuito con un certificato medico.

Ora in questo disastro la FIAT improvvisamente si sveglia e vuole recuperare in qualche mese una gestione fallimentare di anni.

E si badi bene : non facendo un minimo di autocritica ma ponendo un AUT-AUT.

Io penso che una situazione così disastrata , anche con l’accordo , sia irrecuperabile per cui non sono convinto che la FIAT si auguri il sì della CGIL ( Marchionne ha detto ieri che il SI’ deve essre unanime ) e per questo ha scelto il ricatto plateale.

La CGIL che è contro la FIAT se dirà NO non avrà capito niente.

CISL e UIL , benevoli con la FIAT , dicendo SI’ forse la stanno mettendi in difficoltà.

Bastano 700 milioni di investimento di FIAT come garanzia della sua serietà ne voler utilizzare profittevolmente Pomigliano? No perchè a questi soldini, ne andrebbero aggiunti altri di precedenti ristrutturazioni, formazioni e aggiornamenti andati regolarmente nello sciacquone. E se ci mettiamo anche la rinuncia a soldi pubblici almeno procvlamata, credo possa bastare.