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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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Scusa se insisto, ma dire che non vi e' traccia di questo non e' corretto. Il punto 13 dice proprio questo: non si puo' scioperare contro questo accordo, i.e. e' una limitazione del diritto di sciopero. 

Ora io capisco benissimo il tuo punto che "passata la festa, gabbato lo santo" cioe' io prima firmo e poi ti sciopero contro non e' il massimo della vita, tuttavia come anche tu riconosci nell'accordo non c'e' scritto tutto.

Se ad esempio io con la mia sosta di 10 minuti ne perdo 5 per raggiungere la macchinetta del caffe' e 5 per tornare indietro non faccio nessuna sosta. E quindi chiedo all'azienda di mettermi la macchinetta (o i bagni) vicino alla linea. L'azienda rifiuta e io non posso scioperare perche' andrei contro l'accordo.

Insmma una cosa e' l'accordo, un'altra la sua attuazione.

Fermo restando tutte le nefandezze sindacali elencate e i certificati medici strani, che chi li fa a calci in kulo si, ma dalle loro RSU, mica dall'azienda.

 

 

 

 

In fondo ai commenti c'è un mio intervento (cosa avrei fatto al posto dei sindacati) in cui parlo anche della tematica "sosta" compresa la macchinetta del caffè -)....

Per il resto : non è sospeso il diritto di sciopero (sarebbe incostituzionale), ma se c'è uno sciopero la Fiat non darà più nè permessi sindacali, nè soldi ai sindacati (e questo li fa rabbrividire: un sindacalista che lavora, anzichè mettersi in perenne permesso sindacale..).

Purtroppo è la storia delle relazioni sindacali a Pomigliano che ha reso la Fiat "dura", personalmente sono perfino rimasto stupito che vogliano ancora investire a Pomigliano. Ma questa è un'altra storia..

Infatti io a quel tuo commento mi riferivo. Il problema sussiste ed e' inutile minimizzarlo. Stai dicendo che la Fiat non limita il diritto di sciopera ma minaccia "solo" ritorsioni contro il sindacato che lo organizza? Dalle mie parti questo si chiama intimidazione (peraltro gratuita)

Converrai anche tu che un "accordo" come quello della Fiat puo' essere ,non interpretato, ma applicato in maniere diverse. 

Fermo restando che nessuno fa beneficenza, a me da lavoratore dipendente fa paura una azienda si arroghi il diritto di cambiare accordi liberamente firmati, stiamo parlando del CCNL mica di una scirttura privata, sotto la minaccia della chiusura di un impianto.

 

Ha sorpreso molto la decisione di investire a Pomigliano. Ma non è affatto garantito che, se oggi l'accordo si chiude, FIAT non se ne penta. Purtroppo

Scusa se insisto, ma dire che non vi e' traccia di questo non e' corretto. Il punto 13 dice proprio questo: non si puo' scioperare contro questo accordo, i.e. e' una limitazione del diritto di sciopero.

No, dice che in caso di scioperi contro l'accordo firmato, vengono annullati i permessi sindacali, senza altre sanzioni per chi sciopera.

E' una limitazione dei privilegi sindacali e proprio per questo la FIOM non vuole accettare.

 

marco altrove dice che "pacta sunt servanda" e per me il CCNL e l'accordo integrativo aziendale sono patti, tali e quali il nuovo accordo che vi piace tanto.

 

La Fiat propone il seguente patto del diavolo: se tu "liberamente" non rinunci a esercitare un tuo diritto inalienabile (quello di sciopero), io mi rimangio tutti gli accordi presi con te in precedenza. 

 

Per me mandare 451 certificati medici per non pagare di tasca propria lo sciopero è una violazione del CCNL, è inutile piangere lacrime di coccodrillo se poi uno si incavola e vuole modificare il CCNL.

Se poi vuoi un elenco degli accordi sottoscritti dal sindacato, e poi completamente disattesi l'elenco è talmente lungo che non basterebbe un libro.

E' inutile continuare con questa storia dei "diritti lesi": i diritti si conquistano, ma poi si mantengono senza abusarne, perchè dall'altra parte ci si stanca anche di prenderle, e quando si può poi si picchia.

A Napoli si dice "quanno si martiell vatt', quann si incudine statt'" (trad. "quando sei martello batti, quando sei incudine statti", in questo momento Fiat si sente martello, sta al sindacato capire che è incudine e limitare i danni che i suoi abusi (quelli del sindacato) hanno provocato.

Non sei il solo a parlare di "diritti lesi", CCNL negato e così via, ma non ho sentito uno di voi dire "effettivamente, però, 451 certificati sono una beffa anche per chi ha scioperato e ci ha rimesso di tasca sua", oppure dire "effettivamente 1500 permessi elettorali (concessi solo ai sindacalisti!!) sono un pò tanti, e mandare avanti uno stabilimento diventa impossibile" . Nessuno ! Solo diritto lesi, e i doveri ? Dove sono i doveri ? Adesso  a piangere perchè uno dice " adesso questa è la minestra, oppure quella è la finestra". Eh no, troppo comodo parlare di "diritti inalienabili" quando dietro quei diritti si nascondono degli abusi !

sai se la FIAT a Pomigliano , a sciopero proclamato , concede ferie il giorno dello sciopero?

sai se i 451 "ammalati" la FIAT uando comunica i dati dello sciopero , li include fra gli scioperanti?

è un 8,3%

scusami Marco, ma se rileggi i miei interventi, dico chiaramente che chi fa certificati falsi dovrebbe essere preso a calci in kulo, non dall'azienda, ma dai sindacati.

 

E comunque non digerisco questa idea per cui io debba rinunciare ad esercitare un mio diritto perche' qualcuno fa il furbo e l'azienda non e' in grado di smascherarlo. 

 

L'articolo 13 dell'accordo a me pare doppiamente inutile perche' da un lato vessatorio (i "pacta sunt servanda" si applica non solo all'acordo corrente ma anche ai passati, CCNL massime) e dall'altro inefficace a raggiungere lo scopo, i.e. l'asserita pace sociale in fabbrica: se io voglio scioperare contro la Fiat perche' mi mette le macchinette del caffe' a un km dalla mia linea lo posso fare e dubito che un qualunque tribunale del lavoro possa avallare il mio licenziamento solo perche' ho scioperato contro un accordo, magari siglato da sindacati cui io non appartengo.

 

Quanto alle malattie, se si vuole stronacare l'assenteismo, si dispone la visita del medico fiscale ipso facto all'arrivo del certificato medico, come mi pare gia' succeda in altre fabbriche.

Anche sui "permessi elettorali" puoi rigirartela come ti pare. Ammetto che sia un malcostume, un abuso di un istituto, tal quale le stratosferiche indennita' parlamentari, nato per uno scopo ben preciso (e nobile) del quale tutti abusano. Ma non e' che il cattivo uso che se ne fa, infici il principio (giusto). E ribadisco, dubito che un qualsiasi tribunale del lavoro possa dare ragione alla fiat

Per cui a me sembra che tutto sommato l'articolo 13 esuli dalla situazione contingente Pomigliano, ma sia un messaggio a tutto l'apparato industriale industriale, destinato a cambiare i rapporti di forza tra imprenditoria e sindacato, come candidamente ammette Angeletti, ormai a capo di un sindacato "giallo"

E questo credo sia ben chiaro a Cgil e Fiom, che giustamente su turnazioni e organizzazione del lavoro hanno un atteggiamento realista e li accettano, ma sulla questione dell'articolo 13, che e' simbolica si sono impuntati.

E guarda che io vorrei che l'accordo su Pomigliano si chiudesse, ma da lavoratore dipendente (in ben altro contesto) le condizioni cui Fiat vuole che si chiuda, mi inquietano

E guarda che io vorrei che l'accordo su Pomigliano si chiudesse, ma da lavoratore dipendente (in ben altro contesto) le condizioni cui Fiat vuole che si chiuda, mi inquietano

E fai bene ad inquietarti.

RR

 

 

E comunque non digerisco questa idea per cui io debba rinunciare ad esercitare un mio diritto perche' qualcuno fa il furbo e l'azienda non e' in grado di smascherarlo.

Poichè molto spesso i cd "diritti" generano dei comportamenti opportunistici e distorsivi (free riding) sarebbe importante per la credibilità e la sostenibilità del sistema che i sostenitori e i beneficiari dei diritti medesimi propongano dei meccanismi effettivi per ridurre tali distorsioni. Anche perchè, non va mai dimenticato, che alla fine (prima o dopo) i comportamenti opportunistici danneggiano anche coloro che avrebbero dovuto essere i primi beneficiari dei diritti medesimi. Il "controllo" non può essere sempre demandato ad altri, piuttosto ci devono essere dei meccanismi di autocontrollo interno. Ad esempio: la CGIL ha sempre utilizzato un proprio servizio d'ordine per garantire lo svolgimento pacifico delle proprie manifestazioni, perchè ?. Detto in altri termini: se si fa saltare il banco non c'è più trippa per alcuno.

ma io mica nego che debbano esserci meccanismi di (auto)controllo. Contesto l'idea che la soluzione del problema sia negare quei diritti

 @ Eugenio

E questo credo sia ben chiaro a Cgil e Fiom, che giustamente su turnazioni e organizzazione del lavoro hanno un atteggiamento realista e li accettano, ma sulla questione dell'articolo 13, che e' simbolica si sono impuntati.

Quando si verificano abusi, ed a Pomigliano ne sono accaduti e ne accadono, le violazioni devono e possono essere scoperte e sanzionate anche dal sindacato e non solo dall'azienda. Se di cointratto si parla e ci sono due contraenti, la funzionalità dell'accordo passa attraverso comportamenti attivi da parte di entrambi. A Pomigliano da questo punto di vista, la storia brilla per la mancanza di ogni precedente al riguardo anche quando in fabbrica accadeva di tutto e di più. L'azienda ha il dovere di salvaguardarsi anche in considerazione del delicato equilibrio organizzativo che la nuova tipologia di impianti richiede.