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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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Su questo, Marco, è impossibile, assolutamente impossibile concordare. Un diritto è un diritto, punto e stop. O c'è il diritto di sciopero, senza condizioni, o non c'è. Un accordo vale finché le parti lo ritengono valido, mica può essere eterno. Chi garantisce che i lavoratori non vogliano scioperare per altro - non per denunciare l'accordo - e FIAT furbescamente lo consideri uno sciopero "sanzionabile"? 

Comunque, abbiate pazienza e - per fortuna di tutti - gli operai cinesi penseranno loro a scioperare davvero, come stanno già facendo qua e làò., e sarà finita questa pacchia globalizzatrice basata sul dumping sociale....

Comunque, abbiate pazienza e - per fortuna di tutti - gli operai cinesi penseranno loro a scioperare davvero, come stanno già facendo qua e làò., e sarà finita questa pacchia globalizzatrice basata sul dumping sociale....

Scherzi? I Cinesi si stanno arricchendo, altro che dumping sociale!E costeranno comunque meno di noi per decenni, mettiti pure il cuore in pace.

Noi stiamo andando sempre peggio perchè anzichè studiare e rimboccarci le maniche ci ostiniamo a cercare scorciatoie ed allevare parassiti.

Ma magari hai ragione tu, e la FIOM ci trarrà dalle secche! Tutti ad Arese a produrre auto elettriche sussidiati dallo stato!

Bhe, non mettetemi in bocca cose che non ho detto (come usa spesso qui, ahimè). Il fatto che ci siano molti operai cinesi supersfruttati che lavorano 12 ore al giorno e che si suicidano pure perché non ce la fanno a reggere i ritmi è un dato di fatto, ed è un dato di fatto che parte di loro si sta ribellando (sono notiziole di questi giorni peraltro). 

Ma questo non impedisce affatto che la Cina si stia arricchendo, anche grazie a questo supersfruttamento, come abbiamo fatto noi negli anni '50, mi sembra. E non impedisce il fatto che il governo cinese stia pilotando sapientemente - con molto governo, molta politica e molta programmazione, cose che qui fanno venire l'orticaria a molti - questo passaggio, investendo in conoscenza, formazione, ricerca e anche nel progressivo ed inevitabile aumento di redditi e diritti per i lavoratori - insomma aumento della domanda interna. Fanno dumping sociale, ma sanno che non potranno farlo in eterno.

Noi qui, piuttosto che rimboccarci le maniche, mi sembra che crediamo che basti fare il passo del gambero a spese dei lavoratori, senza provarci nemmeno a studiare.

E - su questo concordo davvero - non sarà certo la miope, ultramiope FIOM a levarci le castagne dal fuoco...

(anche se le auto elettriche magari sarebbero meglio di quelle a benzina, ma questa è un'altra storia...)

Bhe, non mettetemi in bocca cose che non ho detto (come usa spesso qui, ahimè). Il fatto che ci siano molti operai cinesi supersfruttati che lavorano 12 ore al giorno e che si suicidano pure perché non ce la fanno a reggere i ritmi è un dato di fatto, ed è un dato di fatto che parte di loro si sta ribellando (sono notiziole di questi giorni peraltro).

Il caso dei suicidi in Foxconn e' stato molto pubblicizzato, ma non dimentichiamoci che si tratta di una ditta con seicentomila dipendenti (!), quindi una dozzina di suicidi non e' una cifra cosi' straordinaria (cosi' come non lo e' quella di France Telecom, checche' ne dicano i sindacati francesi).

Fanno dumping sociale, ma sanno che non potranno farlo in eterno.

Che roba e' il "dumping sociale"? La definizione formale di "dumping" e' praticare sui mercati esteri prezzi inferiori a quelli praticati nel proprio paese, e non vedo cosa c'entri con le retribuzioni al lavoro dipendente. Se intendi che i costi della manodopera sono destinati a salire, questo e' verissimo, ma non a causa di agitazioni sindacali: dipende dalla progressiva riduzione dell'eccesso di manodopera rispetto alla domanda, man mano che il processo di urbanizzazione delle masse contadine comincia a erodere la disponibilita' di nuovi lavoratori disposti ad accettare salari particolarmente bassi dato che sarebbero in ogni caso ben superiori a quelli rurali. Questo e' uno sviluppo positivo per tutti, dato che tendera' a riequilibrare le bilance commerciali di tutti i paesi.

Mah, cose che succedono ma un po' dappertutto. In una mia precedente vita come international trader, attorno all'inizio degli anni '90 mi capito' di ricevere una richiesta d'aiuto da dei miei fornitori Taiwanesi di schede madri: questi erano stati convinti da un venditore ad ordinare una partita di DRAM aprendo lettera di credito che specificava il dettagliato part number del chip. Purtroppo scoprirono poi che il part number in questione non corrispondeva a DRAM ma a "dummies", cioe' a contenitori identici ma vuoti da usare per la taratura delle macchine di montagio automatico... Inutile dire che la perfetta corrispondenza tra part number e merce ordinata (nonostante il prezzo pagato fosse centinaia di volte superiore al valore di mercato) escludeva qualsiasi possibilita' di azione legale. In quel caso la fregatura era stata data da una ditta non cinese ma italiana, per la precisione di Roma, a me sconosciuta e probabilmente fittizia.

Cio' detto, la legalita' in Cina ha i suoi "rough edges", specialmente in boomtowns come Shenzhen. Come dicevano i Latini, caveat emptor.