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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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Ma che analisi è? Ma siete completamente impazziti?

La FIAT sta dicendo ai lavoratori che l'alternativa alla disoccupazione ("ce ne andiamo in Polonia...") è accettare:

1. la sostanziale abolizione del diritto di sciopero e la facoltà per l'azienda di sanzionare (anche col licenziamento) chi si oppone alla sua volontà, punto e basta

2. la riduzione della pausa da 40 a 30 minuti

3. la possibilità per l'azienda di comandare lo straordinario anche in pausa mensa

4. di non pagare la malattia se si supera una soglia "media" di assenze tra i lavoratori

5. di derogare alla norma che sancisce che un lavoratore debba potersi riposare tra un turno e l'altro

6. 120 ore di straordinario obbligatorio contro le 40 previste dal contratto

7. la possibilità di recuperare i ritardi di produzioneanche se le cause niente hanno a che vedere con la produttività dei lavoratoi (ad esempio perché i fornitori sono in ritardo)

E dove starebbe il conservatorismo della Fiom e la grande modernità a cui ci chiedete di aderire? a che schifo di posizione è quella che state prendendo contro la Fiom? Ma non vi vergognate?

Ma non vi vergognate?

Simili domande vanno bene sui siti in cui si strilla, qui si discute, mi farebbe piacere dicutessi, altrimenti non sei obbligato a rimanere. Chi ha scritto il post (cioè io) lavora con e per Fiat, la conosco molto bene, e come ho scritto, e ripeto senza vergogna, fossi stata in Fiat avrei chiuso Pomigliano e basta.

Veniamo ai punti:

1. Non sta scritto da nessuna parte che è abolito il diritto di sciopero, non si può scioperare contro l'accordo (ricordo a tutti che non si sciopera "contro qualcosa" ma per qualcosa, che nell'indire lo sciopero le OO.SS sono tenute a indicare i motivi dello sciopero, che quindi Fiat non ha alcuna arbitrarietà nel dire "questo è contro l'accordo) e basta. La volontà aziendale è di produrre 300.000 vetture/anno.

2. le pause non saranno più due da venti minuti, ma tre da dieci (i dieci minuti soppressi saranno pagati): fatti due giorni di linea e poi vedi se non è meglio fare pause più piccole, ma ripetute, piuttosto che due più lunghe.

3. La mensa è stata posta a fine turno: dimmi tu dove andrebbe bene lo straordinario (oppure fallo dire ai sindacati, che su questo punto nulla hanno detto, poichè già oggi è così)

4. No, la Fiat chiede di applicare la norma ove non ci siano presupposti epidemiologici, a meno che in pieno aprile è normale che 471 su 1.500 si ammalino il giorno dello sciopero generale. Ma stai scherzando, vero?

5. Non è la Fiat che farebbe lavorare due turni consecutivi, ma sono molti gli operai che potrebbero fare due turni non consecutivi (questo non è assolutamente previsto, nè possibile) nella stesso arco temporale delle 24 ore e poi avere due giorni liberi consecutivi. Scusa, ma questo è richiesto dagli stessi operai, impiegati e quadri.

6. 120 ore di straordinario laddove le esigenze produttive lo richiedano. Non 120 ore di straordinario e basta.

7. Appunto, le 120 ore servirebbero per tamponare eventuali vuoti produttivi, per cause non attinenti alla Fiat.

Questi ultimi due punti sono talmente self evident per chi ha un minimamente vissuto una linea produttiva, che mi stupisco anche di rimarcarli. Vediamo, spendo 800 mln di euro, più quello che ho speso in R&D, sperando che la nuova Panda sia come la nuova 500 e dico: in Polonia gli operai si sono fatti un mazzo così per soddisfare la domanda (ed hanno avuto più soldi), metti il caso succeda lo stesso con la Panda: che faccio ? Anzichè star lì a menare la rava e la fava faccio un accordo preventivo che mi mette al riparo da ogni problema.

La FIOM su tutti i tuoi punti ha avuto da ridire solo sui "permessi elettorali": libertà di non fare un piffero per i sindacalisti, senza alcun rispetto per chi a lavorare ci va davvero. Ma per favore...

Dopo aver dato una rapida lettura alla proposta FIAT, ed incrociando tale informazione con la storia non proprio eccelsa dello stabilimento di Pomigliano (una lunga tradizione di scarsa produttività, incuria e sabotaggi) la mia personale valutazione è che l'azienda stia tutto sommato facendo un tentativo coraggioso.

Cionondimeno, mi pare che non manchi anche di una certa arroganza; arroganza che viene senz'altro naturale a chi conosce la situazione internazionale ed ha una visione a largo raggio dell'evoluzione della produzione industriale nel mondo, ma è comunque offensiva ed incomprensibile per quei dipendenti che fanno onestamente il proprio lavoro senza sapere un gran ché di quel che succede al di fuori del loro stabilimento.

Marchionne ha recentemente paragonato le reazioni "entusiastiche" degli operai Chrysler a quelle molto più fredde degli operai FIAT: il problema è che i primi avevano finalmente realizzato di essere alla canna del gas... chi si è preso la briga di chiarire le idee ai secondi?

Forse il fatto di vivere in una bolla di ottimismo Berlusconiano contribuisce a rendere difficile fare certe scelte almeno quanto l'atteggiamento ideologico della FIOM.